Header ad
160×600 empty

1. Road to Serie B – Ecco da dove veniamo: i flop degli ultimi 19 anni del Foggia Calcio

1. Road to Serie B – Ecco da dove veniamo: i flop degli ultimi 19 anni del Foggia Calcio


Road to Serie B – Ecco da dove veniamo: i flop degli ultimi 19 anni del Foggia Calcio

Tifosi del Foggia Calcio, ricordate Bordacconi, Sansovini e Di Magno? L’avv. Tomaselli? Chian Chiarion Casoni e Davide Franco? Ecco una serie di nomi che hanno segnato gli ultimi 19 anni di storia del Foggia

On the road verso la Serie B. Al Foggia Calcio manca un punto per brindare al matematico ritorno in Serie B. Un punticino da conquistare nelle ultime tre gare della stagione contro Fondi, Melfi e Cosenza, ma potrebbe addirittura essere promosso perdendo sempre, a patto che il Lecce non vinca almeno una delle sue tre partite. Insomma, il Foggia è sulla strada, on the road appunto, verso la Serie B. Foggiasport24.com prova ad accompagnare i tifosi con una serie di notizie e approfondimenti. Oggi iniziamo parlando degli ultimi diciannove anni con Top e Flop.

FLOP DAL 1999 al 2017

LA GENESI – Tutto inizia a Salerno in un caldo pomeriggio di fine primavera. “C’è chi scende e c’è chi sale”, scrivevano i tifosi granata in curva. E il Foggia, perdendo 3-2 all’Arechi, scendeva in un abisso che mai avrebbe ipotizzato potesse essere così scuro e lungo. A dire il vero il Foggia era già sceso una settimana prima contro il Ravenna, in un dolorosissimo scontro diretto. Passò in vantaggio di due reti (Oshadogan su punizione e rigore di Chianese) contro un avversario ridotto in dieci dall’espulsione di Rinaldi e con Dell’Anno (trequartista ex Inter), in condizioni fisiche tutt’altro che perfette. Gli errori della difesa schiusero le porte alla rimonta con i gol romagnoli di Bertarelli e Pietranera. Un suicidio dettato anche da scelte tecniche discutibili.

FRANCO SENSI – Siamo nell’estate del 1998 e il Foggia senza società riparte dai giovani della sua Primavera. L’allenatore è Lorenzo Mancano. Il risultato, ovviamente, non fu all’altezza di una piazza che nella testa era ancora legata ai fasti della Serie A. Una squadra acerba e una pericolosa presunzione da parte dell’ambiente, che pensava ad una Serie C facile da abbordare e vincere, furono un incredibile mix-mortifero. Le vittorie arrivano col contagocce. Intanto a metà anno la crisi societaria sembra risolversi con l’arrivo del proprietario della Roma, Franco Sensi, scortato da Zdenek Zeman al suo arrivo a Foggia. Il biglietto da visita sono tre nuovi acquisti della primavera giallorossa: Bordacconi, Sansovini e Di Magno. Arrivano anche “Bobo” Pilleddu in attacco, Epifani a centrocampo e Carbone in difesa. In panchina Fabio Brini. Ma l’epilogo lo conosciamo tutti. Nello spareggio playout con l’Ancona il Foggia vince 1-0 la gara di andata, poi affonda al ritorno per via del gol di testa di Lagrotteria, svettato più in alto dei giovani difensori del Foggia. A parità di punteggio scendono i rossoneri per il peggior piazzamento.

SICILIA AMARA – Siamo al 1999-2000. Il Foggia, dopo un lungo testa a testa con il Messina, perde il campionato e scivola al quarto posto in classifica (0-1 allo Zaccheria nello scontro diretto con gol di Scaringella). I giallorossi di Cuoghi e Salerno sbancano il campionato con Godeas, Torino e Buonocore in attacco. Nei playoff l’undici di Piero Braglia perde la semifinale contro l’Acireale, sempre per la peggior posizione in classifica (2-0 allo Zaccheria e 2-0 al Tupparello). In quel Foggia giocò anche Sossio Aruta, bomber campano che si sarebbe fatto conoscere più avanti non per i suoi gol (allo Zaccheria un solo gol) quanto per le ospitate a Uomini e donne e per la partecipazione al reality Campioni.

