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Il Foggia Calcio chiude a Cosenza, a casa di Tony, croce e… Letizia dei tifosi rossoneri

Il Foggia Calcio chiude a Cosenza, a casa di Tony, croce e… Letizia dei tifosi rossoneri


E se ne va, il campionato se ne va. Oramai contagiati dal virus dei cori che hanno accompagnato la promozione in serie B del Foggia dopo 19 anni, anche noi mutuiamo il gergo curvaiolo per salutare un torneo che domenica prossima celebrerà la 38ª e ultima giornata della regular season. Per il satanello non saranno i titoli di coda della stagione che riserverà ancora i due incontri di Supercoppa, ma certo “this is the end”, “questa è la fine”, o meglio sarà la fine della più emozionante cavalcata della storia rossonera recente.

Il seguito varrà solo per un trofeo (comunque prestigioso!) e per incapricciare gli ormoni di Peppino Baldassarre. Che seguirà con rilassatezza l’ultima in Lega Pro dei satanelli, a Cosenza, dove hanno vinto una sola volta (3-1 nel ‘63/64) e dove ad attenderli ci sarà una squadra che ha già staccato il biglietto per i playoff e che dovrà solo difendere il 6° posto (al 5° non potrebbe arrivare perché il Siracusa ha tre punti in più e gli scontri diretti a favore) dall’assalto della Virtus Francavilla (stessi punti dei calabresi, 54, perfetta parità negli scontri diretti, ma differenza reti sfavorevole, +1 contro il +11 dei rossoblù). Annotiamo solo per curiosità che se le posizioni finali fossero quelle attuali, il Cosenza giocherebbe in casa con la Casertana nella 1ª fase dei playoff.

I rossoblù hanno centrato l’obiettivo dopo un torneo che ha visto la guida tecnica passare da Roselli a De Angelis (il suo vice): il 1° ha diretto la compagine silana per 20 turni con una media di 1.50 punti a partita; il 2° è stato in panchina per le successive 17 esibizioni con una media di 1.41 punti a match. Media sporcata dalla sconfitta di Messina dell’ultimo weekend, nella quale il tecnico romano ha sperimentato (con risultati pessimi) la difesa a tre schierando questa formazione:

Perina
Pinna
Tedeschi
Blondett
D'Orazio
Calamai
Capece
D'Anna
Cavallaro
Mendicino
Statella

Era in panchina ma è entrato nel 2° tempo colui che a Foggia è transitato per sei mesi popolando i sonni della torcida rossonera più di incubi che di sogni. Parliamo – ovviamente – di Letizia, all’anagrafe Tony (e non Antonio), esterno napoletano che De Zerbi aveva voluto in estate per rimpolpare la sua batteria di attaccanti e che si era preso la maglia n° 9, indossata sino a giugno da Pietro Iemmello. Di Tony a Foggia si ricordano il gol al Verona in Coppa Italia, quello con il Taranto in campionato e una disponibilità per le foto enorme (forse anche eccessiva rispetto alla richiesta!) durante l’inaugurazione del Foggia Store alla Mongolfiera.

Letizia
Un’eredità pesante per Letizia quella della maglia numero 9 del Foggia

Ma i flash sulle apparizioni di Letizia in maglia Foggia rimandano soprattutto ai rigori falliti prima a Pagani sull’1-1 (errore che costò la vittoria) e poi contro il Matera in Coppa Italia di Lega Pro (sbaglio che contribuì all’eliminazione dalla competizione). A Cosenza, Tony ha segnato sinora due reti in 14 presenze, la più importante (celebrata con un capriola) a Catania nel 2-0 esterno del Massimino. L’ex Matera è arrivato in Calabria nel mercato di gennaio (a giugno tornerà al Foggia, obbligato al riscatto dalla Reggiana dopo la promozione in «B»), assieme a un altro attaccante, di lignaggio (non ce ne voglia il simpatico Tony) superiore: Ettore Mendicino, ventisei anni ma già alle spalle esperienze variegate da Nord a Sud, lui nato a Milano ma cresciuto a Fiumicino, litorale laziale che ospita l’aereoporto internazionale di Roma.

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Con la Salernitana Mendicino ha ottenuto una promozione dalla Lega Pro alla serie B

Cresciuto nelle giovanili della Lazio, ha esordito in serie A con i biancocelesti l’8 febbraio 2009 a Firenze, lanciato da Delio Rossi (con cui quell’anno vinse anche la Coppa Italia) al posto di Ledesma. Nel suo curriculum, un gol annullato ad Anfield Road in un’amichevole tra Liverpool e Lazio, le frequentazioni con l’U21 di Casiraghi e anche una rete realizzata al Foggia con la casacca della Salernitana, il 20/2/2015, nell’anticipo del venerdì terminato poi 2-2, in un campionato che alla fine lo vide trionfare con i granata.

Mendicino (che ha lasciato Siena dove era capitano) ha sinora gonfiato la rete 5 volte, l’ultima proprio a Messina, ed ha potuto giocare con maggior continuità anche per l’infortunio di Baclet, che assieme a Statella, è il bomber dei rossoblù con 11 centri. Sono dunque Letizia e Mendicino gli ultimi obiettivi di “Attenti a quei due” per questo campionato. Un campionato che se ne va. Come la sua capolista. Che se n’è andata già da un pezzo, da quando un nugolo di semplici giocatori si è trasformato in una truppa di eroi osannati da una città intera!



Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".

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