Header ad
160×600 empty

“4 amici al bar”, le pagelle ironiche di una squadra… fortissimi!

“4 amici al bar”, le pagelle ironiche di una squadra… fortissimi!


“Eravamo 4 amici al bar che volevano cambiare il mondo”, cantava Gino Paoli… Eravamo quattro pure noi ma poi la tribuna si è affollata e siamo diventati tanti. Noi però non volevamo cambiare il mondo ma solo divertirci. Nella più pura libertà di spirito, sostenuti da un’ironia che mai è mancata e che tanto giova a un mondo serioso come quelle del calcio. E allora – a conclusione della 3ª stagione di “4 amici al bar” – abbiamo voluto prenderci in giro. Ancora un po’, tanto per non perdere le buone abitudini. Eccoci quindi a stilare le pagelle della nostra “squadra… fortissimi”, con l’unica avvertenza che… “a chi tocca nun se ‘ngrugna”. Per la traduzione, please, chiedere all’ingegner Ruggiero Alborea!

In porta, con il numero 1, Sara Fischetti. La nostra regista, dal look sempre sobrio per non risvegliare gli ormoni della truppa, appena assopiti nel sonno mattutino. Ha gestito in maniera mirabile le telecamere votate al martirio a causa della schizofrenica sovrapposizione di voci. È andata in pausa ai primi caldi di primavera, sarebbe stato troppo faticoso sopportare l’abbigliamento monacale… Voto 10 a Sara e alla primavera, 5 all’abbigliamento monacale.

Con il numero 2… Mano. Che non gesticola solo ma parla pure, soprattutto con le ragazze di Caricone che vanno nel pallone al momento delle ordinazioni. Regina del pizzino, una domanda però sorge spontanea: “Ma dove li pesca tutti quegli “squinternati” che mandano i saluti?” E ancora: “Che calendario consulta, visto che non azzecca un santo del giorno?” Comunque, voto 10. E non per il pizzino, e tantomeno per i santi! Ubi Mano minor cessat

Numero 2 bis… la Roby. Se Mano non parla per professione, la Roby non parla e basta. È stata capace di contraddire il detto: “Donna al volante, pericolo costante”, forse perché da quando se n’è andato RDZ le sue “distrazioni” alla guida sono terminate. La ragazza del “Blog on the road”, un appuntamento di grande successo. Almeno sino a che non ha ospitato Vigilante e Pietrocola. Voto 10 per la Roby e la sua guida; 4 per Vigilante e Pietrocola; 6 di conforto per le sospensioni dell’auto messe a dura prova dal “giro pancia” dei due.

Fascia sinistra, maglia numero 3, Ruggiero Alborea. L’ingegnere. Di che, non ci è dato sapere. L’uomo che mangia il cornetto di nascosto sotto il banco come un bimbo alle elementari. Il traduttore dei detti foggiani. Pregiato nella cronaca, saluta in anticipo rispetto ai compagni di viaggio e siccome nessuno se lo fila si è inventato la gag del tifoso che passa lì per caso. Voto 10 per la cronaca, 5 per la gag.

L’appoggia piano. O scusate, quello è Rocco… maglia numero 4, Giovanni Vigilante. Il cerebro della battuta raffinata. Meno ecumenicamente… “il cazzaro” del gruppo. Ogni lunedì gli scappa una Sventagliata. E poi quando la scrive è già vecchia. Comunque, un eroe per il sottoscritto. Perché nel fondo del suo cuore rossonero c’è un pizzico di biancoceleste. Voto 10 per la sua lazialità, 5 per la braciola con pezzi di… Agnelli, Vacca e Di Toro!

4 Amici al bar
Occidentali’s Peppino

Meriterebbe la presentazione che lo speaker dell’Olimpico di Roma riserva al Pupone Totti. Con la maglia numero 5, il “bimbo de oro”, il Capitano, il maestro di tutti noi, Peppino Baldassarre. Colui che riuscì a paragonare il Foggia di Chiricò al Brasile di Garrincha. L’azzannatore di bomboloni, l’orgasmo dialettico dei gemelli del gol, un amore mai confessato per Sansone e Dinielli, ma soprattutto il più grande ballerino da fermo della storia del web. Voto 10 per il ballo e per l’appetito. Anche se, siamo sicuri, il bombolone non sarà d’accordo con noi. E forse nemmeno Gabbani…

Un «6» d’altri tempi come i capelli che furono, il trapiantato romano Gianpaolo Limardi. Che… na sobra sarei io. Una bischerata farsi la pagella da solo. Ma io eseguo ordini! Pertanto lo confesso… altro che detti in vernacolo: a me, la parlata foggiana proprio non “m’ingozza”! Voto 4 per non capire nulla di dialetti. E vogliamo accennare alla capacità di sintesi? Meglio di no. Voto 4 per la chiacchiera inarrestabile. Solo insufficienze? Ci mancherebbe: voto 10 all’amore per Di Piazza. Ah dimenticavo: voto 3 per la sincerità!

