Foggia calcio, Stroppa: “Con il Cesena serve velocità nel palleggio e pazienza nell’aspettare il varco giusto” | Foggiasport24.com

Foggia calcio, Stroppa: “Con il Cesena serve velocità nel palleggio e pazienza nell’aspettare il varco giusto”

Foggia calcio, Stroppa: “Con il Cesena serve velocità nel palleggio e pazienza nell’aspettare il varco giusto”

Foggia calcio, Stroppa: “Con il Cesena serve velocità nel palleggio e pazienza nell’aspettare il varco giusto”

“Una partita che vale doppio: se la vinciamo potremmo pensare a un discorso diverso; se non la riusciamo a vincere continueremo a guardare indietro”. Le parole di Giovanni Stroppa alla vigilia di Foggia-Cesena risuonano decise in sala stampa.

Un mister grintoso, a cui aver perso in quel modo a Perugia proprio non è andato giù: “Perugia non te la spieghi, perché senza rischiare nulla hai preso due gol. Una cosa devastante. Dispiace per come poteva andare. Ci teniamo la prestazione importante su un campo difficile, dove la squadra ha mostrato tutto quello che può fare. Siamo stati penalizzati da una distrazione individuale, uno si è messo non in diagonale, eravamo due contro uno, abbiamo fatto fare cinquanta metri, ci sarebbero tante cose da dire sul gol. Per un errore abbiamo pagato tanto.

Ero dispiaciuto per questo: se penso alla prestazione dico che è stata incredibile. Mi tengo stretto la mia squadra e questa prestazione. Sull’episodio arbitrale, anzi il doppio episodio, sostengo che abbiamo metabolizzato bene. Ma se il primo, e mi riferisco alla spinta su Nicastro, poteva essere valutato in maniera personale, mi pare strano che con 4 giudici di gara in campo non si sia saputo valutare il secondo (il fallo di mano su testa di Loiacono nda) che era troppo evidente. Io come avete visto non ho perso la testa né in campo, né nelle dichiarazioni del post partita; la squadra, da parte sua, ha reagito molto bene. E scenderemo ora in campo con il giusto atteggiamento”.

E veniamo alla partita con il Cesena: “Una partita importante, uno scontro diretto. Dobbiamo avere cattiveria e se vogliamo anche quella paura necessaria per andare in campo ed avere l’attenzione giusta. La squadra lavora, sta andando bene ma in questo momento il risultato è determinante. Le loro assenze (Jallow ed Esposito) non cambiano l’identità della squadra, è una formazione forte nelle ripartenze, che cerca di compattarsi e poi ripartire. Ha giocatori importanti, sarà difficile, dovremo essere ancora più consapevoli e pazienti cercando di aprirli: in questo modo potremo portare il risultato dalla nostra parte”.

La parola chiave sarà dunque “pazienza”: “Noi dobbiamo avere la forza, la volontà di vincere, ma occorre pazienza, dobbiamo sapere che dal 1° al 95° può arrivare l’occasione giusta per darci la vittoria. In tutto questo, non ti devi esporre al contropiede, alle palle forzate, alla palla persa: nella quasi totalità delle partite è una cosa da evitare, ma tanto più domani contro una squadra cha riparte, con gente come Laribi che ha i tempi per far male, con giocatori di gamba. Dobbiamo avere velocità nel palleggio, ma essere pazienti aspettando però il varco giusto per colpire”.

Sono tutti disponibili a parte Gerbo squalificato. La rosa dunque è al completo, ma in campo stanno andando quasi sempre gli stessi. Difficile motivare gli altri? “La difficoltà di un allenatore è proprio questa: motivare chi non gioca. Quando infatti fai scendere in campo gli stessi con più continuità, il restante della rosa va motivata al meglio. È ovvio che molto più difficile motivare chi sta fuori rispetto a chi gioca. Però la differenza la fa proprio chi non gioca. Da questo punto di vista la rosa che ho assomiglia a quella della stagione scorsa quando i giocatori mi permettevano di variare e fare sempre meglio. Anche adesso sta andando sulla falsariga della passata stagione: ho un gruppo straordinario e ci sarà spazio per tutti. Perché il campionato è ancora lungo e ci devono essere le possibilità per tutti. Io ho stima di tutti e c’è un grande equilibrio nei doppi ruoli”.

La classifica almeno alle spalle del Foggia si è un po’ accorciata, per Stroppa non è però un problema: “La serie B è questa, non ci deve in qualche maniera spaventare. Anzi ci deve aiutare a tenere alta l’attenzione, il nostro atteggiamento rispetto al percorso fatto non deve cambiare. Vedo che dietro a noi ci sono diverse squadre e quindi non ce n’è una che fa la corsa solo su di noi. Questa è la «B»: noi siamo un po’ nel mezzo della classifica. A me però interessa la mia squadra. Domani dobbiamo vincere. Vincere aprirebbe altri percorsi. Non vincerla, e intendo non necessariamente perderla, ci costringerebbe a continuare sulla strada percorsa durante l’andata”.

Dunque un possibile step in avanti, per fare il quale serve “(…) curare il dettaglio, perché questa squadra spesso ti dà la sensazione della supremazia e in dieci quindici minuti – magari quando la gara è paritaria – ti crea quattro o cinque palle gol. A quel punto però la differenza la fa la cattiveria nel non voler prendere gol ma anche nel volerlo fare. Dobbiamo fare gol e stare attenti a non prenderlo. Se poi l’avversario fa la grande giocata, il grande gol, ok lo applaudi e dici «non potevo farci niente», ma a Perugia ad esempio c’era la possibilità di non prendere gol e portare comunque a casa il risultato.

Per questo ribadisco: domani vorrei vincere, vincere… lo sottolineo! Ma se poi trovo il portiere che mi fa venticinque parate non devo perdere e devo muovere la classifica. Assolutamente non dobbiamo perdere”. Infine due battute il tecnico rossonero le ha dedicate all’ex Chiricò (“Lo abbraccerò: come ho sempre detto, dobbiamo ringraziare tutti per quello hanno dato. Per il resto non dico altro, non l’ho detto prima e non lo farò ora”) e al pubblico (“Mi aspetto il solito Zaccheria, con tanta gente. È bellissimo vedere lo stadio pieno”).

Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".

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