LA CARICA DEI 38 – Dopo il flop nei playoff, nel 2000-2001 il Foggia cambia nuovamente proprietà. Franco Sensi cede la squadra a Marco Russo con Giorgio Chinaglia nuovo presidente e Vittorio Galigani direttore sportivo. Sponsor? La Victoria Fintrade (la ricordate?), presentata allo Sporting Club di Siponto. Non sarà comunque una stagione agevole. In panchina si alternano Lorenzo Mancano, Ignazio Arcoleo e Bruno Pace, che acciuffa per i capelli una salvezza-miracolo. In campo si alterneranno, invece, ben 38 calciatori. Tra questi spiccano i cugini Brian e Sebastian Fuentes, argentini, giunti a Foggia con le aspettative dei grandi campioni… invece…
Ecco l’elenco completo.
Portieri: Tambellini, Efficie, Cagnazzo
Difensori: Pennacchietti, Bettini, Bellocchi, Carannante, Guarino, Fuentes S. , Ubaldi, Palo, De Gregorio, Quaresmini, Lisuzzo, Mariniello, Cicchetti.
Centrocampisti: Consagra, Palmieri, Bevo, Pazienza, Leto, Sanseverino, De Napoli, D’Allocco, Brescia, Tarantino, Di Toro, Matarangolo, Marrocco.
Attaccanti: La Porta, Marsich, Papa, Fuentes B. , Perrone, Ricchetti, Molino, Magliocco, Gulino.

TOMASELLI, FLORIMBJ, CIANCIOTTA E PATERNO’ – Siamo al 2001-2002. La società cambia ancora e arriva al comando l’avvocato romano Alessandro Tomaselli, nuovo presidente del club. Via metà della rosa della precedente stagione. Confermato il tecnico Bruno Pace. Anzi, no. Il giorno di capodanno del 2002 viene esonerato a favore di Carlo Florimbj. Con lui arriva anche il fidato Cianciotta nel ruolo di play di centrocampo. La squadra terminerà la stagione al quinto posto. Nei playoff supera l’Igea Virtus del presidente Immacolato Bonina, per poi cedere in finale al Paternò di un certo Pasquale Marino. Un doppio zero a zero e l’amarezza per la gara di ritorno chiusa senza riuscire a tirare in porta, con un avversario che schierava un giovanissimo portiere al posto dell’infortunato Polessi (infortunatosi in occasione di una parata su colpo di testa di Carannante). Proprio Pasquale Marino sarà il nuovo allenatore del Foggia e l’artefice del ritorno in Serie C1 nella stagione successiva. Un raggio di luce nell’angolo più buio della storia rossonera.

IL 6 E IL FALLIMENTO – Il sei è un numero particolare per il 2004 del Foggia. Il 6 gennaio, mentre allo Zaccheria i rossoneri perdono contro il Lanciano (1-0, gol di Ferreira Pinto), le quote della società vengono cedute da Trinastich a Vitale, nella speranza di traghettare la cessione del club verso altri imprenditori. Si Parla di Tassielli e dell’ingegner Vacca, ma il 6 Aprile, alle ore 15.00 in punto, una notizia sconvolge la città: Il Foggia Calcio è dichiarato fallito. Pochi giorni dopo, la partita contro il Giulianova si gioca grazie a sponsor privati in uno Zaccheria commosso nel suo addio alla squadra di calcio cittadina. Vengono nominati custodi giudiziari Gian Chiarion Casoni e Davide Franco.Della rosa della stagione 2003-2004 ricordiamo le meteore Domenico Creanza e Hugo Enynnaya provenienti dal Bari, oltre a Claudio De Rosa e Francesco Marra oltre al play Davide Faieta. Tra le riserve in attacco anche l’enfant prodige Bertrand Bingana, direttamente dal Camerun, con alle spalle il settore giovanile dell’Hamburger SV.

