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Addio ad Allegretti, stella dell’Incedit e dell’US Foggia: “Qualche mese fa aveva chiesto: riportatemi nella mia Foggia…”

Addio ad Allegretti, stella dell’Incedit e dell’US Foggia: “Qualche mese fa aveva chiesto: riportatemi nella mia Foggia…”

Addio ad Allegretti, stella dell’Incedit e dell’US Foggia: “Qualche mese fa aveva chiesto: riportatemi nella mia Foggia…”

Legatissimo alla sua Foggia, al punto di decidere di lasciare Ischia, dove risiedeva da quasi sessanta anni, per vivere i suoi ultimi giorni nella città dove è nato. Questa è la storia di Alberto Allegretti, foggiano doc ed ex stella del calcio rossonero. Domenica pomeriggio alle 17, all’età di 85 anni, Allegretti ci ha lasciato. E lo ha fatto, come aveva espressamente voluto e richiesto: nella sua città. Una città che non era più la sua da quasi sessanta anni. Nel 1963, infatti, aveva messo su famiglia ad Ischia, dove con il passare delle stagioni era diventato un personaggio del mondo sportivo locale, con ruoli anche nella squadra di calcio gialloblu. Una terra che lo ha adottato e che lui amava, ma niente poteva spezzare il legame con le sue origini. Quelle che affondano nel quartiere della stazione, con il papà ferroviere, l’infanzia sotto le bombe della guerra che ha distrutto la città, le partite a calcio nei vicoli con gli amici e poi l’avventura con le maglie nobili dell’Incedit Foggia, squadra della Cartiera e dell’US Foggia. Con quella gialloblu, sotto la guida del tecnico Vincenzo Marsico, suo demiurgo, che lo avrebbe portato con lui anche all’US Foggia e al Chieti, disputò alcuni campionati di Promozione (all’epoca equivalente alla Serie D). Poi dal 1955 al 1959 il passaggio in rossonero, per un totale di 109 partite giocate e 2 gol segnati con la ciliegina della promozione in Serie B nel 1958-1959. Era un precursore dei tempi, un Coletti (o se preferite Mascherano) nato con cinquanta anni di anticipo. Lui, mediano roccioso, spesso veniva scelto dai tecnici per giocare nel ruolo di difensore centrale o addirittura di terzino. L’importante era giocare, perché all’epoca il calcio era soprattutto divertimento o fuga dalla quotidianità. La sua vita, poi, prese altre strade. Sessanta anni lontano dalla sua città, salvo piccoli viaggi di ritorno per incontri con gli amici. Poi, lo scorso aprile, il desiderio di volersi trasferire a Foggia. La famiglia e in particolare il figlio Massimo Emiliano lo accontentano, realizzando il suo desiderio: “Qualche mese fa ci ha chiesto: riportatemi nella mia città…”, per trascorrere in Puglia i suoi ultimi giorni. I funerali si svolgeranno questa mattina alle 9.30 presso la chiesa di San Pio X.

Biografia Autore

Domenico Carella

Direttore di Foggiasport24.com - Giornalista del Corriere del Mezzogiorno (dorso del Corriere della Sera) e conduttore della trasmissione social "4 Amici al bar", in onda tutti i lunedì su youtube e i maggiori social network. Autore dei libri "Diavolo di un satanello", "E il diavolo ci mise la coda", "GI4NNI PIR4ZZINI, una vita da capitano" e "Foggia - Inter 3-2, 31 gennaio 1965, l'impresa degli eroi di Pugliese".

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