Stroppa: “Era giusto dare un riconoscimento allo staff. Vincere un campionato così ti gratifica”

Stroppa: “Era giusto dare un riconoscimento allo staff. Vincere un campionato così ti gratifica”


Conferenza stampa “allargata” quella odierna allo stadio Zaccheria. Giovanni Stroppa ha infatti voluto al suo fianco l’intero staff tecnico per celebrarne il lavoro fondamentale per la promozione: “Accanto a me c’è lo staff tecnico”, ha detto il mister rossonero, “perché era giusto dare un riconoscimento anche a loro. Manca Diego Valente (il team manager ndr) che è altrettanto giusto menzionare perché è una risorsa e fa un lavoro oscuro ma importante.”

Le prime battute sono del tecnico che parla della settimana appena trascorsa tra feste e lavoro: “Nei primi giorni era giusto staccare la spina e celebrare il percorso fatto, era inevitabile. I giocatori dovevano comportarsi come le persone normali, essere liberi per poter assaporare quello che è stato fatto. Era giusto per loro vivere la gioia della città nella loro vita privata. Ma poi negli ultimi due giorni la squadra si è di nuovo concentrata. Ho fatto loro un discorso sui numeri da incrementare, sulle motivazioni che ora sono quelle di dare una continuità professionale a quanto fatto e di incrementare i numeri. E quando si parla di numeri intendo: aiutare Mazzeo a vincere la classifica cannonieri, essere la miglior difesa e il miglior attacco, fare più punti possibili da qui alla fine. Le partite che restano serviranno a poter mettere in campo la miglior formazione per la Supercoppa a cui teniamo.”

La parola d’ordine è dunque ancora concentrazione, ma come fare dopo una festa così? “La concentrazione si trova grazie all’abitudine che abbiamo a lavorare in questa maniera. Andiamo avanti come abbiamo sempre fatto. Per noi non cambia nulla.” Metodico e sempre focalizzato sul lavoro: “Sono il primo a lavorare e far lavorare la squadra. Mi posso ora permettere di festeggiare perché vincere un campionato così gratifica tanto. Ci tengo a dire che malgrado il vantaggio sulla seconda, i numeri, i record ecc. non è stato per nulla facile, non è stata una cavalcata semplice. Ci sono state difficoltà anche per le grandi avversarie che avrebbero meritato anche loro.”

Rispetto alle sue vittorie da giocatore, Stroppa ha dichiarato: “Le vittorie danno sempre qualcosa, ma ciò che fai da allenatore vale di più perché è dopo la partita e gli allenamenti che inizia il vero lavoro del tecnico. E quindi aver centrato l’obiettivo è motivo d’orgoglio. Assapori di più il successo rispetto a quelli ottenuti da calciatore. Aver vinto a Foggia con questo percorso è stato un qualcosa in più.

L’allenatore (dispiaciuto per il pari di Fondi: “A Fondi è arrivata la matematica, ma ci spiace per aver mancato l’11ª vittoria di fila, eravamo due a zero, forse siamo stati condizionati dal risultato del Lecce, siamo stati superficiali”, ha osservato) ha poi dedicato un pensiero al Melfi, la prossima avversaria allo Zaccheria ma anche la squadra contro cui – all’andata – è girato il torneo foggiano: “È una squadra che davanti ha giocatori importanti. Avranno cattiveria e grosse motivazioni. L’andata ha segnato qualcosa non solo per il risultato ma soprattutto per l’unione che ha creato. Sarà comunque una partita da affrontare con la massima professionalità.”

E quando gli ricordiamo della striscia aperta di 9 vittorie di fila allo Zaccheria ha ringraziato e detto: “Sarà un motivo in più per vincere la partita di domani”. La formazione è ancora da definire, out certi solo Empereur e Deli. Per Faber forse spazio nelle prossime partite. Sul suo futuro Stroppa ha sintetizzato: “Ci siamo già incontrati con la società, c’è la volontà da parte di entrambi di proseguire assieme e la volontà è quella di fare tutto al più presto.”

Poi è stata la volta dello staff, a cui Stroppa ha rivolto un suo pensiero generale: “Ognuno ha competenze specifiche, io sono un tipo di allenatore che responsabilizzo e delego. C’è chi si occupa di preparazione fisica, chi di tecnica e tattica e chi dei portieri”.

E allora eccoli i moschettieri di Giovanni Stroppa, a cominciare da Fabio Allevi e Sergio Mascheroni i preparatori atletici: “Il risultato è frutto del lavoro integrato”, ha esordito Allevi, uno che viene dall’esperienza di Milan Lab, “all’inizio c’è stato un processo di conoscenza del gruppo con dei test per capire il livello della squadra, poi abbiamo effettuato piccoli interventi per colmare le lacune riscontrate e lavorare sulla prevenzione. I carichi sono stati individualizzati, abbiamo dovuto modularli in funzione della partita della domenica considerando che non avevamo avuto a disposizione tutto il periodo della preparazione. Nella sosta abbiamo effettuato un lavoro più importante su potenza aerobica, intensità e forza. Per noi è stato più semplice avendo un gruppo disponibile e collaborativo. Noi amiamo spiegare ai giocatori obiettivi e modo per raggiungerli. Abbiamo insegnato la cultura del lavoro.” E con la possibilità di una vera preparazione estiva? “A luglio i carichi possono essere più importanti e potremmo lavorare di più”, ha chiosato Mascheroni.

Parola ai collaboratori tecnici, Giuseppe Brescia e Andrea Guerra: “Mi sono messo a disposizione per capire le esigenze del mister, che erano nuove per me”, ha esordito Brescia, uno dei reduci dell’era De Zerbi, “è filato tutto liscio, lui (Stroppa ndr) dà ampia responsabilità a tutti.”. Beppe, in campo con il Foggia nell’ultima serie B, ha condiviso il lavoro tecnico-tattico e di match analyst con Guerra, arrivato a Foggia con Stroppa: “Ci siamo trovati bene con tutti”, ha ricordato, “questo ci ha aiutato a fare le cose per bene. La nostra fortuna è stata quella di aver avuto giocatori di qualità tecniche e morali. Noi siamo di supporto al mister per aiutarlo ad applicare le sue idee.”

Infine è stata la volta del preparatore dei portieri Nicola Di Bitonto, la cui avventura a Foggia è iniziata il 15 dicembre 2012, in serie D: “Quando Di Bari mi chiamò mi parlò di questo progetto. All’inizio fu dura, ma poi abbiamo fatto un bel percorso, sono stato cinque anni con Padalino, De Zerbi e ora Stroppa, che ringrazio per la libertà d’azione che mi ha dato.”



Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".

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