Martinelli: “Sono molto felice, abbiamo fatto grandi sacrifici. Alla fine ci siamo presi quello che volevamo”

Martinelli: “Sono molto felice, abbiamo fatto grandi sacrifici. Alla fine ci siamo presi quello che volevamo”


Uno dei protagonisti dell’epica cavalcata foggiana verso la serie B, Luca Martinelli, è intervenuto in sala stampa per raccontare ai cronisti e a tutti i tifosi le sensazioni di un momento speciale: “Si è avverato un sogno”, ha esordito il centrale rossonero, “un sogno che avevamo tutti. Il sogno di una città intera. Ancora oggi sto realizzando quello che è successo, la festa è stata fantastica, vedere tante gente felice è stato emozionante. Personalmente posso dire che non c’è niente di più bello che vedere le persone felici. Mi sento orgoglioso per me, per i compagni e soprattutto per i tifosi che hanno sofferto per diciannove anni.” Sorpreso dal clima in città? “Sinceramente è stato tutto sopra le aspettative, non immaginavo così tanto in termini di persone, affluenza, la piazza ecc. è stato tutto quasi “assurdo”, davvero bello.”

La promozione è arrivata al termine di una stagione non facile: “La stagione è stata particolare, da com’è partita, con l’esonero del precedente allenatore, con l’arrivo di Stroppa, il terremoto… Sono successe tante cose. Innanzitutto le 6 vittorie di fila all’inizio, quasi inattese, poi il periodo dei pareggi. Con il Fondi il punto più basso. Dopo la partita abbiamo avuto un confronto tra noi, con il tecnico e con la società. Serviva un cambiamento di rotta psicologico. Sono quelli momenti che accadono, normali durante una stagione, momenti che noi abbiamo affrontato nella giusta maniera grazie al capitano Agnelli e a Marcello Quinto che hanno fatto nello spogliatoio un gran lavoro. Senza di loro forse non ci saremmo ripresi come abbiamo fatto. Poi c’è stato Melfi, il rigore sul palo di De Vena, e da lì un girone di ritorno direi straordinario, nel quale ci siamo presi quello che volevamo.”

A proposito di Melfi, è stato un momento particolare anche per Luca, con le lacrime di fine partita e l’appoggio dei compagni: “A Melfi, nel male, è stato un bel momento per me. In quel periodo ho commesso errori, che io che sono parecchio autocritico, me li sono fatti pesare ancora di più. A fine partita sono scoppiato a piangere e lì ho avuto la conferma della stima dei compagni.”

Grande merito del riscatto personale di Martinelli è anche del tecnico, con cui l’ex difensore del Messina ha un ottimo rapporto: “Stroppa ha stima di me, me lo ha sempre detto e nel mio momento negativo me lo ha dimostrato. Una stima peraltro reciproca. Quando uno ti dà, del resto, ti viene più facile dare, ed è un dare con piacere. Le prime partite che non giocavo ero scontento, chiaro, ma mi sono sempre allenato bene, mi sono fatto trovare pronto al momento giusto e con il mio comportamento ho dato seguito alle parole.”

Si torna alle emozioni di un giorno speciale: “Ero molto felice, abbiamo fatto grandi sacrifici, io nel mio piccolo sono due mesi e mezzo che non vado a casa, ma c’era una voglia di arrivare all’obiettivo che era superiore a ogni altra cosa. È un motivo di grande orgoglio aver preso quello che volevamo. La dedica è per la famiglia (che è lontana ma mi è sempre vicina) e per tutto l’ambiente, per tutti quelli che operano per il bene del Foggia. Ringrazio il mister per avermi dato fiducia, Foggia è complicata, è stupenda perché quando vinci si azzerano anche le problematiche diverse, quelle sociali ad esempio. La dedica è infine per il gruppo, perché l’abbiamo meritata.”

Uno sguardo al match con il Fondi: “Siamo entrati in campo per vincere”, ha ribadito Martinelli, “abbiamo fatto due errori che abbiamo pagato cari, poi aspettavamo solo il triplice fischio. Devo che ancora “mi girano” per avere preso due gol. Noi abbiamo acquisito una mentalità vincente, aver pareggiato a Fondi è un peccato, perché potevamo raggiungere altri record, oggi che possiamo parlare di record.” E gli ultimi 180 minuti? “Abbiamo dei doveri e dobbiamo compierli sino a fine la stagione, con due partite di campionato e due di Supercoppa. Ci sarà certo meno tensione dopo aver raggiunto l’obiettivo.”

Per chiudere, alcuni flash. Il primo sul compagno di reparto Coletti: “Abbiamo un rapporto che va al di là del campo, c’è stima calcistica e personale”; poi il gol non ancora arrivato: “Ci penso al gol, sarebbe bello, sarebbe la ciliegina sulla torta”; ancora un pensiero sull’esperienza di Foggia: “Foggia è differente da tutte le altre piazze del Nord e del Sud dove ho giocato, quando si dice «si vive di calcio» lo vivi davvero, lo percepisci. Possiamo racchiudere tutto nella foto dello stadio pieno. A livello di sensazioni ti dà (e ti toglie) tanto.” Infine le prospettive per la serie B: “La squadra è competitiva già così com’è, in B ci vuole una rosa ampia perché la B è lunghissima. Come struttura ci siamo, ci sono da fare appena piccoli ritocchi.”



Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".

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