Foggia Calcio a Bari, per un derby mai giocato dal foggiano Galano e dove si suona il «reggae» in salsa orange

Foggia Calcio a Bari, per un derby mai giocato dal foggiano Galano e dove si suona il «reggae» in salsa orange


Pulsazioni a mille, esplosione cardiaca di pensieri che volano verso Bari. Dove ci sarà il derby. Che però non è solo un campionario di ansie, ma è soprattutto una partita. “Tosta, tostissima”, come ha detto il guerriero Coletti martedì. Dopo tre trasferte contro formazioni che lottano per non retrocedere (Cesena, Pro Vercelli e Ascoli), infatti, arriva il confronto contro la 1ª della classe.

Il Bari ha incamerato 26 punti in 15 partite ed ha un bilancio di 8 vittorie, 2 pari e 5 sconfitte. Score che diventa ancora più contundente se si considera che 7 degli 8 successi messi a referto sinora sono stati conquistati al San Nicola, lì dove l’undici di Grosso, l’eroe di Germania 2006, ha ottenuto i tre punti contro Cesena, Cremonese, Ternana, Avellino, Cittadella, Ascoli e Pescara (in cinque di queste gare i galletti non hanno incassato reti), perdendo solo contro il Venezia di Inzaghi. I biancorossi non erano in vetta alla graduatoria dalla stagione 2008/09, quella della promozione in «A» con Antonio Conte, e non erano primi alla 15ª giornata addirittura dal 1942.

Improta e soci hanno il 2° miglior attacco del torneo con 28 reti all’attivo e sono andati a bersaglio con ben 11 elementi, gli ultimi due, Petriccione e Anderson, in gol a Novara, dove i galletti hanno ritrovato la vittoria esterna dopo nove mesi (non incameravano l’intera posta dal 24 febbraio, 4-3 a Benevento) e dove Grosso ha schierato i suoi così:

Micai
Fiamozzi
Gyomber
Tonucci
Anderson
Petriccione
Basta
Tello
Improta
Cissé
Galano

Un 4-3-3 mortifero nelle ripartenze soprattutto grazie alla spinta propulsiva di un reggae boy dal passaporto orange: Djavan Anderson. Pupillo di Wim Jonk nelle giovanili dell’Ajax dove ha indossato anche la fascia di capitano dell’U19, il classe ’95 di passaporto olandese ma origini caraibiche è un po’ il talismano di Grosso: con lui in campo, infatti, i biancorossi hanno centrato tre vittorie e un pareggio. Svezzato a livello pro dall’AZ Alkmaar con la benedizione di Van Basten e passato per due stagioni al Cambuur, Djavan ha vinto l’Europeo U17 con l’Olanda superando in finale la Germania di Meier e Goretzka; su di lui hanno messo gli occhi l’Inter, che lo ha osservato sabato al Piola, e Jorge Mendes, il potentissimo agente di CR7, che lo vorrebbe nella sua «scuderia», la Gestifute.

Per lui (amante del mare, della Puglia – visitata in estate – e del centro di Bari dove vive) si è scomodato un paragone ardito, quello con Cafu, il pendolino primatista di presenze con il Brasile, uno che per anni è stato il miglior laterale destro al mondo. Da laterale destro era arrivato in Italia, a gennaio 2015, anche Andrés Felipe Tello Muñoz, 22enne di Medellín, la patria di un altro Andrés, Escobar, ucciso per un autogol ai Mondiali del 1994.

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Tello, in prestito dalla Juventus, ha giocato la passata stagione con la maglia dell’Empoli

Il colombiano è stato portato in Italia dalla Juve che lo ha prelevato per 1.4 milioni di euro dall’Envigado, una piccola miniera che ha “sgrezzato” diamanti come Guarín, Quintero e James Rodríguez. Primo cafetero nella storia della Vecchia Signora, con cui ha giocato un’amichevole estiva a Dortmund a luglio 2015, ha ottenuto la promozione in serie A con il Cagliari, in un torneo in cui segnò due reti, una delle quali realizzata a Salerno con una semirovesciata fantastica, festeggiata con un ballo sotto la curva dei tifosi granata che suscitò le ire dei giocatori di casa e per il quale fu espulso.

Il ragazzo che la Fifa inserì tra i prospetti più interessanti del Mondiale U20 del 2015 e che “tifa” Xavi e Iniesta è il 2° miglior assist man del torneo di B con 5 passaggi gol (davanti a lui solo Ciano del Frosinone con 6), due dei quali confezionati a Novara, confronto nel quale è invece rimasto a secco il bomber stagionale del Bari, quel Galano che i rossoneri hanno corteggiato a lungo in estate.

galano1
Per Cristian Galano anche una convocazione nella Under 21 con Ciro Ferrara a gennaio 2011

Nove gol in 756’ per lui, un centro ogni 84’, una media pazzesca per Cristian, cresciuto nelle giovanili biancorosse e fatto esordire in «B» da Conte contro la Salernitana il 25 maggio 2009. Per il “Robben di Puglia”, dopo la rete al debutto contro il Cesena il 28 agosto e l’infortunio nella stessa partita che lo ha tenuto fuori sino al 30 settembre, sono arrivati 8 gol in meno di un mese tra l’8 ottobre (2-1 con l’Avellino) e il 4 novembre (2-2 a Salerno). Di lui si ricorda una vicenda curiosa: a gennaio 2014, la società che gestiva gli steward al San Nicola pignorò il suo cartellino in ragione di un credito vantato con il Bari.

Foggiano doc, non disputò il derby agostano di Coppa Italia del 2015 perché, come poi raccontò, “(…) ero sul mercato e c’erano dei patti per non compromettere eventuali trattative”. Una situazione che creò tensione con la tifoseria biancorossa e lo convinse a lasciare la Puglia per Vicenza. Tornato a gennaio scorso, domenica si troverà dunque di fronte la squadra della sua città per la 1ª volta in un derby dagli alti contenuti adrenalinici. Quelli che in questa sede non abbiamo trattato ma che rappresentano la chiave di Bari-Foggia, perché chi saprà gestirli meglio – forse – porterà a casa i tre punti. E con essi la gloria…



Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".

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