Foggia calcio, Calabresi: “Il mio obiettivo è trovare continuità e riprovare le belle sensazioni di Cremona” | Foggiasport24.com
Header ad

Foggia calcio, Calabresi: “Il mio obiettivo è trovare continuità e riprovare le belle sensazioni di Cremona”

Foggia calcio, Calabresi: “Il mio obiettivo è trovare continuità e riprovare le belle sensazioni di Cremona”
A tre giorni dal suo debutto con la maglia del Foggia, Arturo Calabresi si è presentato in sala stampa per rispondere alle domande dei cronisti.

Subito Cremona e l’esordio: “È stato un pomeriggio perfetto, anche se la partita non è stata semplice, contro una squadra che aveva 40 punti, che all’andata aveva fatto grandi cose e che era in difficoltà. Noi siamo stati bravi a trasportare in campo quello che avevamo preparato in allenamento per sfruttare i loro difetti. Loro erano in difficoltà ma noi siamo stati bravi a sfruttare queste difficoltà, è stato anche merito nostro.

Personalmente è stata una partita impegnativa: Gomez e Scappini comunque sono due elementi d’esperienza, ricordo Gomez segnare anche in «A» con il Verona, con Scappini c’è stato un bel duello aereo. Tecnicamente e tatticamente è stata una partita dalle letture particolari perché loro tendevano subito a verticalizzare. Noi abbiamo avuto delle buone letture nelle diverse situazioni di gioco. Sono entrato in campo sereno e tranquillo, consapevole delle mie possibilità. Sono contento della mia prestazione, continuo a lavorare e mi concentro sul quotidiano”.

Capitolo personale: “È stato un anno particolare per me, ma non ho mai perso la consapevolezza dei miei mezzi e la dedizione al lavoro. Io lavoro per farmi trovare pronto. Dal finale di torneo non mi aspetto nulla: vengo, infatti, da una stagione particolare e sarebbe un errore aspettarsi determinate cose. Le scelte poi spettano all’allenatore, io devo mettermi a disposizione con professionalità. Non ho giocato non per ragioni fisiche: in estate avevo avuto dei problemi a causa di una pubalgia che mi trascinavo dalla fine della passata stagione quando ci eravamo salvati all’ultima giornata con il Brescia.

Dopo la fine del campionato ero andato con l’U21 per preparare l’Europeo, però non ce la facevo e mi sono dovuto fermare. Ho così deciso di operarmi al pube, ma a inizio agosto stavo già con lo Spezia. È ovvio che il “fiatone” lo levi solo giocando con continuità, però a Cremona ho fatto 90’ senza crampi, con 25 gradi, mi sono sempre allenato e quest’anno non ho avuto problemi fisici”.

Obiettivi per il futuro. “Il mio obiettivo è lavorare bene ogni giorno con continuità, per il resto sono abituato a valutare le situazioni nel complesso: da questo punto di vista le ultime partite saranno importanti per vedere anche ciò che succede in società, cosa vuole fare la Roma (che detiene il suo cartellino nda). Ci sono fattori che non dipendono da me. Dal punto di vista della squadra, abbiamo un buon bottino di punti ma il nostro obiettivo resta lo stesso e lavoriamo per quello.

L’obiettivo prossimo ora è venerdì contro una squadra in salute, con un allenatore carismatico e capace. Dovremo prepararla al meglio sempre con il massimo rispetto. Saranno però loro a doversi preoccupare di venire a giocare qui più che noi a dover temere loro. Vengono da un periodo positivo ma noi siamo consapevoli di poter far loro male. La mia conferma tra i titolari? Il mio desiderio – come quello di tutti del resto – è quello di giocare, spero soprattutto che nelle prossime partite possa avere quella continuità che sinora non ho avuto”.

Il suo ruolo: “Nella passata stagione mister Cagni prese il Brescia in difficili condizioni e ottenne ottimi risultati con la salvezza, è stato con lui lì che ho giocato per la prima volta in una difesa a tre e mi sono trovato benissimo, come qui a Foggia. Io ha fatto di più il centrale di una difesa a quattro ma mi ritengo un difensore duttile e le mie origini di centrocampista da piccolino mi hanno dato il piacere di giocare con la palla e il ruolo di regista della difesa mi affascina. Non ho problemi ad interpretare i diversi ruoli. Quello di centrale di destra è il ruolo che ho fatto di più ma mi sono espresso bene anche come centrale di sinistra. Ripeto non ho problemi a giocare in posizioni diverse”.

Foggia e il Foggia. “ Mi sono sentito subito a casa sia a livello di spogliatoio che di città. Sono rimasto colpito dal tifo, è il nostro 12° uomo in campo anche fuori casa. Ho giocato in piazze calde come Livorno, Brescia, La Spezia ma mai mi era capitata una cosa del genere in termini di spinta e di impatto. Me ne sono accorto già dalla panchina sentendo l’apporto dei nostri tifosi, ancor di più l’ho capito a Cremona”.

Vicende societarie e chiusura indagine federale: “Non abbiamo parlato di questo: ciò che ci diciamo è che dobbiamo pensare al campo, dobbiamo preparare la partita di venerdì nel miglior modo possibile. Occorre pensare a dare continuità ai risultati e pensare al finale di campionato: il resto non ci riguarda”.

La Nazionale U21. “Per me è un discorso importante perché ho fatto tutta la trafila dall’U17 all’21 sotto età, so che gli addetti ai lavori della Nazionale mi conoscono e non hanno bisogno di tante partite, so però anche che serve continuità. Al momento, comunque, il mio primo pensiero è trovare continuità e riprovare le belle sensazioni di sabato a Cremona”.

Differenze tra l’esperienza di La Spezia e quella di Foggia: “I numeri tra le due esperienze sembrano simili, in realtà qui mancano ancora diverse partite. Non mi piace parlare del passato ma a La Spezia è stata un’esperienza negativa non per il rapporto con i compagni perché con loro mi sono trovato bene. Sono subentrati altri fattori che non potevo prevedere e mi sono ritrovato in situazioni spiacevoli a livello umano e a dover contare sulla fiducia solo di me stesso. Qui è diverso: il gruppo – come lì – è fantastico ma avverto la fiducia di tutti e non solo la mia”.

Infine, un pensiero su Astori, suo compagno ai tempi della Roma: “Ho avuto l’onore, la fortuna, il privilegio di giocare con Davide, di condividere lo spogliatoio con lui nella Roma. Una persona splendida con cui avevo un rapporto particolare essendo anche compagni di reparto: mi dava consigli, pacche sulla spalla, era un ragazzo speciale che trasmetteva luce e correttezza come nessuno. Io all’epoca ero appena aggregato alla Prima squadra e lui mi incitava a mantenere l’atteggiamento che avevo, mi elogiava e questo mi riempiva d’orgoglio”.

Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".

Potrebbero interessarti