Foggia calcio, Stroppa: “La Ternana è una formazione imprevedibile che ha un’ottima mentalità” | Foggiasport24.com

Foggia calcio, Stroppa: “La Ternana è una formazione imprevedibile che ha un’ottima mentalità”

Foggia calcio, Stroppa: “La Ternana è una formazione imprevedibile che ha un’ottima mentalità”

Vigilia di Foggia-Ternana e consueta conferenza stampa del tecnico Stroppa che è innanzitutto tornato sulla partita di Ascoli: “Alla vigilia avevo detto che volevo di più. Mi sembra che qualcosa ci sia stato, non è stata la miglior prestazione ma a livello di atteggiamento e di approccio è stata importante. Del resto era una situazione delicata e non portare a casa il successo avrebbe reso tutto più difficile. La squadra ha risposto e dato seguito a una prestazione importante”.

Una partita, quella del Del Duca, che ha celebrato ancora una volta la tifoseria foggiana. Ecco il pensiero di Stroppa al riguardo considerando anche la crescita di equilibrio e maturità dell’ambiente intorno alla squadra: “Il feeling che c’è tra squadra e tifosi è quello che chiedevo e che non vedevo ad inizio della stagione scorsa. Non vedevo quel trait d’union tra squadra e pubblico che poi è arrivato nella seconda parte del campionato. Oggi questo feeling c’è quasi a dismisura, anche nei momenti delle sconfitte la gente ha capito che c’era bisogno di stima e di dare coraggio. Di differente (rispetto alla passata stagione, quella dei divieti nda) c’è l’apporto fuori casa che è inverosimile, non ricordo una tifoseria così, se non a livello di categoria superiore.

Voglio fare i complimenti a Domenico Cataneo che sta facendo un lavoro eccellente nell’organizzazione delle trasferte. C’è una sportività che si vede all’estero. Quello che vedo fuori dal campo è un merito della nostra gente che va in giro. Faccio i complimenti a tutti, agli ultras, a quelli che vanno con i pullman o con le macchine private, stanno dimostrando una maturità ed un’educazione importanti per la città e per chi si avvicina al Foggia”.

I tifosi, però, potrebbero non esserci nell’atteso derby di Bari di domenica 26: “Mi spiace. Se dovessi fare una battuta, e prendetela solo come una battuta, direi: «Forse hanno paura che andiamo in 10mila”. Ma al di là della battuta, mi dispiace di questa eventualità perché basta vedere quanto successo a Cesena, Ascoli, stadi storici, di serie A. È davvero un peccato che una tifoseria così matura non possa assistere alla partita dell’anno, a quella più attesa e che non si possa riempire pur essendocene la possibilità un altro impianto storico come quello di Bari”.

Dal pubblico al campo: domani arriverà allo Zaccheria la Ternana: “La prima considerazione che faccio è che noi dobbiamo guardare in casa nostra, occorre dare di più e allo stesso tempo proseguire nelle prestazioni in casa cercando però di eliminare e limare gli errori. La Ternana è una formazione imprevedibile, che ha buone individualità, sa giocare a calcio, ha un’ottima mentalità nel modo di approcciare la gara, che gioca o cerca di giocare a viso aperto. Noi dobbiamo evitare errori e disattenzioni. Loro proveranno a interpretarla allo stesso modo di sempre, avranno il coraggio di metterci in difficoltà e si difenderanno se noi le costringeremo a farlo. Con gli stessi uomini in campo possono ruotare la difesa a piacimento nel corso della partita. Sappiamo che possono cambiare il sistema. C’è comunque in noi la volontà di portare a casa un risultato importante”.

Si tornerà a Foggia dove i rossoneri sono reduci da due ko di fila. Ma per Stroppa non c’è una “sindrome Zaccheria”: “Secondo me il rendimento casalingo è un caso e non parlo delle disattenzioni e di quel dare di più che prima citavo. In casa abbiamo vinto solo con il Perugia ma abbiamo fatto prestazioni eccellenti a parte quella con il Parma. Non ci sono i presupposti per dire che abbiamo il braccino corto o che la gente non ci dà una mano. Sta funzionando tutto, mi spiace che non siamo riusciti a valorizzare quello che funziona. Abbiamo avuto passi falsi ma la classifica può cambiare in positivo. Facciamo andare le cose come stanno andando. La gente deve continuare a darci forza”.

Anche perché la serie B è questa: “La settimana scorsa sembrava che dovessimo giocare per l’ultimo posto, oggi per i playoff. È la serie B: a me interessa avere equilibrio che ti porta alla costanza di risultati. Il nostro obiettivo è arrivare ai 50 punti il prima possibile e possiamo farlo. Poi vedremo. Occorre continuare a lavorare, certi che stiamo facendo un ottimo lavoro”. Uno sguardo alla situazione della squadra: “È stata una settimana solita, abbiamo lavorato su un campo pesante per la pioggia, atteggiamento e applicazione sono stati ottimi, abbiamo lavorato molto bene. Deli ha avuto una lesione (di 1° grado al bicipite femorale della gamba sinistra, secondo il comunicato ufficiale del club, nda), mi dispiace perché ha avuto un campionato di alti e bassi e domenica sembrava la sua partita. Lui è importantissimo per noi ma c’è comunque qualcun altro che può fare il suo lavoro.

Non sono convocati oltre a lui, anche Rubin, Figliomeni, Floriano e Pellizzoli. Prima di Ascoli ho detto alla squadra che la partita si poteva vincere con i cambi, che a volte sono determinanti non tanto per la bravura dell’allenatore quanto per il carattere di chi subentra. Al di là di tutto, chi va in panchina deve essere pronto per cambiare la partita. Posso affermare che comunque la squadra crede in quello che fa: ho sempre detto che manca un pochino. Certo le vittorie aiutano nell’autostima, magari può mancare appena questo, ma il nostro tipo di calcio ci porta sempre a cercare la vittoria”.

Una battuta il mister dei satanelli l’ha riservata a Mino Chiricò, efficace soprattutto fuori casa e a partita in corso: “Sto cercando di fargli capire che può giocare con quella forza anche dall’inizio. Oltre che un talento deve diventare un atleta, non che non lo sia, ma deve credere di più nel lavoro quotidiano e settimanale. Intanto ce lo teniamo buono quando subentra, ma è un titolare che deve fare le cose con costanza e qualità anche dal primo minuto”.

Infine Stroppa è stato sollecitato sulla delusione per l’eliminazione della Nazionale dai Mondiali. Questa il pensiero del tecnico sull’argomento: “Lunedì mattina sembrava che dovessi giocare, avevo la sensazione di attesa e di emozione. Mi dispiace perché è assurdo vedere la Nazionale fuori dai Mondiali. Puntare il dito su Ventura è troppo semplice: la delusione è forte, qualcosa bisogna fare. Al di là di chi andrà in panchina, mi piacerebbe vedere ai vertici qualche ex compagno del Milan. Non è vero che va tutto male, il movimento è eccezionale, Sacchi ha portato in federazione cinque o sei elementi, tra cui Viscidi, che hanno portato una mentalità internazionale. Tutte le formazioni Under sono competitive. Non è vero che non ci sono talenti: il movimento ha talenti importanti. Faccio i nomi di Insigne ed El Sharawy. I talenti ci sono, basta metterli in mostra”.

Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".

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