IL PERSONAGGIO – Nella lotta si esalta: ecco Matteo Di Piazza, il gladiatore del Foggia Calcio

IL PERSONAGGIO – Nella lotta si esalta: ecco Matteo Di Piazza, il gladiatore del Foggia Calcio


“Faz garoto, faz!”, “Fallo (il gol), ragazzo, fallo!”: Galvão Bueno è un’istituzione tra i narradores brasiliani, la voce storica dei telecronisti verdeoro, colui che tratteggia trionfi e disgrazie con un’armonia dialettica inimitabile. E Galvão sarebbe esploso nel suo fragoroso “faz, garoto, faz” se si fosse trovato a raccontare la 2ª rete del Foggia a Caserta.

E avrebbe arroventato l’estasi del popolo rossonero con la descrizione di quel gol realizzato… “na raça”, “nella voglia, nella caparbietà”… “no jeito de que Ele gosta”, “nel modo come a lui piace”. Ele, ovvero lui, semplicemente è Matteo Di Piazza che ha disegnato nella cornice del Pinto il suo autoritratto più fedele. “Voglio vincere il campionato e sono venuto per vincere”, esordì il bomber di Partinico il 17 gennaio scorso quando fu presentato alla stampa allo stadio Zaccheria.

Del resto Matteo e il Foggia si erano “dati appuntamento” già da tempo: “È da agosto che promettevo di venire, sono 6 mesi che mi sentivo con Colucci (il club manager dei satanelli ndr) per arrivare al Foggia. Qui è per me più della serie B!”, disse eccitando gli animi dei presenti. Il trono di re Pietro (suo ex compagno alla Pro Vercelli) era stato occupato da Mazzeo, ma per Matteo la mission era chiara: “Vincere! E il Foggia potrà farlo perché è forte.” Schietto e timido, frenato da una parlata intrisa di timore. Del microfono, ovviamente. Perché in campo Matteo Di Piazza non ha paura di nessuno. Un gladiatore che arringa le folle con una statuaria esultanza stile CR7. Almeno nella normalità dei festeggiamenti.

Ci sono però momenti che esaltano il suo istinto, in cui i fischi ricevuti per 90 minuti ne stuzzicano l’orgoglio, inarrestabile come le sue progressioni. E allora eccolo salire sulle recinzioni dell’Esseneto di Agrigento, un po’ casa sua, per condividere con i tifosi rossoneri il gol della svolta, quello a tre minuti dalla fine di Akragas-Foggia. Quello della vittoria dopo il rigore fallito da Mazzeo. Un atteggiamento che ha generato reazioni aspre tra i supporters siciliani, ma che riproduce pedissequamente il carattere di un ragazzo impastato di rabbia agonistica.

La stessa che lo ha portato a sbarazzarsi di Lorenzini prima e Ginestra poi per griffare il 2-0 di Caserta. L’Amén sul match del Pinto, l’annuncio messianico di un riscatto atteso da vent’anni. Dunque “faz, garoto, faz”, “fallo, ragazzo, fallo”… e chissà che un giorno anche Galvão verrà per immortalare le tue vittorie. Conquistate sempre “na raça”, nella lotta, nella battaglia. Cioè “no jeito de que ele gosta”, nel modo che a lui piace di più…



Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".

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