IL DOPPIO EX – Salvioni, maestro di Buffon, Barone ed Evra. “Il Foggia Calcio? Ha sempre giocato bene”
Photo Credit To Nella foto, cerchiati in rosso Buffon, Barone e Salvioni

IL DOPPIO EX – Salvioni, maestro di Buffon, Barone ed Evra. “Il Foggia Calcio? Ha sempre giocato bene”

IL DOPPIO EX – Salvioni, maestro di Buffon, Barone ed Evra. “Il Foggia Calcio? Ha sempre giocato bene”

Tre stagioni nel Foggia, dal 1976 al 1979, protagonista dell’unica salvezza in Serie A dell’era del presidentissimo Fesce (76-77) e suo malgrado componente della squadra che inanellò due retrocessioni di fila dalla A alla C1 (77-79). Tre anni costellati da problemi fisici e stop dovuti a presunti problemi al cuore, in un periodo segnato dalla morte sul rettangolo verde di Renato Curi. Sandro Walter Salvioni è il doppio ex della sfida di domani del Tardini contro il Parma.

In maglia gialloblu lo volle un certo Arrigo Sacchi. “Ricordo ancora oggi la sua chiamata – dice a Foggiasport24.com-. Mi contattò perché ero bravo nel cambio di gioco rapido, con lanci tesi, non arcuati. Molto simili a quelli che faceva Veron. Sacchi era un uomo completamente dedito al suo lavoro. Ci diceva che prima viene il calcio, poi la famiglia (sorride nda)”. Venticinque presenze nella stagione 1985-1986, poi una lunga carriera sulla panchina della Primavera (dal 1994 al 2000).

Tra i ragazzi cresciuti sotto la sua guida ci sono anche due campioni del mondo: “Ho allenato Simone Barone e Gianluigi Buffon. Si vedeva fin dal primo minuto che Gigi era un ragazzo di categoria superiore. Aveva quindici-sedici anni ma quando era tra i pali sembrava averne il doppio. Ricordo che al termine degli allenamenti andavo a calciare verso la sua porta con il preparatore dei portieri. Non riuscivamo a fargli gol. Il preparatore mi disse sicuro: questo ragazzo arriva in Nazionale”.

L’esordio in prima squadra arrivò il 19 novembre del 1995. Il titolare Luca Bucci è out per infortunio, così come il suo secondo Giovanni Galli. Il terzo è Alessandro Nista, che in un turno infrasettimanale gioca sfruttando il suo grado. “Prima della partita contro il Milan mi chiamò l’allora allenatore Nevio Scala, con il quale avevo giocato a Foggia. Mi disse che avrebbe messo in campo il ragazzino. Gli ho detto di andare tranquillo. Il ragazzo è un campione. Il segreto, per lui, fu la prima uscita. Una presa alta su un cross da sinistra. Attenzione, non nell’area piccola, ma al limite dell’area grande, in mezzo ad attaccanti di grande caratura internazionale. Un segno di grande sicurezza che lo stadio sottolineo con un applauso e che diede certezze a Gigi”.

Buffon poteva lasciare il club l’anno successivo per le richieste dei grandi club, ingolosite dall’affare che rappresentava un diciassettenne di quelle potenzialità. “Gli parlai. Non so se mi ascoltò, di certo si confrontò anche con altri prima di fare la sua scelta. Però ricordo di avergli detto di non lasciare Parma. Sapevo che nelle settimane successive sarebbe arrivato sulla panchina Carlo Ancelotti, che con la difesa a 4 aveva bisogno di un portiere in grado di leggere crti palloni in profondità”.

Tra i calciatori cresciuti con Salvioni c’è anche un certo Patrice Evra (2000-2001 al Nizza, dove giocò con l’ex Foggia Attilio Nicodemo). L’ex terzino della Juventus era un attaccante centrale dei rossoneri. Il tecnico lo trasformò con fatica in un esterno. “Gli parlai e gli dissi che poteva giocare in quel ruolo. In una partita lo schierai alto a sinistra ma durante la partite si fece male il terzino alle sue spalle. Negli ultimi dieci minuti lo arretrai e andò benissimo”.

Nell’allenamento successivo Salvioni gli assegnò la casacca di terzino, convinto del suo potenziale. Al primo mugugno gli fece capire chiaramente che non avrebbe giocato. Ok, ok, disse. Va bene anche portiere. Da lì nacque una carriera che portò Evrà a giocare nei più grandi club europei. Fondamentale fu l’intuizione del tecnico. Sulla partita di domani e sul Foggia, invece, Salvioni dice: “I rossoneri adesso hanno aumentato il tasso di esperienza. Giocano bene ed hanno sempre giocato bene, anche quando i risultati non giravano. Sapevo che le cose sarebbero cambiate”.

Biografia Autore

Domenico Carella

Direttore di Foggiasport24.com - Giornalista del Corriere del Mezzogiorno (dorso del Corriere della Sera) e conduttore della trasmissione social "4 Amici al bar", in onda tutti i lunedì su youtube e i maggiori social network. Autore dei libri "Diavolo di un satanello", "E il diavolo ci mise la coda", "GI4NNI PIR4ZZINI, una vita da capitano" e "Foggia - Inter 3-2, 31 gennaio 1965, l'impresa degli eroi di Pugliese".