Foggia calcio, pericolo Fere in vista. Dalla leggenda del Drago alle “campagne” del capitano Defendi… | Foggiasport24.com
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Foggia calcio, pericolo Fere in vista. Dalla leggenda del Drago alle “campagne” del capitano Defendi…

Foggia calcio, pericolo Fere in vista. Dalla leggenda del Drago alle “campagne” del capitano Defendi…
La leggenda narra che in una palude vicino a Terni viveva un drago che terrorizzava la popolazione con il suo alito pestilenziale. Un giovane valoroso s’incaricò di affrontarlo e lo uccise al termine di un’aspra lotta. In ricordo di quell’evento, si pose una chimera verde sullo stemma della città, che poi è stata richiamata anche in quello della Ternana, motivo per cui i suoi giocatori vengono chiamati “Fere”, fiere.

I cromosomi dell’audacia sono presenti quindi già nella composizione dello scudo e allo spirito indomabile dei rossoverdi si appellano i tifosi per raggiungere una salvezza divenuta a un certo punto del torneo quasi impossibile. Della mutazione genetica estiva, quella che aveva portato il sodalizio umbro a chiamarsi Unicusano, avevamo parlato nella presentazione del confronto di andata, finito 1-1 allo Zaccheria.

Così come ci eravamo occupati dei due uomini più pericolosi, Luca Tremolada (che poi segnò dopo appena 4 minuti) e Adriano Montalto, attualmente a 10 e 17 gol in campionato. Si è invece perso, cammin facendo, un altro protagonista di quell’epoca, ovvero Sandro Pochesci, il mister più «naif» della cadetteria, divenuto in pochi mesi un’icona per giornalisti e rabdomanti dello scoop.

Per tentare la mission impossible, infatti, il vulcanico patron Bandecchi ha sollevato dall’incarico il tecnico romano e – dopo l’interregno Mariani – ha scelto Luigi De Canio, il quale ha sottoscritto un triennale di “garanzia”.

Con lui, la media punti è passata dall’0.85 delle prime 26 giornate (con 22 punti conquistati), a 1.22 a incontro (11 punti in 9 gare), valore però in ascesa negli ultimi 7 turni nei quali i rossoverdi hanno ottenuto 3 successi (gli stessi incamerati nei precedenti 28), 2 pari e 2 sconfitte con una media di 1.57 punti a partita. L’obiettivo playout non è più una chimera, anche perché gli umbri hanno lasciato alla Pro Vercelli l’ultimo posto, hanno vinto per la 1ª volta in stagione due match di fila e la distanza dall’Entella (20ª) è scesa a -4.

Decisivo sarà il doppio confronto con Foggia e Perugia, due partite ad alta concentrazione di rischio. Due match per uomini duri, due scontri per capitani coraggiosi… insomma due battaglie per Marino Defendi, che nell’ultima giornata – a Novara – ha festeggiato le 300 presenze nella regular season di serie B. Il nostro blog “Attenti a quei due” lo ha puntato, lui ex Bari a cinque giorni dal derby di Capitanata.

E sì perché il classe ‘85 di Bergamo che ama la musica metal, i tatuaggi e la pesca proprio in Puglia ha vissuto momenti quasi epici. Serie B 2013/14: “Una meravigliosa stagione fallimentare”, dal titolo del film (nel quale i giocatori interpretarono sé stessi) dedicato al Bari di quel torneo che – con i libri contabili in Tribunale – trascinò un’intera città sull’orlo della follia collettiva, a un passo dalla serie A (il sogno finì nella semifinale playoff contro il Latina) e con la squadra coinvolta direttamente in una campagna per cercare un “padrone” al club biancorosso.

#compriamolabari: ecco il contributo di Defendi

E allora eccolo Marino offrire la propria immagine e quella del suo cane per una foto spot (quella che vi riportiamo accanto) con la scritta “Comprateci” su cartone, un’immagine virale che nessuno “alla Bari” ha dimenticato. Cresciuto nelle giovanili dell’Atalanta, con cui ha esordito anche in serie A, Defendi ha ottenuto tre promozioni in carriera (la 1ª con gli orobici, poi con il Chievo e il Lecce di De Canio) ed è l’all around della Ternana avendo ricoperto con l’attuale tecnico già quattro ruoli, l’ultimo dei quali quello di terzino destro a Novara nel 3-0 del Piola (1ª vittoria esterna del torneo), incontro nel quale le Fere erano schierate così:

Sala
Favalli
Signorini
Gasparetto
Defendi
Signori
Paolucci
Statella
Tremolada
Carretta
Montalto

Grande protagonista della partita, con la 1ª doppietta in «B» (la 5ª in carriera tra i Pro), è stato l’ex Matera Mirko Carretta (che ha giocato il 1° tempo del Piola con una maglia su cui era stampato il cognome “Caretta” invece di “Carretta”), l’attaccante di Gallipoli fortemente voluto alle Fere da Pochesci. Svezzato dal Montefiore ma allevato nel club della sua città natale, il ragazzo il cui idolo è Robben aveva la Ternana nel destino quando realizzò proprio al Liberati contro gli umbri il gol salvezza dell’Andria nel 2010/11, dando una gioia immensa ai tifosi della Fidelis.

In maglia Matera, Carretta ha segnato al Foggia nel 5-2 esterno dei satanelli il 2 aprile 2015

Due anni dopo – come per una bizzarra legge del contrappasso – in maglia Barletta firmò proprio in casa dell’Andria la rete che valse la permanenza in Lega Pro dei biancorossi. Dunque un legame forte con la Puglia per Mirko che a gennaio ha suscitato l’interesse di Chievo e Sampdoria, dopo che nel 2015 anche il Sassuolo aveva pensato a lui per sostituire Zaza in partenza verso la Juve.

A proposito di mercato invernale, quello dell’Unicusano ha portato in dote Rigione (a bersaglio contro i satanelli a Cesena), Statella (che con il Cosenza segnò allo Zaccheria nella passata Lega Pro), Signori (già due centri per la mezzala proveniente dal Venezia) e soprattutto Piovaccari, 23 reti nella «B» 2010/11 con il Cittadella. Con lui torneremmo a parlare di leggende, pifferi e personaggi dei cartoni. Oltre che di Steaua, Champions League, Chelsea e Leo Messi. Ma ci riserviamo di raccontarvi la sua storia in altra occasione.

Intanto, per domani occhio alle Fere, che già nel loro DNA celano l’insidia più temibile: una «selvaggia» propensione alla battaglia

Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".

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