Con la maglia numero 7, Mario De Vivo. Lo Stroppologo, il vate del vate di Mulazzano. Colui che ogni sabato porta i cani al parco. Di Brescia… o zone limitrofe. Un affabulatore, il nostro “Buffa” come lo ha ribattezzato Vigilante. S’infratta con leggerezza per registrare il suo blog. Scova angoli di sterpaglie sconosciuti persino agli incendiari di Capitanata e secondo me si è pure perso. Ma mai lo confesserà… Voto 10 da chi voleva sapere chi era Giovannino, voto 4 da quei due che avevano fatto salasso alla Villa e che Mario ha fatto sgamare dai genitori.

Tutti in piedi per il mister, camiseta n° 8, Alessandro Sciarappa. L’unico in questa masnada d’infedeli a capire cosa significhi giocare un derby. E magari perderlo, evento che rientra nell’attuale fase lunare avversa ai suoi colori, visto che l’Antonio Spirito da lui allenato ha le tinte giallorosse, proprio come quelle della Roma, squadra a cui – in questo periodo – le stracittadine risultano indigeste. Voto 4 per le maglie dell’Antonio Spirito. Voto 10 per Alessandro, il più preparato e puntuale di tutti noi…

Qui c’è tutto il peso del suo prestigio. E mica solo di quello… Con il numero 9, il bomber della squadra: Michele Pietrocola. L’avvocato “juventino” senza l’orologio sul polsino: fa pure rima… Lui non le manda a dire. Mai! Non sopporta i “sola” in senso lato. Non solo quelli che danno fregature, ma pure quelli che toccano la palla con la parte inferiore dello scarpino. Come faceva un certo Zidane. Voto 10 a Zinedine e a Michele, 4 ai “sola” e agli “interrogatori di garanzia”. Che ci hanno sottratto l’avvocato per alcune puntate…

La maglia più ambita, il segno della classe: con il numero 10, Renato Martino. Per lungo tempo uccel di bosco, è tornato a irradiare di saggezza la nostra trasmissione con l’avvicinarsi della «B». Cosa dire di lui? Nulla: voto 10. Però una curiosità l’abbiamo: ma che ci va a fare così spesso il buon Renato nei dintorni di Barcellona, dove ha organizzato pure un Foggia fans club, intitolato alla memoria del “tiki taka” che fu? Voto 9 a Barcellona, 10 ai tifosi rossoneri nelle ramblas e 4 al “tiki taka” che fu…

Un’ala “ficcante” e non si faccia subito dell’ironia gratuita. Maglia n° 11 Rocco Soleti, al secolo Rocco S. L’espressione del purismo ultràs. Il castigatore dei vizi cittadini, il fedele compagno da tenere sempre a fianco, MAI DIETRO… La sua rubrica “top e flop (magari un giorno ce ne racconterà uno personale!)” è gettonata come il suo sguardo da paparino innamorato di suo figlio… Voto 10 a Rocco e al suo meraviglioso bambino!

Con la maglia numero 12, Don Luigi Nardella, il solo capace di calmare il cuore agitato di Peppino. È il padre spirituale della trasmissione. Un sacerdote dallo spessore umano enorme, che nel calcio però è divenuto seguace – e il motivo ci risulta sconosciuto – di Stefano Cuoghi, il tecnico dell’1-0 periodico. Beh, don Luigi: potevi sceglierti qualcosa di più “eccitante”. Voto 10 a Don Luigi, 5 a Cuoghi e all’«1-0».

E con il numero 13, 14, 15, 16… fino alla fine della lista da presentare all’arbitro, ecco Guido Cavaliere. L’ologramma di “4 amici al bar”. Colui che c’è pur non essendoci. A noi sono mancate le sue battute, all’avvocato le sue querele. Quelle che gli arrivano copiose ogni volta che parla. Con “Drive Night” sono assicurati divertimento e citazioni dal giudice. Proprio per questo lo amiamo: Guido, uno di noi. Voto 10 a “uno di noi”, 2 all’iscrizione al ruolo di ogni causa.

Infine il condottiero del Foggia (pardòn, mi sono un po’ Villanizzato!), volevo dire il conduttore (nonché ideatore) della trasmissione, l’allenatore di questa banda di pazzi. Per tutti: Domenico Carella. Il direttore. Tanto basta per dargli 10 con lode. Sempre e comunque. Arruffianamenti a parte, è l’anima (e non l’animella, chissà se a Foggia si mangia, da noi è una specialità!) di “4 amici al bar”, l’assemblatore oscuro di profili a volte bizzarri. Il guru di Totò (voto 10 al principe de Curtis) e Senna (voto 110 con bacio accademico ad Ayrton!), il survivor di una professione che non c’è più. Una professione oramai per highlander, un mestiere – forse – non più per signori. Voto 10 a Domenico, un signore. Voto 4 a com’è diventato il nostro mestiere.

Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".

Potrebbero interessarti