Foggia calcio, alle porte c'è il Cesena. Con le sue storie di bomber e una catena di destra internazionale… | Foggiasport24.com

Foggia calcio, alle porte c’è il Cesena. Con le sue storie di bomber e una catena di destra internazionale…

Foggia calcio, alle porte c’è il Cesena. Con le sue storie di bomber e una catena di destra internazionale…
Perugia è già alle spalle. Con il suo carico di polemiche, con le teorie complottistiche che esplodono nell’universo social. Cullarsi sulla dietrologia però è vietato. Chi si ferma è perduto perché la «B» non aspetta. Immersa in recuperi e anticipi. Si gioca venerdì sera (il sabato di Capitanata sarà concentrato sulla visita del Santo Padre a San Giovanni Rotondo) contro il Cesena allo Zaccheria.

Togliamoci subito il dente “cariato” del ricordo: il 3-3 dell’andata resta un attestato di follia calcistica. Un match già messo in ghiaccio sul 3-1 ma tolto dal congelatore in un sussulto drammatico di “scempiaggine” difensiva. È stato quello anche il 2° e ultimo pari esterno dei satanelli, che non sono certo avvezzi a “muovere la classifica” ma sparano le cartucce del vincere o perdere come una giostra impazzita di rigori all’americana.

Cesena significa Castori, ancora al timone del Cavalluccio marino. Cesena vuol dire anche, da gennaio, Mino Chiricò, lampi d’emozione di una festa rimasta incisa nei cuori di chi pulsa sangue rossonero. L’obiettivo degli ospiti è chiaro: la salvezza. Mancano 17 punti in 12 turni. In classifica ne hanno 33 in 30 partite, frutto di 7 vittorie, 11 ko e 12 pareggi, il più recente con il Carpi sabato al Manuzzi-Orogel: uno 0-0 poco spettacolare dettato dalla paura e dallo stato pessimo del sintetico bianconero. Uno 0-0 nel quale il Cavalluccio era andato in campo così:

Fulignati
Perticone
Scognamiglio
Esposito
Donkor
Vita
Di Noia
Schiavone
Kupisz
Dalmonte
Jallow

Si è trattato del 6° incontro senza subire reti (il primo dopo 10 partite di fila con almeno una rete incassata, il clean sheet precedente risaliva infatti allo 0-0 di Parma del 16 dicembre) per una formazione che ha la 2ª peggior difesa del torneo (52 gol subiti, contro i 56 della Ternana) e la 2ª più perforata fuori casa (31 reti al passivo contro le 36 delle Fere). Con il Carpi in campo c’erano il centrale Esposito e il bomber Jallow (11 gol sinora), che però saranno assenti a Foggia per squalifica.

Il posto del gambiano se lo contendono “il vecchio” e il “giovane”, Daniele Cacia e Gabriele Moncini, la 1ª coppia sotto osservazione di “Attenti a quei due”, il blog di Foggiasport24 sempre connesso con squarci di storie da raccontare. Quella di Cacia parte da Catanzaro ma si sviluppa a Piacenza: “L’unica maglia che abbia mai baciato è quella biancorossa”, ha dichiarato Daniele che arrivò sulla via Emilia a 13 anni e che lì si stabilirà a fine carriera.

Cacia ha lasciato l’Ascoli al gong della sessione estiva del mercato per approdare al Cesena

Una carriera che lo ha portato a segnare in tutte le categorie: dalla «A» alla C1 sino alla Coppa Uefa. Ma il suo terreno di caccia preferito è stato il torneo cadetto, di cui è il vicecapocannoniere storico con 134 gol, alle spalle di Schwoch a 135. Dunque il record assoluto è a un passo ed è forse per questo che il centravanti grande amico di Inzaghi e senza procuratore da tre anni ha rifiutato in estate una vantaggiosa offerta dall’estero. Sinora ha segnato tre gol (tutti all’Avellino) ma la sua voglia resta immutata.

Così come sprizza ambizioni da tutti i pori Gabriele Moncini, classe ’96, pistoiese di nascita ma cresciuto nelle giovanili del Prato. Sedotto e abbandonato dalla Juve, è finito prima in prestito e poi a titolo definitivo al Cesena che lo ha girato proprio al Prato dove è stato “istruito” da Tavano. Autore di 4 reti in 495 minuti giocati, Moncini si è posto come traguardo “la doppia cifra” e per raggiungerlo oltre ai consigli del suo più esperto collega e agli assist di Laribi potrà contare sull’appoggio della catena di destra del 4-4-1-1 castoriano, composta dal duo Isaac Donkor e Tomasz Kupisz, l’altro «fattore» analizzato dal nostro blog.

Il sorriso di Isaac ha cominciato a irradiare allegria da Kumasi, in Ghana, sino a Santa Lucia del Piave dove il papà (giunto anni prima in Italia e dipendente di una ditta di Pieve di Soligo) ha ricongiunto la famiglia nel 2003. Il ragazzo che sogna il Liverpool e ama il mare pur non sapendo nuotare si è imposto prima nell’Ogliano e poi nel Padova sino a spiccare il volo verso Milano, l’Internazionale… una tappa fondamentale nella sua vita.

Nel 1° semestre del 2017, Donkor – che s’ispira a Samuel – ha collezionato 8 presenze nel Cesena

Di lui s’innamorò lo “zio” Bergomi, a lui diede la chance di esordire in «A» Roberto Mancini. Il 1° gol da Pro però è recente, datato 8/12/2017: Cesena-Pescara 4-2. Al Cavalluccio è arrivato a gennaio 2017 ed oggi è l’esterno basso nello schema romagnolo: davanti a lui infatti agisce il polacco Kupisz. Che nasce a Radom e con il Radomiak, club della sua città, inizia giocando con bambini di tre o quattro anni più grandi di lui. Dopo una sconfitta 0-11 obbliga il papà a portarlo in una squadra dove potesse affrontare suoi “pari età”.

Da lì l’ascesa è continua: da Radom a Piaseczno (vicino Varsavia), fino al Wigan in Inghilterra (con cui segna reti alle formazioni “riserve” di Liverpool e United) per tornare poi in patria allo Jagiellonia, società da cui lo preleva il Chievo per 500mila euro. Tomasz, il cui idolo è stato Roby Baggio e la cui aspirazione top è la partecipazione alla Champions, ha esordito in «A» contro l’Inter nel 2014 e quest’anno ha realizzato tre gol. La cronaca stagionale racconta anche di una sua espulsione (costatagli tre turni) in un match con il Frosinone. Arbitro di quell’incontro era il sig. Pillitteri di Palermo. Lo stesso di Perugia-Foggia…

Il cerchio si chiude qui. Senza polemiche. Perché non c’è tempo. In serie B chi si ferma è perduto. E domani per il Foggia sarà già tempo di Cesena.

Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".

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