Il Foggia a Monopoli, nella terra del Gabbiano che non vola più e di un uruguagio dai trascorsi “papali”

Il Foggia a Monopoli, nella terra del Gabbiano che non vola più e di un uruguagio dai trascorsi “papali”


Un gioco “fuorilegge”, altro che Parco della Vittoria: il Monopoli è finito direttamente in prigione senza passare nemmeno per il via. Anzi con il foglio di via in mano. “Espulso” da quel 6° posto che occupava orgogliosamente il 22 ottobre e oggi rimpatriato nella terra di confine con i playout.

Tutto è cominciato con la tempesta dello Zaccheria. Quattro reti, quante il Foggia ne aveva incassate e restituite alla Juve Stabia in quattro giorni. I numeri di quel “naufragio” furono impietosi, come i conti che ai biancoverdi – da allora – non sono più tornati: sino all’1-4 di Foggia, infatti, il Monopoli viaggiava alla supersonica media di 1.88 punti a partita, con 5 vittorie (4 consecutive prima della doccia fredda di via Gioberti), 2 pari e 2 stop; dopo, la media punti è scesa a 0.68 a incontro con un bilancio di 2 successi, 7 pareggi e 10 sconfitte in 19 giornate.

bucaro
All’esordio sulla panchina del Pomigliano, Bucaro vide i suoi giocatori segnare dopo appena 6 secondi di gioco

Un film dell’orrore, o meglio una “Fuga… dalla Vittoria” tanto per parafrasare il titolo della pellicola che consacrò Pelé eroe del Grande Schermo. Perché il Gabbiano la vittoria non la vede dal 2-1 di Agrigento (17/12) e in casa addirittura dall’1-0 al Taranto (3/12). Per invertire il trend negativo, la dirigenza ha esonerato Zanin sostituendolo con una vecchia conoscenza dei satanelli, quel Giovanni Bucaro, centrale nell’epopea boema, che in Capitanata ha lasciato ricordi importanti non solo a Foggia ma anche da tecnico a Manfredonia: gioco scintillante e meritata salvezza nel 2009/10, con il compianto Franco Mancini (con cui aveva diviso l’appartamento ai tempi di Zemanlandia) come vice.

Qualche traccia al Miramare l’ha lasciata pure Giuseppe Genchi (in biancazzurro nel 2007/08), attaccante di Bari Vecchia come Cassano, “emigrato” da bambino al quartiere San Paolo per poter entrare nelle giovanili dei biancorossi ed esploso solo molti anni dopo nel Taranto (quasi 50 gol in due stagioni in serie D), club abbandonato non senza polemiche l’estate scorsa. Beppe ha firmato l’1-1 a tempo scaduto nel derby con l’Andria nell’ultima esibizione al Veneziani, match nel quale Bucaro aveva schierato i suoi così:

Furlan
Mercadante
Ferrara
Esposito
Carissoni
Nadarevic
Nicolini
Franco
Pinto
Gatto
Montini

Contro la Fidelis era rimasto in campo per un’ora l’acquisto boom del mercato di gennaio, Enis Nadarevic, bosniaco con un passaggio in «A» in maglia Genoa, che si è distinto soprattutto in «B» con Varese, Cesena, Bari, Trapani e Novara e che rappresenta il 1° obiettivo di “Attenti a quei due”. Il bomber, messosi in luce in Italia con la Sanvitese, compagine friulana di serie D con cui realizzò 30 reti nel 2009/10, fu protagonista di una vicenda legale proprio nel 2010 quando la Figc negò il suo tesseramento – in quanto extracomunitario – al Varese, che si rivolse alla magistratura ordinaria riuscendo a spuntarla perché il provvedimento della Federazione venne considerato “discriminatorio”.

nadarevic enis
Enis Nadarevic si è svincolato dal Trapani il 1° settembre 2016

Nadarevic ha scelto il Monopoli non solo per la presenza dell’oramai ex mister Zanin (che lo aveva allenato in «D»), ma pure perché la famiglia risiede a Bari, dove lui giocò sei mesi nel 1° semestre 2014, collezionando anche un’espulsione contro il Lanciano per un morso alla gamba di Falcinelli. Contro il Messina, ultima di campionato, è stato assente per un attacco influenzale: dovrebbe tornare disponibile con il Foggia per riprendersi il posto di mezzala sinistra (seppure lui prediliga agire nei tre davanti), accanto a un altro “gringo” del Gabbiano, Ignacio Nicolini, uruguagio di Montevideo con passaporto italiano.

Ignacio e la sua sposa Jéssica hanno trascorso il Capodanno 2017 visitando Roma e in particolare la Città del Vaticano, i cui colori, il bianco e il giallo, hanno marcato la carriera del volante charrúa. Nacho, infatti, è cresciuto nel Club Bella Vista (Primera uruguagia), le cui casacche sono esattamente bianche e gialle, motivo per cui la squadra viene chiamata “Conjunto Papal” e i suoi tifosi “Papales”. E a proposito di maglie, destò stupore quella del suo debutto con il Monopoli il 14 settembre scorso, perché non aveva numero e nome impressi ma scritti con il pennarello nero.

Appena un inconveniente per Nicolini, un duro reduce da una stagione al Flamurtari in Albania, nella quale ha vissuto esperienze sui generis tra bunker in disuso e trasferte di campionato in autobus lungo i tornanti a strapiombo delle montagne verso Pukë. Nacho è una colonna del Monopoli, uno che ha grinta e voglia di vincere. Come peraltro il Foggia, che al Veneziani (dove l’anno passato s’impose 3-1) cercherà di fermare ancora una volta il volo del Gabbiano.



Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".

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