Foggia Calcio, Kolyvanov compie 50 anni: «Volevo dimostrare di essere forte. I tifosi? Meravigliosi. E Stroppa...» | Foggiasport24.com

Foggia Calcio, Kolyvanov compie 50 anni: «Volevo dimostrare di essere forte. I tifosi? Meravigliosi. E Stroppa…»

Foggia Calcio, Kolyvanov compie 50 anni: «Volevo dimostrare di essere forte. I tifosi? Meravigliosi. E Stroppa…»

Foggia Calcio, Kolyvanov compie 50 anni: «Volevo dimostrare di essere forte. I tifosi? Meravigliosi. E Stroppa…»

Intervista esclusiva di Foggiasport24 all’attaccante di Zemanlandia Igor Kolyvano che oggi compie 50 anni

Foggia, fine agosto del 1991. Fa caldo. L’aria è appiccicosa come solo nel profondo Sud dell’Italia può essere. La popolazione locale respira a fatica, ed è abituata a temperature ostili, figuriamoci un freddo ragazzo di Mosca catapultato per la prima volta in una realtà così diversa e distante dalla sua, al primo impatto con la città. «Ricordo il mio primo giorno a Foggia. Trovai una città piccola ma carina, ma il caldo…».

Prima di lasciare la Russia gli hanno detto a chiare lettere: in Italia giocano grandi campioni, devi dimostrare di essere al loro livello. Il giovane Igor, 23 anni da compiere, non si lascia intimorire e ha negli occhi la cattiveria di chi vuole dimostrare qualcosa. Igor non sapeva (ma in fondo al cuore ci sperava) che un giorno non lontano nel tempo sarebbe diventato un idolo della curva dello Zaccheria e che avrebbe sfondato nel calcio italiano a suon di gol.

E’ in quell’afoso giorno di agosto che nasce la piccola storia di amore tra il Foggia Calcio e  Kolyvanov. Cinque stagioni in rossonero, dal 1991 al 1996, e il tagliando d’ingresso per il «club dei centenari» per presenze: centosei con il Foggia, per un totale di ventidue gol segnati. «Ok, non ne realizzavo tanti», dice al telefono, raggiunto dalla redazione di Foggiasport24.com, «non ero un attaccante puro, giocavo da punta esterna e mi piaceva mandare in gol i compagni».

Dopo Signori e Baiano, oggi tocca a lui compiere 50 anni. Un traguardo che induce a fare bilanci. «In realtà non ne sento cinquanta. Sto lavorando con i giovani, alleno il Torpedo Mosca (Serie C russa nda) e metto il cuore in quello che faccio. Ma se mi fermo a pensare… dico che il tempo vola, sono arrivati in un attimo».

Dell’esperienza a Foggia sarebbe difficile fare un breve riassunto di carattere sportivo, visto l’alto numero di partite degne di menzione. Molto più semplice realizzarne uno dal punto di vista umano, anche perché Igor lo racchiude in poche parole. «L’affetto della gente». Già, il feeling e l’amore con i foggiani, inguaribili innamorati della propria squadra del cuore e dei suoi beniamini. «Devo tanto a loro. La gente mi a voluto subito bene, mia ha dato il cuore, mi ha aiutato», dice con parole al miele, dense di gratitudine.

Affetto ripagato con gol bellissimi. Proverbiale era la sua capacità di imprimere forza e traiettorie imprendibili al pallone. Chiedete lumi a Tacconi, che subì un gol di straordinaria bellezza quando difendeva la porta del Genoa: «Penso sia il mio gol più bello», dice Igor, «ma ricordo anche la doppietta segnata al Parma. Segnai come piaceva a Zeman, sfruttando una palla in profondità di Seno. Quel Foggia giocava a memoria e ci divertivamo. Tutti sapevano quello che dovevano fare e ne risultava un gioco davvero bello, piacevole, che apprezzavano in tutta Italia».

