Foggia calcio: torna il derby con il Bari di Nené il “piccolino” e di una panchina nobilitata da “super” Ciccio | Foggiasport24.com

Foggia calcio: torna il derby con il Bari di Nené il “piccolino” e di una panchina nobilitata da “super” Ciccio

Foggia calcio: torna il derby con il Bari di Nené il “piccolino” e di una panchina nobilitata da “super” Ciccio
Il frullatore del calendario compresso ne ha anestetizzato l’attesa. Era ieri quando il gol di Mazzeo a Terni regalava quota 50. È già oggi quando si somatizza la vigilia del derby: in tono maggiore per i lustri passati dall’ultima volta, in tono minore per l’assenza della tifoseria ospite allo Zaccheria.

Foggia-Bari… l’asimmetria della tensione (è maggiore quella della torcida rossonera), comunque una partita da giocare. C’è una squadra da presentare: eccolo allora il Bari di Fabio Grosso, il terzino “Mundial 2006” percorso da un’insaziabile necessità di cambiamento. Una rosa extra-large da gestire, una serie di personalità da rispettare, un solo obiettivo da raggiungere: la serie A.

La classifica del galletti recita 6° posto con 56 punti con un uno score di 15 vittorie, 11 pareggi e 10 sconfitte e un trend di segni «X» asfissiante: appena 4 nel girone di andata, sette nei 15 turni del ritorno, 6 nelle ultime 9 giornate, 3 nelle ultime 3. Una compagine che perde poco (un solo ko – ad Ascoli – nelle ultime 12 partite) ma che dal 20 gennaio in poi ha una media punti di 1.46 a gara (22 in 15 turni) contro – ad esempio – l’1.86 del Foggia.

Una squadra concepita per attaccare e quindi segnare. E una delle frecce in questo momento più acuminate nella faretra biancorossa porta le generalità di Ânderson Miguel da Silva, per tutti semplicemente Nené… il “piccolino”, come affettuosamente lo chiamava la nonna incapace di pronunciare bene il suo nome. Sono i tempi dell’infanzia a Sorocaba, cittadina nello Stato di São Paulo in Brasile, il pallone è una passione ma occorre aiutare a casa e allora Nené lavora sino a 18 anni quando comincia a giocare nel São Bento.

Da lì l’ascesa e l’approdo al Cruzeiro, dove era esploso – prima di andare in Olanda – Ronaldo il Fenomeno, il suo idolo calcistico. “Sono un attaccante, vivo per il gol”, è il biglietto da visita del classe ’83 che lascia Belo Horizonte per Madeira in Portogallo, dove con la maglia del Nacional diventa capocannoniere con 20 reti della Primeira Liga 2008/09, regalando ai suoi il 4° posto (dietro alle tre “signore” del futebol lusitano: Porto, Sporting e Benfica) che vale l’Europa League.

Nel 2-1 contro l’Avellino Nené ha realizzato la rete n° 2000 del Bari in «B», spareggi esclusi

È nell’isola di CR7 che lo scova il Cagliari nel giugno 2009 vincendo la concorrenza del Milan (“Avevo la stessa data di nascita di Cellino”, avrebbe raccontato anni dopo Nené, “e il presidente mi volle a tutti i costi”): in Sardegna resta cinque stagioni griffando perle come il gol a Buffon nel 2-0 dei rossoblù alla Vecchia Signora del 29 novembre 2009 o la tripletta al Catania del 12 dicembre 2010. Dal Cagliari allo Spezia per arrivare al Bari, dove già furoreggia nella Primavera il figlio Gustavo.

Poco utilizzato nella prima parte di torneo, ha segnato il 1° gol con i galletti il 16 dicembre scorso nel 3-1 esterno di Perugia, ripetendosi poi altre tre volte con Brescia, Avellino e Pescara, tutte reti che hanno portato punti: con lui a segno, infatti, Basha e soci hanno conquistato 3 vittorie un pari. In ragione del turn over, il brasiliano non ha giocato contro il Novara nel turno infrasettimanale, match in cui Grosso ha schierato i suoi così:

Micai
D'Elia
Empereur
Gyomber
Anderson
Iocolano
Busellato
Henderson
Cissè
Kozak
Galano

A “salvare” il Bari dalla sconfitta ci ha pensato la premiata ditta Brienza-Floro Flores, l’espressione più fulgida del pericolo numero uno della formazione biancorossa, ovvero la panchina, il 2° obiettivo di “Attenti a quei due” dopo Nené. Nel derby di andata furono infatti proprio loro a confezionare il gol vittoria di Galano (in zona Cesarini con il Foggia ridotto in dieci per l’espulsione di Coletti).

Franco Brienza è una sorta di highlander del football nostrano: il 19 marzo ha festeggiato le 39 primavere, un compleanno agonistico che un anno fa, dopo il grave infortunio riportato durante Pro Vercelli-Bari (rottura del crociato posteriore), sembrava impossibile. Per tutti meno che per “Ciccio” che si è presentato in estate in ritiro per la sua 22ª stagione tra i Pro.

Il Bari ha un attacco esperto: Brienza (qui sopra), Floro Flores e Nené insieme sommano 109 anni

Oltre 620 partite, più di 100 gol (tra campionato e coppe varie), il giocatore con più presenze in Europa con la maglia del Palermo, uno che finì al Perugia dai rosanero in cambio di un certo Grosso, un classico «10» che proprio a Foggia, tra il ’97 e il 2000, assaggiò il primo calcio vero. Il trequartista che ritiene Toni e Amauri i colleghi più forti con cui abbia mai giocato e che ha vestito due volte la maglia della Nazionale (nel 2005 con Lippi) è la mente che arma Antonio Floro Flores da Fuorigrotta, autore della rete del pari con il Novara, a cui i satanelli avevano fatto l’occhiolino a gennaio.

Insieme a loro ci sono Improta (8 gol sinora) o Galano, Cissè o Kozak, tutti elementi che a partita in corso possono “sparigliare”. Attento dunque Foggia alle risorse supplementari di Grosso: il confronto potrà essere deciso anche con i cambi. Del resto, in un derby, l’unica cosa che non… cambia è la passione viscerale che ne fa da sempre una partita speciale. Checché ne possa pensare Zeman…

Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".

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