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Foggia calcio, la grinta di Stroppa: “Oggi ci siamo andati a prendere quello che meritavamo”

Foggia calcio, la grinta di Stroppa: “Oggi ci siamo andati a prendere quello che meritavamo”
L’aveva detto Giovanni Stroppa in sede di presentazione: “Se la vinciamo vale doppio”. Motivo per cui il gol di Mazzeo è stato forse il più importante della stagione. Un mister ancora adrenalinico è arrivato deciso in sala stampa: “Oggi ci siamo andati a prendere quello che meritavamo. Avevamo speso tantissimo, non è facile giocare così sempre nella metà campo del Cesena. Non mi piace qualche mugugno della gente ma ho detto ai ragazzi che bastava poco per portare la gente dalla nostra parte. Ripeto: avevamo speso tantissimo e a volte le partite si possono vincere anche così, con quelle che definisco partite sporche. Mi ha ricordato un po’ il Venezia… Qui a Foggia siamo abituati bene, c’è il palato fine perché tutti gli allenatori che sono passati qui giocavano bene. Ma ricordo che questa è la serie B”.

Il discorso scivola su Fedato, fischiato all’uscita: “Fedato ha dato il massimo, per me è un giocatore eccezionale a cui non riescono adesso delle cose, non si sente corrisposto, ma è comunque un professionista e non deve fare gesti plateali. Deve solo continuare a lavorare. L’ho messo in campo perché era il 5° ideale, lavora in quel ruolo da quattro mesi. Senza Gerbo e Zambelli, che nella rifinitura ha avvertito un dolore alla coscia, non potevo cambiare le giocate che conoscevamo ed erano quelle che Fedato mi poteva dare. Potevo schierare Loiacono ma volevo che in una partita come questa ci fossero sempre cinque uomini ad attaccare”.

Il pubblico: “È uno spettacolo giocare qui. In un attimo si può arrivare al risultato. Quando parlavo di mugugni, intendevo dire che ci sono perché la gente ci tiene e quando poi tutto lo stadio ti porta a fare prestazioni del genere, che volere di più. Sono però convinto che dobbiamo essere noi a spingere il pubblico. In fondo la squadra ha dimostrato potenzialità ma ha portato a casa meno di quanto meritasse. Comunque 11mila fissi in serie B, chi ce li ha?”

“Duhamel l’ho scelto”, ha detto il mister, “perché mi aspettavo questa partita con palle sporche. All’intervallo ho detto solo che dovevamo continuare a lavorare come stavamo facendo, senza pensare a situazioni difficili che si sarebbero potuto verificare. La ripresa è andata sulla falsariga del primo tempo ma con meno ordine”. Vittoria decisiva in chiave salvezza: “Mi auguro di sì. Avevo detto che la vittoria avrebbe potuto portarci verso un altro campionato ma ora voglio la controprova a Parma. Non abbiamo ancora fatto il salto di qualità.

La risposta dovrà arrivare da Parma, dove dovremo fare risultato, muovere la classifica per non vanificare quanto fatto stasera. Servirebbe anche per aumentare l’autostima. Oggi il Cesena è venuto qua per fare la sua partita, difendendosi e poi ripartire e quando riparte può farti male. Quando cerchi di muover gli avversari non ti devi sbilanciare, ma non è facile perché la fatica è doppia. Il Cesena ha qualità e si è visto”.

Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".

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