Zemanlandia è stata una parentesi meravigliosa della storia della città e del calcio italiano. Ma oltre a Zeman, Kolyvanov ha conosciuto in Capitanata altri allenatori come Catuzzi, Burgnich e Rossi. «Ognuno mi ha fatto crescere e ha insegnato qualcosa. Zeman, ad esempio, mi ha fatto conoscere il 4-3-3. In Russia giocavamo sempre 4-4-2 o al massimo 3-5-2. Questo modulo l’ho conosciuto per la prima volta a Foggia. Ed ho avuto qualche problema per capirlo, ma quando ci sono riuscito tutto è diventato più facile».

E allora, come una pioggia d’estate, ecco arrivare gol e assist a ripetizione, per la gioia dello Zaccheria, che i tifosi hanno colorato con la loro passione: «Sono meravigliosi. Ci hanno aiutato tantissimo, cantavano per tutti i novanta minuti anche quando perdevamo». Una passione smisurata che Igor ha toccato con mano nel 1994-1995, quando a causa di un brutto infortunio al ginocchio (rottura dei legamenti) fu costretto a fermarsi e curarsi in Colorado (U.S.A.). «Era un periodo poco esaltante per me ma mi fece immenso piacere ricevere la visita di due fratelli foggiani che partirono dall’Italia solo per venirmi a trovare e sostenermi».

I tifosi erano meravigliosi

Igor Kolyvanov

Forse, senza quell’infortunio, il Foggia si sarebbe salvato in Serie A e la storia del club sarebbe cambiata. Igor fa ci pensa: «In quel momento avevo 26 anni, stavo bene ed ero un punto di riferimento per la squadra. Facemmo un grande girone di andata per poi perdere tantissime partite in quello di ritorno». Un velo di malinconia cade sull’intervista. A spezzarla è lo stesso Kolyvanov. «Adesso sulla panchina del Foggia c’è Stroppa!». Proprio lui, l’ex compagno di squadra, anche se per una sola stagione. E la voce del bomber russo riprende note più liete. «Era un calciatore straordinario, leader del gruppo e gran lavoratore. Il suo segreto era il sorriso. Ecco, lavorava con il sorriso e faceva sorridere anche noi compagni di squadra. Lo ritengo una persona molto educata e gli auguro di fare bene. Per adesso ha fatto qualcosa di grande riportando il Foggia in B».

A proposito di B, Kolyvanov ammette di non seguire la serie cadetta italiana ma promette: «Cercherò di seguirla di più ed in particolare il Foggia. La squadra che alleno in questo momento porta via molto del mio tempo e non riesco a guardare molte partite». Peccato non poter chiedere, da bomber a bomber, un parere su Fabio Mazzeo, suo erede al centro dell’attacco rossonero. «Non l’ho visto giocare, quindi non posso esprimermi, ma mi parlano di un calciatore che fa gol ed è intelligente. L’attaccante… deve… fare gol. Poi, se è intelligente e riesce a fare passaggi che mettono in difficoltà i difensori, ancora meglio, no?».

Ma oggi è un giorno di festa. E di festa bisogna parlare. Nel ritiro precampionato in Turchia (la Serie C russa inizierà ad aprile), Kolyvanov troverà solo il tempo di una breve pausa per celebrare i 50 anni con i collaboratori: «Oggi abbiamo in programma due allenamenti. Al termine aprirò una bottiglia di champagne con i ragazzi e brinderò. Tra qualche settimana, quando rientrerò in Russia, festeggerò con la mia famiglia ed in particolare con la mia nipotina Eva». Cin cin, Igor.

Biografia Autore

Domenico Carella

Direttore di Foggiasport24.com - Giornalista del Corriere del Mezzogiorno (dorso del Corriere della Sera) e conduttore della trasmissione social "4 Amici al bar", in onda tutti i lunedì su youtube e i maggiori social network. Autore dei libri "Diavolo di un satanello", "E il diavolo ci mise la coda", "GI4NNI PIR4ZZINI, una vita da capitano" e "Foggia - Inter 3-2, 31 gennaio 1965, l'impresa degli eroi di Pugliese".

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