Foggia Calcio, conto alla rovescia per la B. Ma in città prevale la scaramanzia

Foggia Calcio, conto alla rovescia per la B. Ma in città prevale la scaramanzia


Se i rossoneri battono la Reggina e il Lecce perde a Matera oggi sarà promozione. Ma i tifosi, dopo le delusioni degli anni scorsi, tengono ancora le bandiere nel cassetto.

FOGGIA – Lo Zaccheria veste l’abito della festa. Saranno oltre 16.000 i tifosi che riempiranno lo stadio nella speranza di poter festeggiare già oggi pomeriggio la matematica promozione in Serie B. Al Foggia mancano sei punti da conquistare nelle ultime quattro gare di campionato, per poter brindare alla matematica promozione in Serie B, ma già oggi potrebbe chiudere i conti qualora dovessero battere la Reggina di Karel Zeman (figlio del boemo, ex allenatore del Foggia) e il Lecce dovesse perdere a Matera.

Un inferno durato 19 anni

Conti che i tifosi rossoneri conoscono a memoria. Dopo diciannove anni di inferno in Lega Pro (cinque dei quali in Serie C2 e uno in Serie D), la città vede la possibilità di tornare nel calcio che conta. Lo fa con l’entusiasmo di chi sostiene una squadra che sta mietendo record su record, ma anche con la paura (e la scaramanzia) di chi in questi anni ne ha vissute tante. Difficile dimenticare le beffe nelle finali play off contro l’Avellino (2006-2007) e contro il Pisa (2015-2016), senza dimenticare quelle nelle semifinali contro Cremonese e Benevento.

L’entusiasmo cova sotto la cenere

Allora ecco il contrasto tra la passata stagione e quella attuale. L’anno scorso la città era totalmente bardata di rossonero. Bandiere, sciarpe, striscioni e immagini con le maglie dei calciatori a colorare le vie del centro. Drappi rossoneri appesi ad ogni balcone. Quest’anno, invece, scottati dall’ultima cocente delusione contro il Pisa del campione del mondo Gattuso (in fondo distante solo qualche mese), la città sta reagendo con un’insolita calma. Poche bandiere. Nessun proclama. Feste per le vittorie della squadra in tono minore. Eppure mai il Foggia si era trovato a 77 punti nella sua storia. Mai si era trovato in questa posizione di classifica negli ultimi vent’anni. Ma la gente non è fredda. La passione e il calore è sempre lo stesso. E lo si percepisce nei bar, nei mercati, ad ogni angolo di strada. Tutti parlano del Foggia. Tutti sognano ad occhi aperti il ritorno in Serie B, categoria che molti dei ragazzi che oggi affolleranno lo stadio, hanno conosciuto solo grazie ai racconti dei genitori e che non vedono l’ora di divorare centimetro per centimetro con i propri occhi. Tutti concludono i loro discorsi con un sospiro: «speriamo sia l’anno buono». La passione c’è. C’è sempre stata. Attende solo di poter esplodere. Matematicamente.

Domenico Carella – Il Corriere del Mezzogiorno

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