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IL PERSONAGGIO – Il Foggia Calcio ha il suo guerriero: Coletti, un centrale con licenza di avanzare

IL PERSONAGGIO – Il Foggia Calcio ha il suo guerriero: Coletti, un centrale con licenza di avanzare


Aveva la valigia in mano, pronta a raccogliere le ambizioni di uno che cominciava a stancarsi di quel ruolo un po’ stretto per le sue caratteristiche. Tommaso Coletti voleva emigrare per tornare a ruminare calcio al centro del campo. Con il piede sempre pronto a scaricare destri innaturali.

Obbedisco”, aveva detto quando De Zerbi lo aveva richiamato a Foggia per schierarlo centrale accanto a Gigliotti. “Obbedisco”, aveva ribadito a Stroppa quando la mareggiata ferragostana aveva catapultato Giovannino sulla panchina dei satanelli. E così Tommy ha finito per ritagliarsi, da difensore, un posto al sole nell’undici titolare di Capitanata sia nella passata che nell’attuale stagione, forte di un piglio “radicale” nell’affrontare le sfide: professionalità e voglia al servizio della causa suprema. Quella che turba i sonni della gente foggiana da quasi 20 anni.

Tommy non è nato a Foggia, viene da Canosa, ma qui si sente a casa. Forse per questo, alla fine, non se n’è andato, anzi ha prolungato il suo contratto. Giocare in mediana conta, certo, ma non è tutto: perché Foggia è differente da ogni altra piazza, perché “(…) quando arrivi a Foggia ti rendi conto di far parte di qualcosa”, come ha ricordato nel dopo Foggia-Lecce, uno dei suoi capolavori in maglia rossonera.

La partita che può liberare un sogno, la partita che ha celebrato un guerriero. Dalle idee chiare sul come sconfiggere la storia: “Manteniamo il profilo basso e non pensiamo di essere primi” e dalla voce soffice quando la “pintura” balistica da 35 metri disegnata allo Zaccheria ha trovato la dedica più dolce, quella a “(…) mio figlio Gregorio in occasione della festa del papà”.

Tommy è questo: un ragazzo che gioca e pensa a chi non gioca (il primo pensiero nel post Lecce è andato a Faber e alla panchina), un ragazzo che in fondo a centrocampo è tornato a dettare legge seppur partendo dalla retroguardia. Lo ha fatto domenica 19 impallinando il portiere del Lecce Perucchini; lo ha fatto ieri, a Catania (in un’altra prestazione da “man of the match”), quando ha “ricamato” un taglio per Di Piazza che avrebbe suscitato l’invidia di “passatori” ben più avvezzi al mestiere. E allora, complimenti Tommy: appuntamento alla prossima avanzata. Nel frattempo, però, fermati in difesa. Pure da lì lo spettacolo Foggia non è niente male…

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Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".

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