Foggia Calcio: dopo lo choc di Avellino, c’è il Palermo del «10» Igor, in…Coronado nuovo re del Barbera

Foggia Calcio: dopo lo choc di Avellino, c’è il Palermo del «10» Igor, in…Coronado nuovo re del Barbera


La ferita è ancora sanguinante. Il rumore della tempesta che aleggia. E un avversario, il Palermo, che incute profondo rispetto. Avellino, la pagina nera. Un capitolo da chiudere in fretta. Anche perché il calendario non tollera recriminazioni. Anzi, si è divertito a spalancare le porte dello Zaccheria alla corazzata isolana, una delle potenze della cadetteria 2017/18.

Il club ha un solo nome e cognome: Maurizio Zamparini. Da 15 anni, il “bello” e il “brutto” del Palermo, da quando, era il 21 luglio 2002, rilevò il pacchetto azionario da Franco Sensi, uno transitato per affari anche in Capitanata. In primavera pareva che la sua avventura siciliana fosse arrivata al capolinea, poi il ribaltone (per molti ampiamente previsto) e l’addio alla “Iena” Baccaglini, con il patron di nuovo in sella a gestire il flop di una retrocessione purulenta.

Si è ripartiti da zero, dal DS Lupo ma soprattutto da un signore paffuto e dall’occhio sveglio: Bruno Tedino. Un trevigiano alla prima esperienza nel Sud più rubicondo, in una città e con una tifoseria che spasima calcio, che ama i suoi colori e che si sente stanca, addirittura spossata dalle trovate – a volte estemporanee – del suo vulcanico condottiero.

tedino
L’esordio come tecnico professionistico di Tedino fu con il Sandonà in C2 nel ’97/98

Tedino arriva dalla gavetta. Quella più nobile, animata dalla ferocia di uno che ha appeso le scarpette al chiodo a soli 22 anni per infortunio e che nella sua carriera si è guadagnato tutto con il sudore della fronte. Un modus operandi che ha “eccitato” anche l’esegeta di Fusignano, Arrigo Sacchi, il quale proprio per questa sua dedizione al lavoro lo ha portato in Federazione nel 2013 (su segnalazione di Viscidi) per farlo diventare uno dei tecnici di U16 e U17.

Dopo quell’esperienza (nella quale ebbe la possibilità di allenare tra gli altri Gigio Donnarumma), ecco il Pordenone, appena retrocesso in serie D ma ripescato ad agosto 2015 e protagonista con il mister della Marca di due campionati di Lega Pro strepitosi: un 2° e un 3° posto, con conseguenti partecipazioni ai playoff (ko in semifinale sia con il Pisa nel 2015/16, stagione in cui i nerazzurri superarono poi il Foggia in finale, sia con il Parma nel 2016/17, sconfitta arrivata peraltro solo ai rigori in una partita secca a Firenze).

Per il tecnico che ha definito “il recupero della palla in 3/4 secondi introdotto da Guardiola” la cosa migliore negli ultimi 15 anni di calcio, l’avventura di Palermo sarà la sliding door nella sua vicenda panchinara. Riportare i rosanero in «A» rappresenterebbe il premio più giusto per l’impegno dell’uomo e del professionista. Per centrare l’obiettivo – però – Tedino dovrà addestrare i suoi a evitare errori come quelli costati due punti contro l’Empoli (da 2-0 a 2-2, da 3-2 a 3-3 con un rigore al passivo in pieno recupero), in un match in cui ha schierato la squadra così:

Posavec
Bellusci
Struna
Cionek
Aleesami
Chochev
Jajalo
Gnahoré
Rispoli
Coronado
Nestorovski

Protagonisti assoluti del confronto sono stati il brasiliano naturalizzato polacco Thiago Rangel Cionek (al 1° gol con la maglia del Palermo), il francese Eddy Gnahoré (uno che nelle giovanili transalpine condivideva la mediana con Pogba e Kondogbia) e soprattutto il nuovo xodó del Barbera, l’ex Trapani Igor Coronado.

gnahorè
Gnahoré è arrivato dal Napoli per 1.5 milioni di euro ed ha firmato un contratto quadriennale

Brasiliano di Londrina (Stato di Paraná), si trasferì a… Londra per il lavoro del papà (che era stato giocatore a livello amatoriale) ad appena 12 anni, venendo poi reclutato nel 2007 da un club della capitale, il Milton Keynes Dons, nelle cui giovanili rimase 4 anni, prima di approdare nella squadra professionistica diretta all’epoca dall’ex interista ed ex capitano dello United Paul Ince.

Il suo idolo è Ronaldinho e nel Palermo ha preso la «10» di Miccoli, idolo della Favorita, a cui Igor si è ispirato quando sabato scorso ha tirato fuori dal cilindro uno di quei colpi che tanto piacevano al Romário del Salento. Una rete fantastica (come la prestazione da 8 in pagella!) che ha celebrato il talento di un ragazzo esploso a Malta nel Floriana (è stato il miglior straniero del campionato, risultando 34 volte il migliore in campo in 67 presenze con la compagine maltese) e consacratosi nel biennio 2015/17 a Trapani dove lo reclutò l’allora DS Faggiano.

Sarà lui (senza dimenticare il bomber Nestorovski) il pericolo numero uno per il Foggia, che però – dal canto suo – non potrà fallire ancora: all’orizzonte ci sono lampi e tuoni. In caso di un’altra sconfitta, infatti, non basterebbe l’ombrello delle “scuse” per ripararsi dalla tempesta!

Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".

Potrebbero interessarti