Foggia calcio, Stroppa: “Contento per il risultato ma ora testa bassa e lavorare come fossimo ultimi” | Foggiasport24.com

Foggia calcio, Stroppa: “Contento per il risultato ma ora testa bassa e lavorare come fossimo ultimi”

Foggia calcio, Stroppa: “Contento per il risultato ma ora testa bassa e lavorare come fossimo ultimi”
Ecco le dichiarazioni di Stroppa nel post partita con il Carpi: “Sono contento, un po’ dispiaciuto quando all’inizio Martinelli è stato beccato da qualche mugugno dopo un passaggio sbagliato. Non si fa così: non è una polemica ma la mentalità è sbagliata. Lo Zaccheria deve essere difficile per gli avversari. Martinelli stava cercando di fare la partita come gli altri. Bravo lui a continuare a giocare.”

Sono felice per il risultato che era difficile. Abbiamo dominato e non preso gol e questo mi fa particolarmente piacere. Comunque guardiamo sempre dietro: piedi a terra. Come dicevo ieri, come noi abbiamo fatto una serie di vittorie di fila, così anche gli altri lo possono fare e noi possiamo incorrere in qualche passo falso. Io ho in testa solo i 50 punti: sino a quella quota non possiamo parlare d’altro. La squadra non ha mai smesso di avere la sua identità e ora stiamo raccogliendo. Portare lo Zaccheria a questo livello lo renderà difficile per tutti. Il mio plauso va a tutti quanti. Tonucci, come già detto, ha portato la cattiveria di un marcatore puro; al contrario, chi ha identità tecnica lo ha portato ad alzare l’asticella delle sue conoscenze tecniche. Nicastro ora gioca con continuità: è bello veder giocare insieme lui e Mazzeo. All’andata, per problemi fisici, non ha potuto dare tanto.

Ora diventa più difficile ancora preparare la partita con il Brescia. Recuperare e ricaricare le energie a livello di cattiveria. Testa bassa e lavorare come se fossimo ultimi. Solo così possiamo portare qualcosa in più.

Rispetto alla partita di oggi, dico che sulle palle vaganti, dove il Carpi è molto forte, noi c’eravamo, abbiamo fatto una partita sporca. Non possiamo permetterci di privarci di queste caratteristiche di cattiveria, di voler vincere i contrasti. Quanto influisco io? Non lo so, dovete dirlo voi. Conosco solo il lavoro settimanale. Se perdi, prendi qualche “vaffa”, ma ci sta; se vinci magari ci si accorge che c’è qualcuno in panchina. La miglior partita interna? Per me la migliore è stata quella con il Pescara, dove abbiamo giocato molto meglio di oggi. Con il Carpi era una partita difficile, vinta dal punto di vista caratteriale. Che poi è il segreto: non se ne può fare a meno. Questa capacità di lottare ci permette di fare il salto di qualità. Dal punto di vista fisico c’era gente che qui era abituata, chi è arrivato dopo ha avuto una scossa a livello nervoso. È un mese che stiamo lavorando insieme e quindi tutti stanno crescendo. Per esempio Greco ha giocato bene la prima poi si stava spegnendo ma suppliva con le qualità, oggi ha tenuto bene il campo anche a livello atletico.

Ho scelto Martinelli perché nella partita infrasettimanale con la Primavera l’ho visto meglio di Calabresi. Non è però una bocciatura: a lui ho detto di sentirsi parte integrante di questo spogliatoio, di non sentirsi fuori. Non voglio guardare le 4 vittorie di fila ma le prestazioni e la crescita. Vedo la capacità di tenere il campo: è ciò che mi preme. I risultati arrivano con le prestazioni. Godiamoci questa vittoria e da lunedì pensiamo al Brescia. Solo con determinate caratteristiche possiamo fare bene.

Kragl si trova nella posizione giusta, lo si è visto anche nel terzo gol che è arrivato da una situazione che proviamo. È un giocatore che lavora bene con la squadra nelle due fasi. Ha doti balistiche fuori dal comune ed ora è in fiducia. Io gli dico di tirare sempre. Lavoro per vedere crescere la squadra e ottenere risultati: li vedo tutti i giorni e senza presunzione posso dire che mi pareva impossibile che non portassimo a casa i risultati. In casa facevamo prestazioni esaltanti come quelle di oggi, poi però c’erano altre componenti che non facevano arrivare i risultati. I conti comunque li faccio alla fine: il campionato non è finito e potrà capitare di riprendermi dei “vaffa”.

Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".

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