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Foggia calcio, Martinelli: “So quanto ho dato per questa maglia e quanto ho sofferto. Penso solo a lavorare”

Foggia calcio, Martinelli: “So quanto ho dato per questa maglia e quanto ho sofferto. Penso solo a lavorare”
In mattinata c’è stata la conferenza stampa di Luca Martinelli. Questi le sue dichiarazioni. Vittoria di Novara: “Era importante portare a casa il risultato, è stata una risposta allo stop casalingo con il Brescia, in cui avevamo commessi degli errori. È stato quindi importante per i tre punti e per l’atteggiamento”.

Prossima avversaria, l’Empoli: “Ho un bel ricordo di quell’esordio in «A» con l’Empoli, ma per è una partita come le altre. La studieremo in settimana, da oggi la prepareremo. Loro sono una squadra forte, costruita per la serie «A». Dati alla mano, sappiamo quanto siano forti Donnarumma e Caputo, dovremo usare le nostre conoscenze e le nostre qualità per arginarli. Dobbiamo fare il meglio possibile. Abbiamo delle caratteristiche e dei valori così come li hanno loro.

C’è da combattere perché sarà tosta, è un confronto che va giocato con la testa, in maniera equilibrata, perché se perdi l’equilibrio rischi tanto, a maggior ragione quando hai di fronte attaccanti come questi. È comunque una partita importante con tre punti in palio, una gara difficile, perché loro sono attrezzati per la promozione. Ma se noi mettiamo quello che abbiamo e andiamo anche oltre i nostri limiti possiamo fare bene. Dobbiamo pensare a noi, abbiamo acquisito sicurezze come squadra, con le quali affrontare chiunque al meglio. Sapendo quello che abbiamo, che è tanto”.

Cammino del Foggia: “All’inizio abbiamo avuto delle difficoltà sia in casa sia fuori. In casa non c’è un problema specifico, si commettono gli stessi errori che si possono commettere fuori. Cerchiamo sempre di fare il massimo. Sappiamo qual è il nostro obiettivo e cercheremo di raggiungerlo il prima possibile. Da gennaio i risultati sono molto positivi e vogliamo continuare così. Guardando indietro, dico che se avessimo trovato il problema casalingo lo avremmo risolto prima.

Sapevamo che il momento della svolta sarebbe arrivato da una partita all’altra. È coinciso con il mercato di gennaio, durante la sessione di mercato invernale. Cavalchiamo l’onda, le vittorie portano entusiasmo, sapevamo di avere valori importanti, prima avevamo problemi a farli emergere. Oggi viviamo con più serenità supportati dalle vittorie. All’inizio c’era più tensione per le aspettative. Sappiamo che dobbiamo raggiungere quota 50 e sino a che non la raggiungiamo non pensiamo ad altro”.

La situazione personale: “La concorrenza è tanta e i risultati stanno dando indicazioni. Io penso a lavorare quotidianamente e penso a giocare quando il mister mi schiera. Chi decide è lui, non posso crearmi troppe aspettative sul fatto di giocare o meno. Penso a fare il meglio di ciò che devo fare, poi ci penserà il mister. La gente può pensare ciò che vuole, non è piacevole essere fischiati ma se vengono fischiati grandi campioni tanto più può essere fischiato Martinelli. Per me non è un problema.

A gennaio nessuno mi ha detto nulla per cui non ho mai pensato di dover andare via. Fa piacere che il mister abbia parlato di me dopo i fischi contro il Carpi, perché è stata una dimostrazione di fiducia ed affetto, ma penso che lo avrebbe fatto per chiunque. Comunque fa piacere e lo ringrazio. Per me non è facile: so quanto ho dato per questa maglia, quanto ho sofferto anche nella passata stagione e come mi sono riscattato nel ritorno, con il risultato finale che tutti conosciamo. Quest’anno sembra che si stia ripetendo quanto avvenuto nella prima parte della scorsa stagione. Ma io penso solo a lavorare. È ovvio che moralmente non posso essere felice del tutto, ma penso solo alla squadra, ad essere presente dentro e fuori lo spogliatoio.

Si va avanti così. Bisogna accettare di essere tutti sotto esame, poi però ci sono determinate dinamiche e quando si sta facendo bene è difficile cambiare gli interpreti. Successe così anche l’anno scorso quando la difesa andava bene e non si cambiava. Si deve lavorare, accettare e farsi trovare pronti. Le partite con il Carpi e il Novara non sono state il mio riscatto, sono state due prove positive, ha fatto ciò che dovevo fare, ho fatto del mio meglio. Il mio riscatto lo devo ancora avere”.

Il gruppo: “Qui c’è sempre stato, grazie soprattutto al capitano, un credo nel fare un gruppo di uomini, in primis, di gente consapevole di ciò che significa giocare qua. Si è dunque cercato di far capire ai nuovi quanto sia importante il gruppo. È ovvio che le dinamiche del calcio possono portare a cambiare compagni ma non dobbiamo cambiare queste basi al di là di chi arriva. Devo dare merito a chi è arrivato che si è messo subito a disposizione del gruppo. Non è facile perché siamo 25/26 teste, più lo staff; però se si hanno uomini prima che calciatori si va avanti.

Noi che siamo qui dall’anno scorso (e ancor di più chi è qui da più tempo) abbiamo qualcosa in più da questo punto di vista perché sappiamo ciò che abbiamo vissuto e possiamo aiutare gli altri a integrarsi. Poi se arrivano ragazzi con esperienza è tutto più facile.”

Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".

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