Foggia Calcio a Catanzaro, dove la panchina è stata Erra..nte e un 10 con lode fa il verso al fratello d’arte

Foggia Calcio a Catanzaro, dove la panchina è stata Erra..nte e un 10 con lode fa il verso al fratello d’arte


L’epica letteraria ricorda quei versi immortali… “Che fa tu luna, in ciel? Dimmi, che fai, silenziosa Luna? Sorgi la sera, e vai, contemplando i deserti; indi ti posi…” disegnati dalle pennellate di un sommo poeta come Giacomo Leopardi nel “Canto notturno di un pastore errante dell’Asia”. Un pastore che essendo uomo “(…) nasce a fatica… e prova pena e tormento per prima cosa”.

Un po’ come – ci perdoni il vate per il paragone quasi “blasfemo” – la panchina del Catanzaro 2016/17, battezzata da un cambio record il 10 agosto e sofferente per un’intera stagione, fustigata e “raminga”, anzi Erra…nte. Come l’allenatore che l’aveva occupata per primo. Stiamo parlando – ovviamente – di Alessandro Erra, esautorato quando ancora De Zerbi allenava il Foggia e richiamato, in un movimento circolare impensabile appena un paio di mesi fa, il 12 febbraio scorso quando le Aquile erano terzultime in classifica.

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Erra è approdato a Catanzaro il 26/10/2015 per sostituire D’Urso ed era stato esonerato il 10/8/2016

Nato a Genova ma cresciuto a Salerno (lo ricordano ancora nella “Valentino Mazzola” di Coperchia, paese d’origine del papà), Erra ha chiuso la carriera da giocatore in Capitanata (disputò con i satanelli di Giannini 7 partite del torneo 2004/05, prima di infortunarsi al ginocchio e lasciare il calcio a soli 32 anni), intraprendendo poi l’avventura da allenatore al Campobasso come vice di Raffaele Sergio, a cui subentrò in corso d’opera portando i rossoblù molisani alla salvezza.

Il tecnico giallorosso è entrato nei radar di “Attenti a quei due” perché il rendimento del Catanzaro (oggi 16°) è cresciuto esponenzialmente con lui alla guida: in 7 esibizioni ha conquistato 11 punti con una media di 1.57 a gara; Spader a parte (che diresse la squadra solo alla 1ª di campionato nello 0-3 con il Cosenza), i suoi due predecessori Somma e Zavettieri hanno salutato con una media di 0.87 punti a partita, vincendo complessivamente 4 match (due a testa) in 24 giornate, contro i 3 successi già ottenuti da Erra in appena 7 turni.

Gli ultimi due sono arrivati contro Matera e Catania, due compagini in difficoltà ma pur sempre di qualità superiore. Nel 2-1 contro gli etnei al Ceravolo (dove le Aquile hanno collezionato 6 delle 7 affermazioni sinora incamerate) Erra ha schierato i suoi con questo undici:

De Lucia
Sabato
Sirri
Prestia
Pasqualoni
Icardi
Maita
V. Ransbeeck
Mancosu
Giovinco
Sarao

Un 4-4-2 che ha lavorato bene in fase d’interdizione per l’intero confronto e in fase di costruzione soprattutto nella prima mezzora quando si è scatenato il duo d’attacco calabrese, formato da Giovinco e Sarao. Giuseppe Giovinco, per la serie il “fratello di…”, chiaramente Sebastian, la “pulce atomica” di Toronto. Due anni in meno di Seba (26 contro 28), ma tre centimetri in più (1.67 contro 1.64). Uno, Seba, di tifo giovanile per il Milan; l’altro, Giuseppe, di simpatie interiste.

Entrambi sono cresciuti nelle giovanili della Juventus, con l’attuale 10 del Catanzaro che fece coppia nella Primavera con Ciro Immobile. Il suo idolo era Miccoli, giallorosso (di Lecce) come lui che, pur essendo nato a Torino, ha però “sangue” catanzarese. E proprio a Catanzaro sta vivendo la sua stagione migliore, con 9 reti (5 nelle ultime 7 giornate, quelle con Erra in panchina), superato il record personale di 7 con il Viareggio nel 2012/13 in C1.

Al suo fianco, Manuel Sarao, milanese classe ’89, per la serie “fidanzato di…” Vanessa Ravizza, ex gieffina molto gettonata sui media “gossippari”. Sarao ha timbrato con il Catania il 4° centro stagionale (9 reti con il Lumezzane nella passata stagione) ed anche lui ha legami familiari con il capoluogo calabrese (la nonna paterna era di lì), una piazza cercata e voluta per assaporare il calore del Sud. Come al Sud si è trasformato in uomo di mercato il romano Simone Icardi, vent’anni e due stagioni con la Lupa Castelli alle spalle: a gennaio si sono accese per lui le “spie” di Ternana e Cittadella, ma anche di Chievo e Crotone in «A», quella serie che rappresenta il sogno del centrocampista giallorosso.

E siccome si vive lottando per un sogno, ecco il Foggia, che è a un passo dalla realizzazione del suo: per fermare la capolista il Catanzaro avrà bisogno di un “pizzico di sana follia, del coraggio di andare oltre i propri limiti” (termini utilizzati da Erra il giorno del suo ritorno alle Aquile), limiti che dal canto suo il Foggia non ha intenzione di porsi. O almeno non più, dopo una cavalcata a dir poco straordinaria!



Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".

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