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Baiano si complimenta con il Foggia «Una festa come ai miei tempi»

Baiano si complimenta con il Foggia «Una festa come ai miei tempi»


Il centravanti attraverso il Corriere del Mezzogiorno elogia il lavoro di società e Stroppa. «Ci sono tutte le condizioni per il grande salto in A, la piazza diventerà assai ambita».

Caro Foggia, bentornato in serie B. Lì dove la mia e la tua strada s’incrociarono la prima volta nel 1990. Domenica ero fisicamente lontano da Fondi. Ma con il cuore e con la mente ero vicino ai tifosi. Dopo il fischio finale sul mio cellulare sono arrivate valanghe di foto e video della festa. E’ stato emozionante. Già, perché mi sento ancora un tifoso del Foggia. Due anni in rossonero sono come un tatuaggio sulla pelle. La città mi ha dato tanto affetto e mi ha permesso di giocare in A da protagonista. Vedendo le immagini della festa mi è tornata alla mente quella della nostra promozione nel 1991. Quel gruppo era forte e affamato di vittorie. Volevamo arrivare nel grande calcio ed eravamo sostenuti da una società forte, dalla bravura del ds Pavone e del tecnico Zeman. Non si vince un campionato per caso e questo vale anche per questo Foggia. I rossoneri hanno una società solida, un ds competente come Di Bari e un tecnico preparato. Quel Giovanni Stroppa con il quale ho condiviso la maglia azzurra quando giocavo nelle giovanili del Napoli e lui in quelle del Milan. Stroppa ha dimostrato le sue capacità. Non era facile far meglio dell’anno scorso perché significava arrivare primo. Questa promozione può rappresentare la ripartenza del Foggia. Anzi, non mi meraviglierei nel vedere i rossoneri l’anno prossimo lottare per la serie A. Ma servono calma e programmazione. L’organico va rinforzato con innesti mirati e servirà una rosa ampia per affrontare 42 partite. Ma il Foggia arriva in B di slancio, sull’onda dell’entusiasmo e sono convinto che l’anno prossimo sarà tra le piazze più ambite della categoria. Quello stesso pubblico che quando entravamo in campo ci faceva capire cosa significasse giocare in dodici e che vive il suo dì di festa.

di Ciccio Baiano

fonte: il corriere del mezzogiorno

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