Patino chiama in redazione. Messaggio ai tifosi: "Non mollate, salviamo la Serie B. Non ripetiamo quella storia del..." | Foggiasport24.com
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Patino chiama in redazione. Messaggio ai tifosi: “Non mollate, salviamo la Serie B. Non ripetiamo quella storia del…”

Patino chiama in redazione. Messaggio ai tifosi: “Non mollate, salviamo la Serie B. Non ripetiamo quella storia del…”

Patino chiama in redazione. Messaggio ai tifosi: “Non mollate, salviamo la Serie B. Non ripetiamo quella storia del…”

«Stamattina stavo pensando al Foggia Calcio…». Sono le 8.45 quando squilla il telefono della redazione di Foggiasport24.com. A chiamare è un certo Francesco Patino. Pardon. “Ciccio” Patino, altrimenti si arrabbia, perché noi foggiani per anni lo abbiamo chiamato semplicemente Ciccio. Come un amico, un parente, uno di famiglia. “Ciccio si u mast!”, urlavamo noi tifosi aggrappati alla retina in ferro del vecchio e glorioso Zaccheria. Un tappeto di terra circondato da una pineta, con gli spalti in tubi innocenti e tavoloni di legno. Altro calcio, altra gloria, stessa passione. Quella infinita passione che porta un ragazzino di 82 anni, barese doc di via Gorizia (quartiere Madonnelle), ma Foggiano di adozione, ad alzare la cornetta per chiedere di parlare con i tifosi. Chiama da Lido di Venezia, isoletta davanti alla Serenissima famosa per la mostra del cinema. «Voglio parlare ai tifosi», dice con la consueta strepitosa irruenza. Non possiamo fare altro che aprire i taccuini e pendere dalle sue labbra. In fondo quando parla l’uomo che con un suo gol ha regalato la prima vittoria in Serie A del Foggia (1-0 al Mantova di Dino Zoff) c’è da rimanere in silenzio. Ascoltare. Imparare. «Ragazzi non mollate. Tenete duro. E soprattutto non scoraggiate chi si è preso l’incarico di portare avanti la società. Credo che la delusione più grande sia proprio la loro in questo momento. Non vorrei si ripetesse la storia del 1960-1961. In quell’anno, dopo la promozione in B, incappammo in una stagione negativa e subito retrocedemmo. L’errore della società, all’epoca, fu quello di confermare per riconoscenza e affetto tutti i calciatori che conquistarono la B. Putroppo capimmo a nostre spese che non si poteva puntare su elementi che avevano giocato nella precedente categoria, salvo rare eccezioni. Vedi Nocera. Ma di Nocera quanti ne nascono? Uno ogni vent’anni o forse più… Ho letto dei tanti acquisti, molti di esperienza, fatti in questa sessione di calcio mercato e sono contento. Forse bisognava farlo in estate, ma l’importante è che sia stato fatto. Ora l’importante è stare calmi e venirne fuori per rimanere in questa categoria attesa per troppi anni. Quindi, mettiamo da parte il nervosismo e incoraggiamo chi guida questa società. Anche loro si stanno leccando le ferite. E alla squadra mi sento di dire… mi raccomando, non fate soffrire troppo noi che viviamo lontano e vi seguiamo in televisione. Ieri mi sono sentito con “Lambretta” Oltramari. Pensate siamo grandi amici eppure in Serie A ci contendevamo il posto. Parliamo quasi sempre del Foggia. Soffriamo anche noi con tutti voi. Forza Foggia!». Lo dice l’uomo che ha messo la fascia bianca al braccio da capitano nel Foggia di Pugliese. Il condottiero di tre promozioni (due in B una in A). Quell’imprendibile mingherlino dalla velocità fulminante, dal dribbling irresistibile e dal cross teso. Quel tifoso come tutti voi. Ciccio Patino.

Biografia Autore

Domenico Carella

Direttore di Foggiasport24.com - Giornalista del Corriere del Mezzogiorno (dorso del Corriere della Sera) e conduttore della trasmissione social "4 Amici al bar", in onda tutti i lunedì su youtube e i maggiori social network. Autore dei libri "Diavolo di un satanello", "E il diavolo ci mise la coda", "GI4NNI PIR4ZZINI, una vita da capitano" e "Foggia - Inter 3-2, 31 gennaio 1965, l'impresa degli eroi di Pugliese".

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