Foggia calcio, la grinta di Agnelli: “Siamo una squadra viva, presente, al di là di voci e situazioni”

Foggia calcio, la grinta di Agnelli: “Siamo una squadra viva, presente, al di là di voci e situazioni”


Il momento è delicato e non poteva che essere il capitano Agnelli ad intervenire in sala stampa per rispondere alle domande dei cronisti. Si comincia proprio dalla situazione attuale: “In questo momento non è facile trovare le parole per trasmettere ciò che si ha dentro”, ha esordito Cristian, “dall’altra parte c’è gente che aspetta che gli si dica come si risolve la situazione, ma io conosco solo la parola «lavorare». Per ciò che concerne le questioni societarie, noi – e parlo come capitano quindi in rappresentanza della squadra – dobbiamo starne fuori, anche se ci sono stati fatti dei chiarimenti e giustificate le scelte”.

E ha proseguito: “Una cosa, però, posso dirla con certezza: noi siamo una squadra viva, presente al di là delle voci e delle situazioni, qui c’è gente che non dorme, che «vive» allo stadio per fare meglio. Chiaro che c’è sempre da migliorare: il dato sui gol subiti, ad esempio, è un dato negativo da eliminare al più presto. Occorre lavorare e credere in ciò che si sta facendo. Ma intendo dal martedì, perché la domenica alla fine è per la gente. Il nostro lo facciamo dal martedì al sabato”.

Il capitano è mancato alla squadra, a quando il suo rientro? “Sono in buona condizione, atleticamente ho lavorato tanto, ora però manca lo step più difficile per il tipo di infortunio che ho avuto, ovvero il lavoro con la palla. Il mio è stato un infortunio particolare, c’è chi lo risolve in 60 gg, chi in 50, io sto al 35° e ho recuperato almeno per lavorare con la squadra. Il dolore va via giorno per giorno, sono io che ora devo stringere un po’ i denti: oggi non ho sentito molto dolore per cui è stato un giorno molto importante”.

Vista la sua esperienza di Foggia, il «4» di Stroppa ha tracciato un parallelo con altri momenti: “Questo è un momento come altri che abbiamo vissuto in passato, è sicuramente delicato ma lo dobbiamo prendere per quello che è. Ne abbiamo passati tanti e la cosa più facile è quella di mandare tutto all’aria. Ma io credo che faccia parte di un percorso nostro, il campionato è equilibrato e non puoi gestire mai le partite. Dobbiamo forse spingere sino alla fine, perché la partita non è mai finita. Fa parte del percorso che questo gruppo deve fare. Bisogna pensare a ciò che di buono è stato fatto, senza poi contare che il mister ha spesso lavorato in inferiorità come uomini, quando uno usciva dall’infermeria entrava un altro. Avere un numero ampio di giocatori durante la settimana porta importanti vantaggi”.

Il clima in squadra, ha sottolineato Agnelli, “(…) non è certo sereno, la partita ci ha penalizzato, poi i movimenti societari, ci giochiamo tanto domenica ad Ascoli, ma lo stesso vale anche per loro che pure stanno attraversando un momento difficile. La spunterà chi avrà i nervi saldi. Comunque lo ribadisco: bisogna lavorare, lavorare, lavorare!” Capitolo tifosi: “Noi non vogliamo bonus rispetto alla passata stagione, vogliamo gente che ci sostiene, certo alcune partite non sono state qualcosa di glorioso, la gente vive gli umori. Alcuni partite sono state sconfortanti ma occorre guardare il lato positivo, di buono c’è tanto. Noi da dentro non possiamo permetterci di non farlo”.

Sul presunto diverbio Mazzeo-Chiricò, il capitano ha detto: “Se vedete gli allenamenti è pieno di diverbi, noi viviamo di più le emozioni, è chiaro che subire due gol prima dell’intervallo come successo sabato in quel modo porta nervosismo. Ma nel secondo tempo non si è vista una squadra spenta”. Una battuta la bandiera rossonera la dedica anche all’ex DS Di Bari, che l’ha riportato a Foggia nell’anno della serie D: “Come me è stato criticato tanto ma le critiche arrivano verso chi da cui ti aspetti molto. Perdiamo una figura importante, soprattutto io: dispiace, ma occorre andare avanti. Ci sono stati incontri con la società e noi siamo più determinati di prima”.

La conferenza si è chiusa con ancora un riferimento ai gol subiti: “È un dato oggettivo, ed è forse l’unico dato stonato, la maggior parte delle partite infatti sono state fatte bene. Sarà la categoria o gli infortuni. Ma è una questione di squadra, tanti gol li prendiamo a difesa schierata – quanto vorrei prendere gol in contropiede! – Non so se è per la paura inconscia di gestire si fa un passo indietro invece che in avanti. Sabato ho avuto proprio questa impressione, ovvero che sia stato fatto un passo indietro”. Lavoriamo sì ma dobbiamo anche migliorare; da domenica dobbiamo capire che non si deve prendere gol. Noi un gol lo possiamo fare, e anche se non lo facciamo finisce 0-0. Ci vuole un pizzico di fortuna, ma ci vuole anche più cattiveria, non solo in difesa ma anche a centrocampo e in attacco. Ricordo che con il Perugia abbiamo preso 5/6 cartellini e non è un caso che abbiamo poi vinto”.



Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".

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