COME IL BORGOROSSO. E TAHIROVIC – A salvare la patria ci pensa Giuseppe Coccimiglio, ex proprietario del Montevarchi. Toscano ma con origini calabresi. Nel ruolo di direttore sportivo Pippo Caruso, ex attaccante dell’Andria. Presidente l’avvocato Aldo Teta. Al contrario delle aspettative la squadra allestita è di assoluto livello per la categoria. Arrivano Zoran Ban (ex Juventus), Marco Cellini, David Mounard, Riccardo Nardini, Luis Oliveira (rivelatosi un flop) e Giovanni Stroppa. Ma il nome più ricordato è quello di Carmine Pascariello. Italiano? No, Svizzero! Nel match interno contro il Lanciano inventa una rovesciata spettacolare che vale il gol del pareggio dei dauni (1-1 finale). Fu l’unica prodezza di una stagione sulle montagne russe. La società sbanda, il giovane tecnico Giuseppe Giannini non brilla e viene esonerato dopo l’1-0 patito a Pesaro. In panchina arriva Massimo Morgia, ma con una settimana di ritardo. Nel match interno contro la Reggiana in panchina va il presidente Coccimiglio, aiutato dall’esperto Stroppa. I rossoneri vinceranno 2-1 con doppietta di Cellini. Ve lo ricordate Alberto Sordi nei panni del presidente del Borgorosso Football Club? “Borgo, Borgo, Borgo rosso…”. L’estate del 2005 è tutta nel braccio di ferro tra il presidente Coccimiglio e la cordata di dieci imprenditori (poi diventati otto) che puntano all’acquisto del Foggia Calcio. Alle 5.00 del mattino, giorno della scadenza delle iscrizioni al campionato di Serie C, vengono apposte le firme nello studio notarile. In strada un gruppo di tifosi saluta la fumata bianca. In quella squadra impossibile non sottolineare la presenza del “tavolone” Haris Tahirovic e l’apparizione in amichevole estiva contro il Danubio del portiere belga Del Warte.

DA CARNEVALI A PANTOJA E FOSSACECA, PASSANDO PER ZAGARIA E FANELLI – La stagione 2005-2006 è una miniera di flop. Nella rosa ricordiamo Enrico Antonioni (poi passato alla Serie B Iraniana), Emiliano Biliotti (giunto dopo il gong del mercato di riparazione che aveva illuso con i nomi di Rubino e Di Gennaro), Tiziano Carnevali, Rosario Chiarello, Denis Dasoul, Fabio Fanelli, Enzo Catalano, Rafael Rebelo Magalhaes, Gianpaolo Parisi, Cristian Ranalli, Miguel Ignacio Lapolla (ricordato per aver ricevuto il rosso in un’amichevole del giovedì a Lucera)e Marco Zagaria. Chi ne ricorda qualcuno? Non solo. In prova arrivarono anche l’argentino Ramiro Fossaceca , che si definì seguace di Batistuta, e l’attaccante colombiano Pantoya.

RIVALDO – Non ha mai vestito la maglia del Foggia ma è entrato di diritto nella lista dei flop degli ultimi 19 anni di storia del club rossonero. Rivaldo Gonzales Kiese, all’epoca 20enne, era uno sconosciuto fantasista paraguayano, ceduto in prestito dal Genoa all’Avellino. Quattordici spezzoni di partita giocati e un solo gol segnato nell’arco di tutta la stagione 2006-2007. Quella contro il Foggia nella finale playoff. Correva l’89’ della ripresa. Il Foggia gestiva lo zero a zero che gli avrebbe consegnato senza alcuno sforzo la Serie B per via della vittoria 1-0 nella gara di andata. Mentre in città si prepara la festa, lo sconosciuto Rivaldo scaglia in rete un pallone vagante al limite dell’area di rigore. La Serie B prende la via di Avellino a trenta secondi dal fischio finale. Di quella giornata rimane l’immagine di 4.000 tifosi del Foggia in silenzio davanti allo Zaccheria, in un atto di contrizione collettivo davanti al maxischermo che diffondeva le immagini della partita.

