Foggia calcio, ecco l’altra Cremonese. Quella del baby Scamacca, del Samurai e del Commander… | Foggiasport24.com

Foggia calcio, ecco l’altra Cremonese. Quella del baby Scamacca, del Samurai e del Commander…

Foggia calcio, ecco l’altra Cremonese. Quella del baby Scamacca, del Samurai e del Commander…
All’andata ci fu il terremoto che scosse le viscere dell’architettura di Capitanata. Era il 4 novembre, la Cremonese rimontò il Foggia dallo 0-2 scrivendo la parola “Fine” sulla stagione della rinascita.

Se ne andava, infatti, sollevato dal suo incarico dopo il ko, il DS Giuseppe Di Bari (seguito dal DG Colucci il quale rinunziò al suo contratto) che aveva ereditato la squadra in «D» e l’aveva strutturata sino a riportarla in «B» dopo 19 anni. Da lì a poche settimane sarebbe stata “Nembermania”, mentre la squadra si dibatteva nelle zone critiche della classifica.

Ben altre ambizioni sembrava avere la Cremonese, da tutti accreditata – in virtù di una campagna estiva sostanziosa – di un posto “sicuro” nei playoff. Sono passati cinque mesi e lo scenario è totalmente cambiato. I rossoneri sono rinati, mentre i grigiorossi sono entrati – complice anche una serie epocale di infortuni – in un tunnel buio dal quale faticano ad uscire: gli uomini di Tesser, infatti, erano andati alla sosta con 32 punti e 10 di vantaggio sui satanelli, che oggi – 12 partite dopo – sono avanti di due avendone recuperati 12.

Del resto, la matematica non è un’opinione e la Cremo ha conquistato 9 punti in 12 giornate nel 2018, 6 negli ultimi 11 turni; non vince dalla 1ª di ritorno (1-0 al Parma allo Zini): da lì ha collezionato 6 pari e 5 ko, gli ultimi due consecutivi contro Entella e Perugia (è la 1ª volta che in campionato i lombardi perdono due volte di fila).

La crisi di risultati è anche figlia del momento no dal punto di vista realizzativo: 9 reti in 12 match e una condizione generale dei bomber piuttosto critica. Brighenti, che allo Zini non ci sarà (così come Castrovilli, Clayton, Almici e Procopio), è granitico a quota 4 (uno proprio contro i satanelli) e non va a bersaglio dal 16 dicembre; Scappini, 5 reti (il capocannoniere stagionale è Cavion con 6) è a secco dal 27 febbraio; Paulinho (5) è fermo per infortunio, idem Mokulu (che segnò il gol del momentaneo 2-2 allo Zaccheria) il quale a inizio dicembre si è rotto il tendine d’Achille.

In questa situazione di assoluta emergenza in attacco, Tesser potrebbe rivolgersi a un attaccante promettente ma acerbo, Gianluca Scamacca, arrivato in prestito dal Sassuolo. Una storia particolare quella del ragazzo di Fidene (quartiere della Capitale), che ha tirato i primi calci nella Polisportiva “Delle Vittorie” e nella Cisco sino all’approdo prima alla Lazio a 10 anni e poi alla Roma a 14.

Con 5 gol (2 alla Grecia e 3 alla Polonia) in tre giorni, Scamacca ha trascinato l’U19 azzurra alle fasi finali dell’Europeo di categoria

Centravanti da 1.95 di altezza (il suo idolo è Ibrahimovic, a cui – proprio in virtù della struttura fisica – è stato accostato), Scamacca ha deciso nel 2015 di lasciare l’Italia per andare in Olanda: con lo Jong PSV, il pupillo di Tedino (oggi mister del Palermo) nell’U17 italiana partecipò a un Viareggio nel quale affrontò il Milan di Donnarumma a cui “scippò” una palla che poi servì a un suo compagno per il gol che eliminò il Diavolo.

Le prestazioni orange del “corazziere” stregato da Van Persie e Pogba hanno colpito il Sassuolo che a gennaio 2017 lo ha riportato in Italia e con cui Gianluca ha vinto proprio il torneo di Viareggio (gol di testa e penalty decisivo in finale con l’Empoli), prima di esordire in 1ª squadra al San Paolo contro il Napoli il 29 ottobre scorso. Non andato ancora a segno in serie B, Scamacca potrebbe essere la carta a sorpresa di Tesser che nell’ultimo match con il Perugia ha schierato i suoi così:

Ujkani
Garcia Tena
Marconi
Canini
Cinaglia
Cinelli
Pesce
Arini
Perrulli
Castrovilli
Brighenti

La porta è di “proprietà” di Samir Ujkani, portiere dai tre passaporti (belga, albanese e del Kosovo, della cui nazionale è capitano) e dalle tre promozioni (due con il Novara del suo attuale tecnico), giunto in estate sotto il Torrazzo dopo l’annata al Pisa con Gattuso; in mediana, invece, combatte un samurai, anzi… il Samurai.

Personalità, esperienza e qualità: questo l’identikit di Arini fatto nella passata stagione dal DS della Spal Vagnati

Al secolo, Mariano Arini, un taglio di capelli da guerriero dell’Estremo Oriente e un gol (da capitano della Fidelis) che decise un lontano Barletta-Andria. Protagonista anche lui, come Scamacca, di un’esperienza giovanile all’estero (in Scozia ai Rangers), il classe ’87 sbocciato nell’Aversa Normanna con cui vinse campionato e scudetto di serie D nel 2007/08 è diventato un idolo della tifoseria dell’Avellino (contribuì all’ultima promozione in «B» dei lupi) che lo ha salutato a malincuore quando il mediano ha accettato la proposta della Spal con cui ha conquistato da protagonista (37 presenze e 3 reti) l’approdo in «A».

Arini è di Napoli, alla stregua di Antonio Piccolo, un ex Foggia (due centri con i satanelli nel 2008/09) che all’andata sacramentò la sconfitta dei rossoneri con una punizione magistrale. “The Commander”, sostituito 16 volte (un record) solo nel girone d’andata, dovrebbe rientrare dopo un infortunio che lo ha tenuto fuori dal 17 marzo ed è uno dei pericoli di questa Cremonese vogliosa di riscatto.

Così come lo è – dopo il ko di Pasquetta – anche il Foggia, il cui new deal iniziò proprio quel 4 novembre, il giorno in cui i grigiorossi s’imposero allo Zaccheria. Ma quello era un altro Foggia e soprattutto un’altra Cremonese…

Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".

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