Foggia calcio, il pensiero del capitano Agnelli: “I ragazzi che sono arrivati hanno una mentalità importante” | Foggiasport24.com

Foggia calcio, il pensiero del capitano Agnelli: “I ragazzi che sono arrivati hanno una mentalità importante”

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Silenzio: parla il capitano. A tre giorni dalla sfida con il Pescara, primo turno del girone di ritorno, Cristian Agnelli si è presentato in sala stampa per rispondere alle domande dei cronisti su quello che è stato definito anche da lui il “Foggia 2.0”. Una squadra rivoluzionata dal mercato su cui Cristian si è espresso così: “Avremo qualcosa di diverso che i nuovi porteranno. Sono felice perché chi è arrivato è stato scelto per la mentalità che può portare. Dispiace per chi è andato via o magari è in partenza, ma il presente dice che occorre dare una mentalità e una forza che non abbiamo avuto.

Con l’arrivo di tanti nuovi, il mio lavoro nello spogliatoio aumenterà perché si deve perdere il minor tempo possibile. Bisognerà far capire in fretta ai nuovi cosa abbiamo fatto e passato nell’ultimo anno e negli ultimi sei mesi, cosa la città e la società vogliono. La fortuna è che sono arrivati ragazzi con una mentalità importante. Certamente sarà il campo a dover parlare, ma non si può essere scontenti per questi acquisti. Mi auguro che tutti possano amalgamarsi al più presto”.

Tanti giocatori e concorrenza che aumenta: “Io non ragiono sulla concorrenza, penso che più siamo e meglio è in ottica del raggiungimento dell’obiettivo. Non è il «mio» posto o il posto di un altro: è il posto del Foggia. La mentalità è cambiata: sono arrivati giocatori forti, esperti, che hanno vinto campionati. Nell’ultimo periodo forse c’era stato un po’ di appiattimento, come se subissimo ogni cosa. Mi auguro che la voglia di riscatto di alcuni sia una forza in più per noi”.

Sabato ci sarà il Pescara, all’andata finì 1-5: “L’andata fu una partita strana, dettata forse un po’ anche – questo almeno da parte mia – dal fatto di godersi la prima in serie B. L’abbiamo giocata bene ma senza quel mordente che serviva. Dispiace perché abbiamo preso una bella «scoppola» che ci ha riportato con i piedi per terra. Speriamo che sabato si possa riprendere il cammino, vincendo potremmo ricominciare in maniera differente soprattutto in casa. La città ne ha bisogno.

C’è grandissimo rispetto per Zeman, per quello che è stato e quello che ha fatto, ma per noi i tre punti saranno – oserei dire – di vitale importanza. Un successo potrebbe riaccendere gli entusiasmi, perché ok il mercato ma la gente vorrà vedere in campo la trasformazione. Mi auguro di portare a casa i tre punti per questo”.

Sulla «rivoluzione» di gennaio questa l’opinione del centrocampista rossonero: “Mi concentro sui vantaggi, ovvero il fatto che si è ricreato entusiasmo, vivacità, il lavorare per un obiettivo comune. Gli svantaggi sono quelli da parte mia di dover lavorare di più nello spogliatoio per far capire fin da subito che non si può aspettare. E credo, anzi sono convinto, che tutti metteranno qualcosa in più. Dispiace come detto per i tanti in partenza, perché in questi anni avevamo lavorato tanto con loro sul profilo morale”.

E a proposito di partenti, Agnelli dedica alcune battute ad Antonio Vacca, protagonista assoluto del Foggia della promozione ma oggetto di critiche al momento dell’addio: “Con Antonio si è lavorato male in estate, ad agosto andava trovata la soluzione, perché poi le finestre di mercato destabilizzano, è un peccato per come è finita. Lui è stato poco furbo, lui è sempre un po’ troppo schietto, a volte invece deve imparare a contare sino a cento. Quando era con noi si lasciava guidare e da questo punto di vista il mio dispiacere è doppio. Lui è un ragazzo che ha onorato la maglia, però alla fine ci ha messo anche del suo, pure io da foggiano ho subito alcune sue cose. Perché al di là del campo, c’è anche un fuori. Comunque è un peccato per come si è chiusa la vicenda”.

Tornando al campionato, che Foggia sarà? Ecco il pensiero del «4» di Stroppa: “Io mi aspetto un Foggia vincente, che sappia tirare fuori ciò che ha, arrivare a una classifica che possa far stare tranquilli tutti, tifosi in primis. Ma tutto deve partire dai risultati, occorre invertire il trend e dare entusiasmo a noi e al pubblico. Un entusiamo che inevitabilmente si è accresciuto dopo questo mercato: del resto la società si è mossa bene ed è giusto che ci sia questo entusiasmo. Sabato la squadra si aspetta uno stadio pieno che ci aiuti a invertire il trend dell’andata in casa. Sono passati dieci giorni intensi di lavoro con i nuovi che hanno accettato la nostra intensità alta.

Per il campo ci penserà il mister: siamo tanti bravi, c’è voglia di mettere in campo tutta l’esperienza, il mister deve essere bravo. Nello spogliatoio bisogna – passatemi il termine – rifondare, per rifare un gruppo dove tutti tengano al progetto e alla maglia, così come è stato fatto negli anni scorsi con chi poi magari è andato via o potrà andare via. È chiaro che i risultati dovranno darci una mano”.

Si è chiuso a dicembre il girone d’andata. Ecco il giudizio del capitano su questo campionato cadetto: “La serie B, come sapevamo peraltro, è importante, ci sono squadre organizzate e ci si può attendere qualsiasi cosa. Ci sono squadre che giocano anche in trasferta a viso aperto. Con la voglia però si può fare bene, a volte questo non è successo. La forza dell’allenatore è quella di avere una rosa ampia, ma poi la differenza la fa la mentalità. Il ritorno sarà ancora più difficile, ma noi abbiamo un obiettivo chiaro in testa. Se dovessi scegliere una partita dove abbiamo perso «da polli» direi l’ultima con il Frosinone: con più attenzione e scaltrezza qualcosa dovevamo portare a casa. Da punto di vista dei punti, quella per la quale c’è il maggior rammarico è l’incontro di Cesena, quel 3-3 che poi ha condizionato anche la partita successiva infrasettimanale con il Parma”.

Chiusura sul rischio mercato nella testa dei giocatori: “Il pensiero al mercato vale per tutti, certo può essere un problema, ma bisogna tramutarlo in stimolo. Sono convinto che la società troverà la soluzione migliore per tutti, abbiamo bisogno di serenità. Peraltro è una cosa inevitabile, perché gli ultimi dieci giorni di mercato sono un po’ così. Bisogna solo concentrarsi sulla partita, ma conoscendo tutti i ragazzi, da questo punto di vista, sono tranquillo”.

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Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".

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