AGAZZI – TEMELIN – La stagione successiva il Foggia cambia tutto. Riccardo Di Bari assume la direzione sportiva della squadra. Salvatore Campilongo, ex Cavese, la guida tecnica. Via Mastronunzio, eroe dei playoff e Pecchia, ma il Foggia non decolla e naviga a metà classifica. Ai playoff ci arriva grazie a Nanu Galderisi, che prende le redini della squadra a Gennaio per condurla agilmente agli spareggi. Nella semifinale di Cremona lo scontro tra il portiere Agazzi e l’attaccante Temelin è già storia. Pareggio 1-1 e lombardi in finale (poi persa contro il Cittadella).

PORTA E PECCHIA – Nel 2009-2010 il Foggia opera una forte “contrazione dei costi” (Capobianco dixit). L’undici base della squadra era il seguente: Bindi in porta, Sgambato e D’Agostino esterni di difesa, Cuomo e Goretti centrali. Colomba e Velardi a centrocampo. Trezzi, Quadrini e Mancino alle spalle dell’unica punta Gabriel Enzo Ferrari. La penulti1ma posizione in classifica e la contestazione della piazza (dopo la sconfitta interna contro l’Andria) portano allo stravolgimento della squadra, con Ugolotti in panchina e ben dieci nuovi acquisti. Qualche settimana prima era arrivato anche Emanuele Troise che piazza un record: in due giorni, prima firma il contratto, poi la rescissione. La stagione potrebbe concludersi senza i playout ma i rossoneri cedono in casa contro la Spal e si giocano tutto contro la Valle del Giovenco. Il gol di Caraccio eviterà ai rossoneri l’onta del ritorno in C2.

MANCATA ISCRIZIONE – Nel 2012-2012 il dopo Zeman è rappresentato da Valter Bonacina, ex tecnico del settore giovanile dell’Atalanta (alternatosi alla guida della squadra con Paolo Stringara). La stagione si chiuderà con una sofferta salvezza sul campo. Non nella sala dei bottoni, con i rossoneri del presidente Casillo che rinunceranno alla Lega Pro per ripartire dalla terza categoria.

GROTTAGLIE – Attraverso il “lodo Petrucci” il calcio a Foggia riparte dalla Serie D con la triade Amodeo, Lo Campo, Pelusi. Un mese dopo l’estromissione dal calcio professionistico i rossoneri sono in campo a Termoli per la prima partita di Coppa Italia Serie D. Era il 19 agosto 2012. Difficile trovare subito la quadratura del cerchio. Nel percorso di assestamento i rossoneri perdono anche a Grottaglie e rischiano di essere risucchiati nella zona playout della classifica. Poi si riprenderanno alla grande e conquisteranno in rimonta la partecipazione ai playoff, determinante per il ripescaggio e per l’inizio di questa scalata che potrebbe concludersi con l’atteso ritorno in Serie B.

Biografia Autore

Domenico Carella

Direttore di Foggiasport24.com - Giornalista del Corriere del Mezzogiorno (dorso del Corriere della Sera) e conduttore della trasmissione social "4 Amici al bar", in onda tutti i lunedì su youtube e i maggiori social network. Autore dei libri "Diavolo di un satanello", "E il diavolo ci mise la coda", "GI4NNI PIR4ZZINI, una vita da capitano" e "Foggia - Inter 3-2, 31 gennaio 1965, l'impresa degli eroi di Pugliese".

Potrebbero interessarti