Stroppa: “Per il derby servono conoscenze, autostima e trasformazione della pressione in energia positiva”

Stroppa: “Per il derby servono conoscenze, autostima e trasformazione della pressione in energia positiva”


Vigilia di derby, vigilia di Bari-Foggia. Allenamento aperto al pubblico: “Mi sentivo di dare la possibilità alla squadra di essere ancor di più motivata – non che già non lo fosse – e alla gente di poter assistere all’allenamento. Ho ricevuto tante richieste in tal senso nei giorni scorsi, mi sono messo una mano sul cuore e l’ho fatto. Mi auguro solo che i ragazzi non si scarichino: la partita è domani non oggi”, queste le parole di Stroppa nella consueta conferenza pre-gara, nella quale ha spiegato la scelta di far vedere la squadra ai tifosi.

Le prime battute però sono state rivolte alla condizione dei giocatori: “La settimana è andata bene, i ragazzi sono concentrati, siamo pronti. Direi che «quelli che siamo, ci siamo»”, ha affermato il tecnico facendo anche riferimento alle tante defezioni. “Stiamo recuperando alcuni giocatori che non sono nelle condizioni migliori ma che ci hanno permesso di allenarci con il giusto numero di elementi. Sul portiere (Guarna – finito fuori lista a vantaggio del reintegrato Sanchez – e Pelizzoli sono out) ho già deciso, giocherà comunque un estremo difensore (il ballottaggio è tra lo spagnolo e Tarolli nda) che gode della stima di tutti. Ne mancano due, in campo ci sarà un terzo. Celli sta bene, così come anche Floriano che però non è in condizione. Se ci fosse la necessità andrebbe in campo, ma io non sono abituato a rischiare”.

Torniamo al derby e alla chiave per affrontarlo anche dal punto di vista mentale: “Le chiavi sono le conoscenze, l’autostima del gruppo, la capacità di trasformare la pressione in energia positiva. Sono match che tutti noi vorremmo giocare, i ragazzi sono in grande sintonia. Il Bari è in un ottimo momento, nelle ultime due partite ha anche mantenuto una continuità nel sistema di gioco (il 4-3-3 nda), a livello di numeri è una compagine importante, a livello dei singoli è «fuori concorso». Poi però c’è il campo e io sono convinto che ce la possiamo giocare alla pari: le forze e le possibilità ci sono. È inutile negare che spiace non aver tutti a disposizione, ma per quello che ho visto a livello di determinazione, di cattiveria, di voglia di fare una certa partita dico che non sono rammaricato. Per noi il derby è un motivo di orgoglio, così come per loro: il Bari è la più in forma, la mia squadra malgrado le assenze sta reagendo molto bene”.

Che derby sarà? “Sarà spettacolare, con premesse come quelle che ci sono: il Bari ha segnato 28 gol, noi 26. Poi vedremo come andrà, la partita si deve giocare. Certo, noi per caratteristiche e attitudini non staremo ad aspettare e cercheremo di fare la nostra gara. Comunque il Bari è una squadra completa in tutti i reparti, non solo in attacco. Dal punto di vista ambientale, mi aspetto uno stadio bellissimo, ho visto già dei servizi, il poter essere uno dei protagonisti sarà per me motivo di orgoglio. Saremo uniti nel nome di Franco Mancini e proprio per questo mi sento quasi di fare un appello: lasciamo la battaglia sportiva ai giocatori in campo; la partita di domani può essere uno spot per la Puglia sia a livello nazionale che internazionale. Ci sono tutte le premesse per questo. Mi spiace solo che nella coreografia poteva esserci di più il colore rossonero”.

Parole di stima e apprezzamento, il tecnico di Mulazzano poi le ha dedicate al collega Grosso, allenatore del Bari: “Grosso non ha cambiato il suo modo di porsi. La sua eleganza, il suo aplomb in panchina non sono mutati rispetto a quelli che aveva alla Juventus. A volte si pensa che allenatori che non “fanno le capriole” in panchina non sono adatti a certe piazze. Con il suo stile e le sue qualità sta dimostrando di poter portare il Bari a risultati che di recente non ha mai avuto”. Per chiudere il discorso derby, ecco il giudizio sulla stagione di uno che il confronto lo giocherà da ex, Francesco Fedato: “La sua stagione è sinora «incompiuta», non concretizza quello che potrebbe. Ha potenzialità per fare altre categorie. Forse gli manca un po’ di maturità ma arriverà. Io ho allenato Caprari che era sempre rimasto inespresso, poi ora è un giocatore fuori dalla media. Per Fedato possiamo fare un discorso simile: sta tutto a lui, la stima dell’allenatore nei suoi confronti non manca”.

I galletti sono in vetta a un campionato davvero strano: “In questo momento non c’è una squadra che avanti abbia quella continuità che eravamo abituati a vedere in passato. Tutti possono perdere con tutti, è un campionato nel quale anche all’interno della stessa partita si va magari 2-0 o 3-1 e si viene rimontati o si va sotto e si riesce a ribaltare. C’è instabilità nelle partite stesse”. Il discorso poi è scivolato sul nuovo DS Nember che andrà in panchina a Bari: “Basta che non faccia l’allenatore, se noi io poi vado in tribuna a vedere la partita”, ha scherzato il mister dei satanelli che poi tornando serio ha detto: “È difficile insediarsi in corsa, ti arrivano mille informazioni e domande, i colloqui con me sono stati per cominciare a conoscerci e conoscere la squadra, vogliamo aiutarlo a capire ciò che funziona e ciò che non funziona in maniera che possa intervenire. Le scelte di mercato devono essere condivise. Io sono per il rispetto dei ruoli, non prevaricherei mai il Direttore sportivo. Il DS mi darà la possibilità di fare scelte e cercheremo di condividerle”.

Infine un flash sull’orario dell’incontro, le 12:30, con il Foggia che in Lega Pro giocò e vinse 2-0 con il Foligno alla stessa ora: “Anch’io ho giocato un Pescara-Parma alle 12,30 e ho vinto 2-0”, ha ricordato Stroppa, “quindi potrei dire: non c’è due senza tre…”.



Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".

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