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Foggia calcio, Stroppa: “Sono sicuro che la squadra andrà a Perugia cercando di imporsi”

Foggia calcio, Stroppa: “Sono sicuro che la squadra andrà a Perugia cercando di imporsi”
Dopo lo stop forzato dovuto alla tragedia di Davide Astori, si torna a giocare con il Foggia impegnato domani al Curi di Perugia. Alla vigilia, c’è stata la consueta conferenza stampa di Stroppa.

Il tecnico rossonero ha affrontato subito proprio il tema della sosta obbligata: “Da un lato c’è il vantaggio di aver recuperato giocatori, in particolare Agnelli (in dubbio per l’Empoli nda), dall’altro lo svantaggio di essere rimasti fermi. Però il tempo in cui siamo rimasti fermi è stato poco, abbiamo dato continuità nel lavoro e quindi va bene così”.

All’andata una vittoria conquistata nella fatica e nella lotta: “Noi avevamo lavorato per il possesso palla allo stesso modo rispetto alle partite precedenti, però abbiamo avuto forse qualcosa in più dal punto di vista caratteriale, nei rimbalzi, nelle seconde palle. Oggi la squadra sta mostrando maturità e crescita costante, a prescindere dai risultati, una crescita iniziata già nel finale del girone di andata almeno come presenza in campo. Chiaro che i risultati ti danno più certezze, abbiamo imboccato una strada che ci dà maggiore completezza, c’è una crescita nelle prestazioni non tanto come strategia di gioco quanto nel voler andare a prendersi le palle sporche, nel volersi imporre sotto questi aspetti”.

Sulla formazione, nessun dubbio nella testa del mister che però non anticipa chi giocherà al posto di Greco: “Anche Agnelli è entrato nella lista delle possibilità, cosa che lunedì non sarebbe stata possibile. Ballano un po’ di nomi, giocherà chi è più in forma. Vediamo domani”. Eccoci al lungo capitolo dedicato al Perugia. “È una squadra che ora sta cambiando poco, in termini di scelta della formazione iniziale, ha consapevolezza dei propri mezzi e capacità di stare in campo. Anche per loro – come per noi – i risultati li stanno fortificando e possono fare la differenza.

Il Perugia sa tenere il campo, sa quello che vuole, ha struttura e fisicità, a livello tecnico ha giocatori importanti, su tutti Diamanti: non so in che condizioni sia – spero che ancora non sia al massimo – ma è uno che ha qualità molto superiori alla media della categoria e lo si è visto già nei pochi minuti giocati con il Brescia. Sarà una gara importante, come lo è ogni gara, da domani e sino alla Cremonese, mi pare che andremo in campo sei volte in ventotto giorni più o meno. Chiaro che in questo periodo si deciderà qualcosa: febbraio è stato comunque molto importante. Anche se questo non deve farci abbassare la guardia.

Lo ripeto sempre: mai dimenticare le difficoltà per le quali siamo passati, il percorso fatto, la classifica che avevamo. Per fare il salto di qualità dobbiamo continuare su questa strada, dobbiamo avere la mentalità di andare sulle palle sporche, sui rimbalzi. Poi a questo possiamo sommare le nostre caratteristiche tecniche e di gioco”.

Tornando al Grifo, l’allenatore di Mulazzano ha completato: “È una squadra che ha nei due attaccanti il punto di riferimento, sono giocatori che si completano e compensano: Di Carmine va negli spazi ed è più cinico nell’attaccare la porta; Cerri ha fisicità ed è un riferimento sulle palle alte. Ma sta crescendo molto anche nella gestione della palla, sta diventando veramente un giocatore importante.

A centrocampo hanno gamba e struttura. Indipendentemente da chi giocherà come play, se Bianco o Colombatto, sanno tenere il palleggio e gestire la partita: a volte verticalizzano, altre giocano in ampiezza. Come noi arrivano da un periodo positivo, sono in fiducia e giocando in casa avranno voglia di vincere. Con il mercato (sono arrivati tra gli altri Leali, Magnani, Gustafson, Diamanti nda) hanno puntellato e migliorato la rosa che già di per sé ad inizio torneo era stata costruita per ambire ai playoff. Ora è stata rinforzata e i risultati stanno dando testimoniando questo”.

Cosa teme Stroppa di questa trasferta? “Temo tutto e non temo niente”, ha risposto il mister, “temo l’avversario e l’ambiente, anche se a me piace di più giocare con uno stadio pieno, con la gente che magari ti fischia, t’insulta ma che ti dà la forza per volerti imporre. Il Curi è uno stadio che si presta a un clima dove ci si vuole imporre: ritengo che questo sia un aspetto positivo.

Ma se da un lato temo l’avversario, dall’altro sono sicuro che la squadra andrà per imporsi. Però se gli avversari ci obbligheranno a una partita di sofferenza, la faremo come a Novara, dove siamo stati bravi proprio a soffrire, l’abbiamo portata a casa sfruttando determinate caratteristiche. Ma sarà comunque l’avversario a obbligarci questo, non sarà una nostra scelta. Domani non ci sarà Greco, ma noi cerchiamo sempre di giocare, abbiamo le nostre idee e cerchiamo di portarle avanti”.

Si è poi tornati a parlare di rendimento esterno. Sette vittorie non sono uno scherzo: “Andare in trasferta non cambia la nostra mentalità, la nostra «propositività»”, ha sostenuto il tecnico dei satanelli, “non so spiegare – l’ho detto anche altre volte – il perché della differenza rispetto ai risultati in casa. Fuori comunque una cosa importante è la presenza dei tifosi, i quali non ci fanno sentire soli. Il riferimento è a quello che è successo a Novara, i 1.500 a -5 di temperatura.

È una cosa che ci riempie d’orgoglio, c’è la sensazione di non essere soli. In più è una bella fotografia per lo sport, fa bene al calcio visto che gli stadi sono quasi sempre vuoti. Noi stiamo facendo un percorso che va avanti a prescindere dai risultati, continuiamo così: giocheremo fuori contro una squadra importante ma dobbiamo andare lì per fare risultato, per vincere o se non sarà possibile per fare punti e muovere la classifica. La nostra volontà è comunque quella di vincere la partita, poi però ci sono anche gli avversari: la nostra idea è quella di giocarcela contro una squadra che ha qualità importanti”.

Infine una battuta sulla classifica: “Quando finiranno i recuperi saremo già avanti e allora potremo dare una valutazione più completa: la classifica ci deve dare la forza, è bello essere lì ma bisogna fare più punti possibili. Con carattere e sacrificio: solo allora potremo aprire altri discorsi, ma certo non ora”.

Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".

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