Foggia calcio, Stroppa: “La differenza è stata il voler portare a casa il risultato”

Foggia calcio, Stroppa: “La differenza è stata il voler portare a casa il risultato”


Foggia calcio, Stroppa: “La differenza è stata il voler portare a casa il risultato”

Dopo la sconfitta con il Cittadella sono state queste le dichiarazioni di Stroppa in sala stampa: “Il secondo tempo non mi è dispiaciuto, abbiamo creato occasioni, ricordo la traversa di Calderini, Beretta solo davanti alla porta. Poi però abbiamo negli occhi il risultato che è troppo rotondo per dire che abbiamo fatto un’ottima prestazione. Abbiamo mostrato dei limiti, se andiamo in vantaggio forse cambia la partita, poi andiamo però sotto, la riprendiamo e subito dopo palla a centrocampo e c’è prima il tiro con la parata di Tarolli e poi prendiamo gol ancora.

Nelle situazioni topiche la mia squadra ha avuto la voglia di vincere. Quello che è mancato è stata la volontà di portare a casa qualcosa: dobbiamo avere applicazione e attenzione diversa. Abbiamo creato almeno quanto loro, eppure abbiamo fatto errori d’ingenuità e leggerezze caratteriali. Nel secondo tempo ho chiesto una partita più sporca. Certo il 3-1 ci ha tagliato le gambe, il gol l’abbiamo preso da polli. La differenza è stata questa: il voler portare a casa il risultato. Sembra strano ma anche oggi pur prendendo tre gol potevi vincere, facendone quattro o cinque. Occorre essere meno belli, toglierci il bello e diventare più cinici. Tengo conto della formazione improvvisata, ma questo non significa che chi ha giocato non lo avrebbe potuto fare, ma certo che dieci giocatori fuori non è poco. C’è da tenere conto anche di tanti episodi: nel primo tempo abbiamo preso gol evitabili, nel secondo la squadra ha comunque risposto a livello caratteriale”.

Stroppa ha speso alcune parole anche sui singoli: “Mi dispiace per Calderini (fischiatissimo a fine gara nda), i fischi erano nell’aria perché se fa un passaggio sbagliato o perde palla viene beccato. Non è sereno per poter esprimere le sue qualità che sono enormi: lo abbiamo visto l’anno scorso qui e a Fondi che giocatore può essere. Deve avere ora carattere per reagire. Giocare a Foggia non è semplice, io però mi tengo Calderini tutta la vita, ha qualità importanti. Chiricò non ha giocato dall’inizio perché era impresentabile: sta a lui reagire, io lo stimo più di altri, lo volevo allenare e voglio continuare ad allenarlo ma deve dare delle risposte sia dal punto di vista della professionalità che della voglia di riconquistare il posto. Floriano era reduce da infortunio e volevo sfruttarlo a partita in corsa: se lo avessi messo dall’inizio magari dovevo toglierlo dopo quarantacinque minuti. Quando è entrato ha avuto qualche spunto importante. Su Sarno, Maza e Di Piazza, almeno da parte mia, non c’è alcun ripensamento in vista di gennaio”.

Si è tornati poi a parlare delle difficoltà di giocare a Foggia: “A Foggia non è semplice: se tutto va bene, tutti vogliono giocare qua a vita, ma oggi la situazione si è fatta delicata e ci vogliono gli attributi nel fare le cose semplici, nel fare le cose più pratiche. A Foggia, sappiamo di aver un palato fine ma occorre essere consapevoli che si possono fare risultati anche con partite “brutte”, con partite più “sporche”. Non posso lamentarmi delle prestazioni, la squadra è all’altezza di fare la categoria. Abbiamo dei limiti ma vi ribadisco, perché ne sono convinto, che la squadra è eccezionale, i giocatori sono eccezionali. Ne sono certo e serve esserne consapevoli. Anche oggi la prestazione c’è stata, abbiamo giocato per fare male, abbiamo creato, probabilmente negli episodi siamo stati ingenui. Allo stadio non posso dire niente, ci hanno incitato da inizio alla fine, anche se è diventato pesante giocare in casa. Di sicuro si percepisce qualcosa d’inconscio e bisogna reagire tutti, a partire dal sottoscritto.

Qui c’è della qualità importante per fare un campionato importante. Dobbiamo reagire. Da qui a gennaio (periodo di mercato nda) c’è tempo, spero che possano tornare ad allenarsi tutti quelli fuori. Vorrei infatti che tutti quelli che hanno sinora giocato con continuità tornino ad allenarsi per alzare l’asticella e l’autostima. Lo ridico: non è un momento semplice ma occorre reagire. È troppo facile essere bravi quando va tutto bene. Non è compromesso nulla, solo che la squadra deve dare di più. Tutti dobbiamo dare di più.

Io dico che la categoria la possiamo fare, ne sono ciecamente convinto. La mia reazione può arrivare attraverso una sola strada: essere convincente che stiamo percorrendo il cammino giusto, riuscire a dare autostima, le prestazioni del resto sono state fatte in una certa maniera. Individualmente dobbiamo credere di più nei compagni e in ciò che si deve fare”.



Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".

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