Foggia calcio, ecco Luca Nember: “Qui si respira un clima da serie A. C’è tutto per fare bene” | Foggiasport24.com

Foggia calcio, ecco Luca Nember: “Qui si respira un clima da serie A. C’è tutto per fare bene”

Foggia calcio, ecco Luca Nember: “Qui si respira un clima da serie A. C’è tutto per fare bene”

“Devo dire io grazie al Foggia, la famiglia Sannella mi ha coinvolto a pelle, in pochi minuti. Abbiamo avuto subito la condivisione di obiettivi e situazioni per poter far bene e guardare al futuro con una prospettiva diversa. Qui si respira un clima da «A», c’è tutto per fare bene”: sono queste le prime parole di Luca Nember, da lunedì scorso nuovo Direttore sportivo del Foggia Calcio con contratto di un anno e mezzo, alla presentazione ufficiale di fronte alla stampa.

E tanto per farsi capire immediatamente, l’ex Chievo ha aggiunto: “Non sono uno che dice, sono appena arrivato, bisogna avere le idee chiare: mi è stato chiesto di valutare la rosa e assieme al mister di far fare il salto di qualità e cercare di centrare l’obiettivo che la città e la famiglia Sannella sognano. So che il momento delicato per l’avvicinarsi di un derby atteso venti anni, ma mi fa piacere essere arrivato proprio in una situazione del genere”.

“La società mi ha chiesto alcune cose: posso dire che nel nostro lavoro è bravo chi sbaglia meno. Ma solo chi lavora sbaglia. Magari io posso comprare giocatori validi ma che non danno il giusto o atteso contributo. Conosco il Foggia, l’ho visto di persona a Brescia (Nember è di Lumezzane e abita proprio a Brescia nda) e penso che per fare un passo in avanti di un certo livello occorra introdurre qualcuno nei ruoli chiave. La classifica è molto corta, noi ci dobbiamo stabilizzare, dopo c’è la determinazione di fare un certo percorso. Posso dire che non ho pensato al fatto di aver avuto questo incarico in corsa, certo non è semplice ma a gennaio normalmente non si può stravolgere. Bisogna trovare profili che siano adatti. Ho una grande voglia e spero di poter soddisfare le esigenze del club”.

“Credo che il Foggia ha buttato qualche punto che aveva in mano”, ha proseguito, “a Cesena vinceva 3-1, con la Cremonese 2-0, e poteva quindi avere qualche punto in più, questo al di là che la squadra possa o meno piacere. La famiglia Sannella è ambiziosa, ha voglia di far bene, ma facendo i passi giusti e non più lunghi della gamba. Si vuole arrivare all’obiettivo per gradi. Mi è stato chiesto se avessi dei collaboratori e ne ho, però mi sono ripromesso all’inizio di essere qua solo io per capire. È chiaro che ho chiesto qualche sforzo per migliorarci, seppure qui ci sia una struttura già importante. Io spero di far fare quel passettino in più. Studieremo una struttura che per gradi magari faccia maggior «scouting».

Su eventuali collaborazioni con grandi club posso dire che non ha senso per noi fare una valorizzazione dei giovani fine a se stessa, ci deve essere qualche cosa che possa aiutare noi. Peraltro se i giovani sono bravi, se è gente forte con personalità e non tutta da formare, non c’è motivo per cui non possa venire. Conta però anche la piazza, l’ambiente, per cui ci vuole un giusto mix con ragazzi maturi. Non ho ancora avuto la possibilità di parlare con Di Toro (Responsabile del settore giovanile nda), ciò avverrà nei prossimi giorni, ma la Primavera è un patrimonio della società e io cercherò e vorrò essere di aiuti al settore giovanile, anche per migliorarlo”.

Ciò che interessa maggiormente i tifosi è il mercato. Su questo ecco la posizione di Nember: “Ho le idee chiare su dove intervenire con l’aiuto del tecnico. Ci vogliono comunque giocatori motivati, che vengono per dare una mano al Foggia. A parlare di ruoli o reparti sarei poco professionale rispetto ai calciatori che ci sono già. Ci sono deficit che magari per come la penso io sono evidenti. Ci sono situazioni palesi, aggiustate le quali si può fare il salto di qualità. Si parla della difesa ma non è che perché prendiamo gol c’è solo la difesa da cambiare. Con Stroppa ho già parlato, vivo quotidianamente qui e soprattutto ora ci confrontiamo giornalmente anche per qualche ora. In questo momento, infatti, c’è necessità di dare un supporto all’allenatore. Nel complesso, sulla squadra posso dire che la rosa è positiva, una rosa che ha stravinto la Lega Pro e che ha subito qualche aggiunta. Valuteremo e faremo degli innesti per migliorare”.

Nember poi è entrato in alcuni casi particolari: “Da regolamento Sanchez può essere reinserito in lista in quanto portiere, si può sostituire un portiere con un altro portiere. Poi si può toglierlo di nuovo dalla lista. Su Sarno, se non rientra nei piani tecnici e della società gli troveremo una sistemazione; per ciò che concerne il rinnovo di Vacca vedremo nei prossimi giorni”.

Un commento, il nuovo DS lo ha riservato anche al campionato di «B» e al suo periodo a Verona: “La serie B di quest’anno ha una media punti inferiore a quella degli anni scorsi. È un torneo difficile e lungo e quindi occorre avere tutte le componenti per sopportare questa lunghezza, soprattutto a livello numerico. Se si avesse capacità di individuare qualcosa di giusto si può fare un salto. Per quanto attiene al Chievo, sono riconoscente al presidente Campedelli, da Verona mi porto quell’esperienza. Certo Chievo e Foggia sono squadre diverse, con tifosi diversi, Foggia è più calda. Non farò l’errore di pensare che venendo dalla serie A qui sarà più facile”. Che esperienza sarà quella in Capitanata? “Mai avrei pensato di venire a Foggia, sono arrivato per ascoltare e parlare e non me ne sono più andato. Ho firmato perché so che questa piazza può rappresentare molto per me: salvarsi al Chievo non è semplice ma vincere è ancora più difficile. Posso dire che sono carico a mille”.

L’interpretazione del suo ruolo è un altro argomento trattato: “Oggi il DS deve essere più manager, perché ci sono situazioni più complicate di 30 anni fa, quando il DS faceva solo il mercato. Le attenzioni e le competenze infatti si spostano anche verso altre cose. Da parte mia, vivo la squadra dalla mattina alla sera, vado anche in panchina con loro, cerco di essere una risorsa per l’allenatore e per i giocatori sarò sempre una presenza costante”.

Giocatori che dovranno affrontare una partita difficilissima in una condizione sfavorevole per il numero di indisponibili previsti: “Con il Bari si giocherà in undici, anche loro saranno in undici. Speriamo di fare una prestaazione importante”. E di vincere. Questa però non è una frase di Nember ma del patron Sannella seduto accanto a lui: “Dobbiamo andare a vincere”, gli scappa. Con un sorriso sulle labbra e una speranza nel cuore…

Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".

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