Foggia calcio, Stroppa: “L’Empoli sarà un banco di prova. Il mio futuro? Ho un contratto con il Foggia”

Foggia calcio, Stroppa: “L’Empoli sarà un banco di prova. Il mio futuro? Ho un contratto con il Foggia”
“Per noi sarà un bel banco di prova. Andremo in campo con lo spirito di chi si confronta con i più forti. Che hanno dimostrato di esserlo, avendo un trend impressionante”.

Giovanni Stroppa è carico ma consapevole delle difficoltà all’antivigilia del confronto con l’Empoli, recupero del 29° turno rinviato per la scomparsa di Astori. Allo Zaccheria, lunedì alle ore 12.30, arriverà “Sua Maestà” la capolista imbattuta da 18 partite (10 vittorie e 3 pari con Andreazzoli in panchina), con 68 gol all’attivo e una striscia aperta di 22 partite con almeno un gol segnato.

È una squadra che ha idee, palleggio, verticalità, ha tante qualità. Ha punti, posto in gradutoria, gol… Oggi (rispetto all’epoca Vivarini nda) ha più palleggio che fa muovere gli avversari, con meno punti di riferimento. Prima giocavano solo in verticale con pochi passaggi, in questo momento giocano più dal basso, eludono la prima fase di pressione e poi a campo aperto sono micidiali. Hanno individualità fortissime, non solo negli attaccanti che sono fuori concorso ma anche nel centrocampo che ritengo il più forte della serie B.

Credo comunque che la partita possa svilupparsi sulla falsariga dell’andata, dove però purtroppo non facemmo fallo a metà campo e concedemmo due ripartenze gratuite. Non so se potremo giocarcela a viso aperto, voglio però consapevolezza tenendo sempre presente l’avversario. Dobbiamo avere quell’autostima che ci possa far fare la nostra partita come al solito.

Sarà comunque determinante non commettere errori gratuiti perché a certi giocatori non puoi concedere nulla. Dobbiamo fare i conti con quanto speso in queste due ultime partite. La temperatura è cambiata e questo fa sì che il dispendio energetico diventi più importante. Troveremo sicuramente delle difficoltà ma ne creeremo anche noi a loro. Fortunatamente giochiamo ancora allo Zaccheria, dove abbiamo cambiato il trend da qualche tempo a questa parte e questo può essere decisivo”.

E a proposito di energie, il tecnico rossonero – rispetto ad altre situazioni – si riserva ancora del tempo prima di decidere chi schierare: “Manca ancora un po’, stiamo cercando di recuperare chi ha giocato, vedremo se fare turn over. Mai come in questa occasione devo aspettare per fare la conta. Importante è capire chi sta al meglio”.

Anche perché la rosa è al completo (eccezion fatta per Tarolli) con il rientro di Loiacono dalla squalifica e il recupero ad alti livelli di Agazzi (“Giovedì è stato eccezionale”), che si candida di nuovo per un posto. Contro la Pro Vercelli è stato il capitano Agnelli ad accomodarsi in panchina, chissà che stavolta non possa riposare Greco (apparso stanco contro i bianchi di Grassadonia).

In attacco dovrebbero essere titolari di nuovo Mazzeo e Nicastro: “Fabio è eccezionale, con Nicastro si alternano bene, lui abbina l’una e l’altra cosa (l’essere cannoniere e regista offensivo nda). Si sta ripetendo anche quest’anno in maniera eccellente per la serie B”. Lo sguardo poi è rivolto in avanti.

L’obiettivo è la salvezza: “Mancano 7 punti e abbiamo la possibilità di avere questo recupero. Cerchiamo di mettere qualche altro mattoncino. Non è il momento di parlare di playoff, si parla sempre dei 50 punti ma quelle dietro vincono e non vorrei che ce ne volesse qualcuno in più. È vero che dietro a noi ci sono parecchie squadre e che ci sono gli scontri diretti ma penso non si andrà molto lontani da quella cifra. Abbiamo fatto 21 punti nel ritorno e quello che potrà arrivare dopo sarà tutto riguadagnato. Da qui a un mese giocheremo ogni tre giorni e questo può fare la differenza perché non è facile recuperare e dare continuità ai risultati”.

A seguire c’è il futuro di Stroppa: “Ho un contratto che mi lega al Foggia anche per la prossima stagione, se ci sarà una decisione diversa a livello sportivo questo fa parte del lavoro. Ma posso dire che c’è serenità assoluta perché la società è sempre presente”. I satanelli hanno avuto una metamorfosi di risultati tra il 2017 e l’inizio del 2018: “È stato sì determinante il mercato, ma sono solo tre quelli arrivati che giocano stabilmente e quindi occorre dare anche merito anche a chi c’era già. Il rammarico è non aver fatto punti prima: ce lo saremmo meritato. Non credo su questo di poter essere smentito.

Adesso c’è un equilibrio diverso, come abbiamo sempre detto i nuovi hanno portato autostima a chi c’era già. È un peccato per i punti lasciati per strada, ma ora dobbiamo pensare a ciò che ancora possiamo fare. Abbiamo una posizione di classifica importante, presa con le unghie, con la qualità dei giocatori e del gioco: c’è ancora tanto per fare qualcosa. C’è da crederci e non stare qui a recriminare”.

Migliorare è il verbo del mister di Mulazzano, soprattutto nelle situazioni non sempre interpretate al meglio: “Il nostro pensiero è quello di migliorare: è il lavoro di ogni allenatore e di ogni staff durante la settimana. Ci deve essere la solita applicazione, la differenza la fa l’attenzione quando fai certi movimenti. Se li fai male per stanchezza o mancanza di lucidità, l’idea stessa di fare i movimenti assieme può avere delle falle. È capitato ad esempio con la Pro o con il Perugia, dipende dall’attenzione che metti nel fare determinati movimenti. Secondo me è più facile difendere alto perché così si tolgono appoggi e palleggio”.

Vedremo se il Foggia sarà in grado di rispettare i dettami del suo tecnico contro l’Empoli, in un match che si annuncia spettacolare e che avrà una cornice di pubblico – così come detto dall’allenatore dei toscani Andreazzoli oggi in conferenza – “(…) da serie A”.

E allora a questo pubblico di serie A, a tutti i foggiani e a tutti coloro che ci seguono auguriamo di cuore una “Buona Pasqua”…

Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".

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