Header ad
160×600 empty

Foggia Calcio, Lunerti: «Sarà festa, come quando scendemmo con gli elicotteri sullo Zaccheria»

Foggia Calcio, Lunerti: «Sarà festa, come quando scendemmo con gli elicotteri sullo Zaccheria»


Foggia Calcio, Lunerti: «Sarà festa, come quando scendemmo con gli elicotteri sullo Zaccheria»

Parla il bomber del Foggia Calcio del 1988-1989, l’ultima a salire in Serie B con Pino Caramanno in panchina. “Guardavo lo Zaccheria dall’alto e mi ripetevo… stupendo”.

«So bene cosa significa conquistare la promozione in una piazza come Foggia. Atterrammo con l’elicottero al centro di uno Zaccheria a festa. Che emozione». Le parole, velate da quel dolce sapore di nostalgia, sono quelle di Giorgio Lunerti. Il suo nome è per intenditori di calcio e patiti del Foggia. Giocò una sola stagione in rossonero, nel 1988-1989, quella della mitica promozione in Serie B con Pino Caramanno in panchina. Quella dello spareggio di Trapani col Palermo ed appunto del rientro a Foggia in grande stile. «Ricordo come se fosse oggi quel momento. Non sapevamo di dover rientrare in città con un volo privato organizzato dal presidente. Atterrati all’aeroporto trovammo gli elicotteri ad attenderci. Quando scorgemmo lo Zaccheria pieno, illuminato, pieno di bandiere rossonere, rimanemmo paralizzati. Ripetevo quasi inebetito: “Stupendo… stupendo”. Qualcuno dei miei compagni si chiedeva: “Ma stiamo sognando?”. Solo chi prova certe sensazioni può descriverle e vi posso assicurare che lo Zaccheria quella sera era favoloso. Ho anche il video e ogni tanto lo faccio vedere ai miei figli e alle mie due nipotine. Quando lo rivedo mi dico con orgoglio: io ero lì», dice con orgoglio ai microfoni di Foggiasport24.com.

Lunerti arrivò al Foggia nel mercato di riparazione, che allora si svolgeva agli inizi del mese di novembre. Era stato prelevato dalla Reggina, con la cui maglia, solo un anno prima, aveva conquistato la promozione in Serie B da protagonista: 38 presenze e 12 gol segnati. Eppure col Foggia non fu prolifico come nel passato: «Gli attaccanti in rosa erano tre. Petrucci non segnò alcuna rete, Coppola ne fece due, io arrivai a cinque. Non tantissime, è vero, ma il gioco di Caramanno non era particolarmente propizio per gli attaccanti. E per me quei cinque gol ne valgono quindici». Pochi gol ma tanta difesa. Fu questo il segreto di quel Foggia. «Non solo. Il segreto era anche il gruppo. Eravamo una squadra vera, amici che si aiutavano in campo e avevamo tanta, ma tanta fame di vincere per la città. Di quel gruppo mi piace ricordare Mancini e List, che purtroppo ci hanno lasciato precocemente. Vorrei rivolgere a loro tante belle parole ma sono bloccato dall’emozione. Di Franco ho il ricordo di un uomo energico, forte. Di Paolo, invece, ricordo il suo sorriso. Rideva sempre. Potevi fargli o dirgli di tutto ma lui aveva sempre il sorriso sulle labbra. Erano due grandi amici».

Tanti i ricordi in rossonero. Molti dei quali belli. Difficile levarsi dalla mente una città come Foggia, anche per un tipo come Lunerti che nella sua carriera ha girato l’Italia: «Ma la vostra è una piazza da Serie A. Perfino la B le starebbe stretta. Conosco l’affetto della gente e lo tasto tutti i giorni sulla mia pelle qui a San Benedetto del Tronto. Oggi, nella mia vita da nonno a tempo pieno, mi ritrovo spesso a giocare qualche partita di calcetto con gli amici. Tra questi c’è un foggiano. Si chiama Raffaele e non riesce a fare a meno di venire a giocare completamente vestito di rossonero. E quando il Foggia gioca salta in macchina e viaggia per essere sempre presente allo Zaccheria. Il foggiano ama la sua maglia e io in questi anni non ho smesso di voler bene a quei colori, seguendoli sempre con grande affetto. E devo essere sincero. Quest’anno non credevo riuscissero nell’impresa. Ero più sicuro l’anno scorso prima della finale playoff contro il Pisa. Invece sono stati bravissimi».

Quella di Lunerti è l’ultima promozione in Serie B del Foggia. A distanza di quasi 30 anni manca un punto affinché la storia si ripeta. Con un pareggio a Fondi i rossoneri sarebbero matematicamente promossi ma potrebbe bastare anche una sconfitta, qualora il Lecce non dovesse vincere contro il Messina. Il bomber non ha dubbi: «Il Foggia verrà promosso. Trovo impensabile che non riesca a fare un punto nelle prossime tre giornate. Sarà festa, come tanti anni fa».



Biografia Autore

Domenico Carella

Direttore di Foggiasport24.com - Giornalista del Corriere del Mezzogiorno (dorso del Corriere della Sera) e conduttore della trasmissione social "4 Amici al bar", in onda tutti i lunedì su youtube e i maggiori social network. Autore dei libri "Diavolo di un satanello", "E il diavolo ci mise la coda", "GI4NNI PIR4ZZINI, una vita da capitano" e "Foggia - Inter 3-2, 31 gennaio 1965, l'impresa degli eroi di Pugliese".

Potrebbero interessarti