“Numeri con vista” sul futuro del Foggia calcio: ripartire dal ritorno e dal 3-5-2, ma con un “aiuto” per Mazzeo | Foggiasport24.com

“Numeri con vista” sul futuro del Foggia calcio: ripartire dal ritorno e dal 3-5-2, ma con un “aiuto” per Mazzeo

“Numeri con vista” sul futuro del Foggia calcio: ripartire dal ritorno e dal 3-5-2, ma con un “aiuto” per Mazzeo
L’adrenalina viaggia ora a ritmi soporiferi dopo una lunga traversata in costante apnea. Si può ragionare con calma, rispettosi delle due partite che mancano ma pienamente immersi nel ritorno… al futuro.

Da dove ripartire. Dalla società, è chiaro, che suonerà il gong nel nuovo round dei sogni. Da Luca Nember, una volta scollinate le sue comprensibili inquietudini. Da Giovanni Stroppa, due stagioni e due obiettivi centrati: promozione nel 2016/17 e salvezza nel 2017/18. Ma di questi argomenti parleremo più avanti, a bocce glacialmente ferme, quando i nodi più spinosi verranno al pettine.

Oggi vogliamo attraversare la stagione che si sta chiudendo (almeno per la regular season) cercando di scorgere qualche indicazione tecnica utile per il Foggia che verrà. E allora in nostro soccorso arrivano – come sempre – i numeri, maestri condottieri di un poderoso esercito di considerazioni.

Per ciò che si è visto nelle 40 giornate di campionato sin qui disputate, non ci sono dubbi: il Foggia dovrà ripartire dal suo «girone di ritorno» e dal «3-5-2». Perché tutti gli elementi considerati sono migliorati tra agosto-dicembre e gennaio-maggio e tra un sistema di gioco e l’altro. A partire ovviamente dalla graduatoria, stella cometa di ogni analisi. Infatti, al netto di orgasmi estetici e recriminazioni ipotetiche per meriti non corrisposti dal campo, quello che conta è la classifica: punti, vittorie e sconfitte, gol fatti e subiti.

Veniamo quindi proprio ai punti conquistati, che attualmente sono 54 (in 40 gare, alla media di 1.35). Di questi, 22 sono arrivati nei 21 turni del girone di andata (con una media di 1.04 a partita), gli altri 32 sono stati incamerati nel ritorno (sinora 19 match) con una media di 1.68 a incontro. Consideriamo ora le differenze di punti rispetto ai due moduli adottati da Stroppa: l’iniziale 4-3-3 e il successivo 3-5-2 (sdoganato a titolo definitivo nella trasferta di La Spezia, l’8/12/2017).

Ebbene, i rossoneri sono scesi in campo con il 4-3-3 in 16 occasioni portando a casa 18 punti (media 1.12), mentre con il 3-5-2 sono stati schierati 24 volte (compreso il confronto di Avellino della 3ª giornata) con un bottino di 36 punti ed una media di 1.50 a partita. Un’altra cifra indicativa del percorso dei satanelli sono stati i gol fatti e subiti.

Il Foggia ha sinora segnato 63 reti (3° miglior attacco del torneo dopo l’Empoli con 84 e il Perugia con 65) con una media di 1.57 a match e ne ha subite 66 (3ª peggior difesa dopo Ternana con 73 e Pro Vercelli con 67) con una media di 1.65 a gara. All’andata sono stati realizzati 33 gol in 21 incontri (media sopra l’1.57), al ritorno ci sono state 30 reti all’attivo in 19 turni con una media di circa 1.58.

Interessante, perché ci darà uno spunto decisivo per il finale, è anche il dato sul numero di gol segnati con i due differenti sistemi: con il 4-3-3 sono stati 26 in 16 match (media 1.62); con il 3-5-2 sono stati invece 37 in 24 incontri, alla media di 1.54. Per ciò che concerne, invece, le marcature incassate, il confronto è impietoso: all’andata 41 in 21 giornate (1.95 a partita), nel ritorno 25 in 19 (media 1.31); con il 4-3-3 Agnelli e soci hanno subito 31 gol in 16 match (1.93), con il 3-5-2 sono state 35 le reti al passivo in 24 gare, con una media di 1.46 (e se dovessimo non considerare la cinquina patita ad Avellino sarebbero 30 in 23 partite, media di 1.30).

Dunque i ragazzi di Stroppa hanno migliorato tutti i loro parametri passando dall’andata al ritorno e dal 4-3-3 al 3-5-2. L’unico valore in ribasso è stato quello dei gol fatti nel passaggio dal tridente alle due punte, con una media scesa dall’1.62 all’1.54. A questa statistica, abbiniamo quella sulle reti degli attaccanti con i due moduli differenti.

Se infatti il numero dei giocatori andati a bersaglio è aumentato nel cambio dal 4-3-3 al 3-5-2 (si va dagli 11 calciatori in rete dal 26 agosto al 2 dicembre ai 13 in gol dall’8 dicembre al 5 maggio), uno spunto di riflessione arriva dal fatto che – Mazzeo escluso (il bomber ha realizzato 7 reti in 14 presenze nel 4-3-3 e 10 in 20 con il 3-5-2) – gli altri attaccanti hanno prodotto 12 gol con il 4-3-3 e due in meno con il 3-5-2 (Beretta, Nicastro e Floriano sono a quota 3 centri; Duhamel a 1). Cioè, il peso realizzativo degli avanti (tenendo ovviamente presente che il numero fisico di attaccanti schierati è diminuito) è stato per lo più sulle spalle del centravanti n° 19.

E in proiezione futura, rispetto a questo, cosa si può dire? Fermo restando che si deve ricominciare dal percorso del girone di ritorno e dalla solidità del 3-5-2 (la drastica diminuzione della media di reti subite è segnale chiaro della bontà della strada intrapresa), noi crediamo che nel mercato estivo il Foggia avrà la necessità assoluta di reperire un attaccante di spessore da affiancare (si badi bene, affiancare e non alternare!) a Mazzeo per condividere con lui il peso dei gol segnati.

Servirà uno più cinico sotto porta, in grado di fare la differenza negli ultimi 16 metri oltre che nelle sponde a metà campo. Sarebbe il primo passo (anzi il secondo, perché il primo sarà la ricerca di un portiere top) verso la costruzione di una squadra con ambizioni importanti. Che poi è quanto il meraviglioso popolo rossonero si aspetta per la prossima stagione.

Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".

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