Il Foggia Calcio sfida un Brescia “rock” come il suo presidente, in cui l’Airone continua a volare maestoso

Il Foggia Calcio sfida un Brescia “rock” come il suo presidente, in cui l’Airone continua a volare maestoso


Il frenetico cammino della serie B non conosce soste. Nemmeno il tempo di gustare il dolce sapore del ritorno alla vittoria del Foggia che l’attenzione si focalizza sulla prossima tappa del viaggio in un torneo fascinoso e complicato. Si va a Brescia, a un tiro di schioppo da casa RDZ, un po’ di più da quella di Stroppa, il mister della revolución.

Si va a Brescia, un tempo residenza di Corioni, Mazzone e Baggio, da agosto nuovo harem di uno dei “sultani” più rock del calcio italiano: Massimo Cellino. Imprenditore per passione, chitarrista per vocazione. Tre anni lontani dall’Italia erano troppi e così il secondogenito del piemontese Ercole, un “maestro” del dinamismo agricolo isolano, ha mollato il Leeds (cedendo a febbraio il suo 75% di quote ad Andrea Radrizzani) ed è tornato nello Stivale. Non in sella al Genoa (come gli spifferi di mercato sostenevano), ma sulle ali delle Rondinelle, alle prese nell’ultimo decennio con crisi finanziarie plurime.

cellino 1
Il rock è la passione di Massimo Cellino che ha anche fondato un gruppo amatoriale: i Maurilios

È approdato a Mompiano scucendo 6.5 milioni di euro (più tre in caso di promozione già quest’anno!) ed ha immediatamente esposto il suo manifesto programmatico: “Firmo subito per la salvezza, in questa stagione. Ma dalla prossima non più”, una frase pronunciata appena dopo la chiusura del mercato trasferimenti.

L’alter ego sardo di Maurizio Zamparini (in 20 anni di Cagliari – società che acquisì dai fratelli Orrù nel 1992 portandola sino al 6° posto in serie A e alla semifinale di Coppa Uefa ‘93/94 – ha alternato 27 allenatori per 36 cambi di conduzione tecnica) si è insediato a Brescia nella prima decade di agosto e in meno di tre settimane (“La sessione di mercato più difficile di sempre”, l’ha definita il patron che vive a Miami) ha portato in terra lombarda 13 giocatori, fallendo appena il colpo Matri (da lui lanciato al Cagliari) che non è voluto scendere in «B» malgrado ci fosse già l’accordo con il Sassuolo per un milione di euro.

La mossa più astuta è stata la conferma del figlio d’arte Dimitri Bisoli, l’affare da copertina l’arrivo a Mompiano di Daniele Gastaldello dal Bologna con un ingaggio di 500mila euro a stagione. L’ex Samp (un Viareggio con la Juve Primavera di Gasperini nel 2003, 308 presenze in «A», esordio in nazionale con Prandelli nel 2011) è il “(…) punto di riferimento dei compagni” (questa la mission affidatagli proprio da Cellino) ed è il cardine di una difesa che il tecnico Boscaglia (confermato malgrado le campane già suonavano a lutto dopo l’avvento del “terribile” Massimo) ha impostato a tre.

Accanto a lui, Meccariello (altra new entry) e Somma, o almeno così è stato a Terni, in un match sospeso al 20° per la pioggia torrenziale che ha colpito il Liberati (si riprenderà martedì 3 ottobre alle ore 20,30) e nel quale il Brescia era entrato in campo così:

Minelli
Somma
Gastaldello
Meccariello
Furlan
Machin
Ndoj
Bisoli
Cancellotti
Rinaldi
Caracciolo

Sulla destra del 3-5-2 ha agito Cancellotti, noto alle nostre latitudini per i suoi anni nella Juve Stabia, mentre il centrocampo – oltre al già citato Bisoli – si avvale del talento e della gioventù del duo Machin-Ndoj, compagni di squadra nella Roma Primavera che trionfò nel campionato 2015/16. Due ragazzi terribili, due elementi chiamati a innescare (assieme all’ex Bari Furlan) il prototipo dell’attaccante di serie B, il bomber della storia del Brescia. In due parole: Andrea Caracciolo.

caracciolo
Per andare al Brescia, nel 2008 Andrea Caracciolo rifiutò un trasferimento ai Glasgow Rangers

Per tutti, l’Airone! Alla “veneranda” età di 36 anni (compiuti lunedì scorso 18 settembre), Andrea è un’istituzione a Mompiano. Il profumo dei suoi 167 gol con le Rondinelle (di cui 161 in campionato) aleggia sempre allo stadio Rigamonti. Nel passato torneo dichiarò: “Voglio giocare altri 6/7 anni”, tanta è la voglia di continuare di Andrea, da sempre tifoso del Milan, formazione con cui cominciò a giocare nel ruolo di difensore centrale all’età di 8 anni.

Quinto cannoniere di sempre nella cadetteria con 119 reti, Caracciolo (due presenze in Nazionale con Lippi e Donadoni) rifiutò nel 2011 la Dynamo Kiev e 2.2 milioni di euro a stagione (la cosa fece infuriare l’allora presidente Corioni che dalla sua cessione avrebbe incassato più di 8 milioni) per restare vicino alla moglie in attesa di due gemelli e sei anni dopo è ancora sulla breccia, avendo contribuito pesantemente alla salvezza del campionato 2016/17 con 14 centri, compreso quello nello “spareggio” casalingo con il Trapani.

La difesa del Foggia dovrà dargli un’occhiata speciale domani, così come abbiamo fatto noi di “Attenti a quei due” e di Foggiasport24.com, a cui le “saghe” come quella dell’Airone bresciano piacciono davvero tanto!

Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".

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