«X-Files» al Foggia Calcio. L’insostenibile leggerezza del pareggio perduto… | Foggiasport24.com

«X-Files» al Foggia Calcio. L’insostenibile leggerezza del pareggio perduto…

«X-Files» al Foggia Calcio. L’insostenibile leggerezza del pareggio perduto…
Per il Foggia fu l’anno horribilis, l’ultimo in serie A; per il calcio la stagione della rivoluzione. Era il campionato 1994/95, il primo con l’assegnazione dei tre punti a vittoria. Il torneo precedente se lo era aggiudicato il Milan con 50 punti in 34 giornate (con 19 successi e 12 pareggi); ai rossoneri successe la Juventus che conquistò il suo 23° titolo con 73 punti, frutto di ben 23 vittorie e appena 4 pareggi.

L’onda lunga del sacchismo-lippiano si propagò in maniera inarrestabile e a farne le spese fu un signore attempato e sempre più vessato, protagonista della schedina Totocalcio con il segno più riconoscibile dai sognatori del fatidico “13” (poi divenuto “14”), ovvero quello della «X». Il pareggio, questo sconosciuto. Vilipeso in nome del dogma, peraltro aritmeticamente inattaccabile, del “meglio vincere una partita che pareggiarne due”.

Un assunto che la marea del tempo ha trascinato sino ai nostri giorni e alle nostre latitudini. Dopo il pareggio del Perugia a Cesena, infatti, il Foggia è ora in assoluto la squadra di «B» ad aver collezionato meno pareggi: 7, di cui 5 allo Zaccheria (con Virtus Entella, Palermo, Novara, Ternana e Venezia) e due in trasferta (con Brescia e Cesena), senza traccia alcuna di «0-0» (l’ultimo risale addirittura al 6 novembre 2016 in casa con il Catania in Lega Pro).

Un dato che esprime compiutamente la filosofia di Giovanni Stroppa: Agnelli e soci, infatti, giocano contro chiunque e dovunque per vincere, per portare a casa il bottino pieno. L’ultima divisione della posta in palio è stata il 15 dicembre scorso contro il Venezia, un 2-2 (in rimonta dallo 0-2) acciuffato al 95’ da Deli. Da allora sono passate 12 partite e di mister «X» non c’è più traccia. Un «X-Files» in piena regola, dunque, che ci induce però a una riflessione partendo dal più scontato dei teoremi del football: “Quando non si può vincere, l’importante è non perdere”.

E allora possiamo dire che al Foggia 2017/18 manca proprio lui: il tanto vituperato pareggio. Fanno difetto, in una classifica aggiustata dall’ottimo girone di ritorno, quei punticini “raccattati” qua e là in incontri invece persi per disattenzioni, figlie magari di generosità eccessiva. Non occorre tornare agli albori del torneo o al pallone non gestito a Bari in inferiorità numerica o al gol di Litteri contro il Cittadella subito dopo aver agguantato l’1-1 allo Zaccheria. Quello era un altro Foggia. Ma il confronto interno con il Brescia, con una squadra in debito d’ossigeno nella ripresa, o la scriteriata gestione di una palla ferma a Perugia e ancora le disattenzioni di ieri a Parma lasciano l’amaro in bocca.

Perché in serie B, è un mantra ripetuto sino all’esaurimento delle pile dialettiche, l’importante è “muovere la classifica e dare continuità ai risultati”. Ciò che ai rossoneri sta mancando, in particolare in questo 2018 comunque positivo in cui ci sarebbe la forza (e il 1° tempo del Tardini giocato in 10 contro 11 ne è stata una testimonianza quasi didascalica) per archiviare da subito la pratica salvezza e magari provare a sognare. Il Foggia non sa pareggiare. Conta vincere, è vero… ma la storia – che è maestra di vita – ci ha insegnato che fare un punto è preziosissimo, anche quando – paradossalmente – sul momento può sembrare una sconfitta. Ci riferiamo alla passata stagione.

Chi non ricorda la cavalcata inarrestabile sino al giorno della liberazione dopo 19 anni d’”inferno”! Ebbene, quella marcia trionfale fu costruita anche su una serie di pareggi che nel periodo peggiore del torneo (dall’1-1 di Matera il 2 ottobre 2016 sino all’1-1 di Reggio Calabria il 3 dicembre, passando per i tre «0-0» con Akragas, Lecce e Catania e i due «1-1» con Paganese e Casertana) mantennero i satanelli in scia. Fino a che, innestato il turbo, dal 10 dicembre (3-1 a Melfi) al giorno della promozione (23 aprile 2017, 2-2 a Fondi), solo Andria (1-1 il 22 dicembre) e Taranto (0-2 l’11 febbraio 2017) tolsero punti a Mazzeo e compagni.

Dunque, nel 2016/17 il pareggio fu alleato propedeutico al successo finale. Come dovrebbe esserlo per la salvezza e qualcosa in più quest’anno. Restando sempre fedeli alla rivoluzione dei tre punti ma rispettando un po’ di più mister «X», un amico fidato soprattutto negli istanti di buio e sbandamento…

Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".

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