Foggia calcio, ascolta Stroppa: “Questa volta l’obiettivo primario è non prendere gol”

Foggia calcio, ascolta Stroppa: “Questa volta l’obiettivo primario è non prendere gol”


È iniziata l’operazione Pro Vercelli per il Foggia e alla vigilia della partenza, Stroppa è intervenuto in sala stampa per rispondere alle domande dei cronisti. “Sono convinto anche dopo tre giorni che la causa principale della prestazione con il Parma siano state le scorie del confronto di Cesena”, ha esordito il mister rossonero, “perché la squadra si allena bene e lo fa tutti i giorni. Io avrei voluto rigiocare subito e ancora di più la squadra per mettersi alle spalle la partita. Non ricordo con me una prestazione casalinga in questo modo ed è quindi una prestazione da riscattare. La condizione è buona, anche fisicamente la formazione è in linea.

Nell’ultimo mese siamo stati contati, non abbiamo potuto fare cambi, non è facile scegliere senza sei o sette indisponibili. Comunque quelli che hanno giocato hanno fatto bene, faremo di necessità virtù. Io penso alla mia squadra e dico: dobbiamo cercare di uscire da Vercelli senza prendere gol. Questa volta, l’obiettivo primario è non prendere gol. Abbiamo poi le qualità per segnare in ogni momento e per portare a casa il risultato pieno. Mi aspetto una reazione, anche se la mia delusione dopo il Parma non è stata pari a quella dopo Cesena perché una partita come quella non è possibile non portarla a casa. Con la Pro ci deve essere una reazione e tornare ad essere quelli che eravamo stati prima, ovvero dobbiamo tornare a essere protagonisti”.

Ancora tre gol al passivo, ancora un gol subito da calcio fermo: “Abbiamo lavorato molto sulle palle ferme, ma è una questione di atteggiamento, di determinazione e di applicazione. Sul gol del Parma la linea è scattata bene, al tempo giusto ma in maniera passiva, non bisognava permettere loro di andare a colpire. La partita per come poi è andata – però – è sembrata segnata. Sapevamo come loro potevano affrontarci, sono stati agevolati dall’essere andati in vantaggio. Ma c’erano comunque le possibilità per giocare al di là di quella che è stata la strategia dell’avversario.

Abbiamo gestito male la palla, eravamo lenti, prevedibili. Ci siamo fatti trascinare nella giocata dall’atmosfera che dopo lo svantaggio vedeva qualche mugugno e in quel momento era negativa. Quando accade questo non devi forzare la giocate, devi lavorare sulle tue conoscenze, devi avere la pazienza di riprovare la giocata rifacendo muovere gli avversari. Altre volte lo avevamo fatto, martedì no”.

Uno sguardo ai convocati (“Recuperiamo Agazzi, ha fatto un paio di allenamenti con noi dopo il programma differenziato ed è disponibile a tutti gli effetti come Nicastro. Rubin si sta curando per il problema al ginocchio e alla schiena e non partirà con noi) e il discorso poi è scivolato sulla Pro Vercelli: “Hanno un tecnico che stimo, e non sono parole di circostanza, per come fa giocare la squadra: la Pro Vercelli non merita il posto che occupa in classifica. È una formazione che sa giocare, che sa quello che vuole, noi cercheremo di adattarci, sapendo delle loro qualità. Però noi dobbiamo portare in campo le nostre conoscenze, avendo una reazione con la giusta cattiveria”.

Una battuta Stroppa l’ha riservata anche alla classifica: “Non voglio adattarmi a questa classifica. Sono abituato a provare a vincere o a non perdere. Se devo vedere solo il percorso del gioco dovremmo dire che Stroppa è uno dei tecnici migliori, che i miei giocatori sono sulla bocca di tutti. E invece so che io per primo ho dei limiti e ci teniamo questa classifica. Da una parte c’è il gioco che va bene, dall’altra ci sono cose che poi non lo hanno confermato nei risultati. Dobbiamo lavorare di più. Del resto conta l’atteggiamento, l’attenzione e la cattiveria. A volte tutto il gran lavoro fatto viene vanificato. Si giocherà contro l’ultima, ma era stato così anche con il Cesena, anche se le due partite arrivano in momenti differenti: lì c’era un alone positivo, ora è negativo perché veniamo da una prestazione scialba. La squadra deve portare in campo il carattere che l’ha sempre contraddistinta”.

Chiosa finale per i tifosi: “Non bastano le parole per descrivere quello che sta succedendo con i tifosi. Siamo ancora di più delusi per loro, lo avevo detto dopo Cesena che l’amarezza era tripla, quadrupla visti i 4.000 mila che c’erano, si giocava in casa, in un clima da serie A. Con il Parma dal 1° al 95° ci hanno incitati e a Vercelli saranno ancora tanti. Dal 1° al 90° sono sempre con noi, quello che succede dopo ci sta”.



Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".

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