Foggia calcio, ecco la Paganese. In panchina un ex, in campo uno che “gioca come Zidane e mena come Bruce Lee”…

Foggia calcio, ecco la Paganese. In panchina un ex, in campo uno che “gioca come Zidane e mena come Bruce Lee”…


Scollinata Catania, l’ultimo gran premio della Montagna hors-categorie (“fuori categoria) del “Giro”, il Foggia inforca il manubrio e punta a vincere la prossima tappa il cui traguardo è fissato per domenica ore 18,30 allo stadio Zaccheria con la Paganese.

Settimana anomala per gli azzurrostellati quella appena trascorsa: prima la sosta forzata per il rinvio del match con il Taranto (a causa dell’aggressione subita da tre giocatori rossoblù), poi il punto di penalizzazione comminato per una vicenda legata all’inchiesta “Dirty Soccer” e relativo a presunte irregolarità nel confronto di dicembre 2014 con il Martina.

E così la Paganese è scesa al 12° posto della graduatoria, a quota 39 punti, ed è stata superata (per differenza reti generale) dal Catania, proprio la squadra regolata dal Foggia nell’ultima giornata e quella sconfitta dai campani nel turno precedente al Torre. Nell’incontro del 19 marzo contro gli etnei, Reginaldo e soci erano così schierati…

Liverani
Della Corte
Carillo
De Santis
Alcibiade
Firenze
Pestrin
Tascone
Cicerelli
Reginaldo
Bollino

…con un 4-3-3 armonico e compatto, ridisegnato dal mercato di gennaio. Infatti, la compagine azzurrostellata è stata rinnovata drasticamente tra acquisti e cessioni e la sua fisionomia è mutata, come è facile verificare riproponendo l’undici sceso in campo nel match di andata con il Foggia, il 13 novembre 2016:

Marruocco
Della Corte
Alcibiade
Camilleri
Dicuonzo
Celiento
Pestrin
Maiorano
Cicerelli
Reginaldo
Herrera

In porta l’ex Salernitana Liverani ha scalzato Marruocco; in difesa, Alcibiade si è spostato a destra, Camilleri (in gol contro i satanelli) è andato al Teramo e la coppia centrale è ora formata dai giovani Carillo e De Santis (provenienti da Akragas e Catania), con il solo Della Corte, a sinistra, confermato nel suo ruolo originario. Una rivoluzione che ha investito anche il centrocampo (fuori Deli – che saltò quella partita per squalifica – e Maiorano, dentro Firenze e Tascone) e in maniera più soft l’attacco con Bollino preferito a Herrera (che parte dalla panchina).

I risultati hanno premiato le scelte effettuate: la Paganese, infatti, è reduce da 5 vittorie e un pari nelle ultime 6, con un’imbattibilità che dura dal 4 febbraio quando il Catanzaro espugnò il Torre per 2-1. Grande merito va dato a mister Grassadonia, il 1° obiettivo di “Attenti a quei due”. Gianluca giocò nel Foggia ‘92/93, esordendo in A con Zeman, riferimento tecnico che il salernitano ha in comune con Stroppa, il quale verso di lui nutre una grande stima, manifestata già alla vigilia del confronto di Pagani.

grassadonia
Grassadonia giocò 9 volte con il Foggia, esordendo in «A» il 17 gennaio 1993 (1-1 a Cagliari)

E come Giovannino, l’ex allenatore del Messina (con cui vinse il torneo di 2ª Divisione nel 2013/14) viaggia con i piedi ben piantati a terra: “Non dobbiamo cullarci altrimenti perderemo tutto quanto di buono stiamo facendo. Chiederò di non abbassare la guardia e di crescere ancora”, ha detto dopo il successo sul Catania. Grassadonia appare pronto per il salto di categoria, così come due suoi ragazzi “terribili”: Firenze e Cicerelli. Il primo (lanciato dal Sestri Levante in serie D nel 2014/15 con 13 reti in 36 presenze, più 6 nei playoff vinti) è arrivato a gennaio dal Siena per sostituire Deli e ha già realizzato 5 reti in 7 gare; il secondo, nato a San Giovanni Rotondo e con Lavezzi come modello ispirativo, è stato un obiettivo a gennaio di Beppe Di Bari (oltre che del Palermo) e in passato anche di Pavone e del Pescara.

Questa ciurma di ambiziosi U24 è “cementata” dall’esperienza del capitano (fascia ereditata da Deli) Manolo Pestrin, il quale malgrado le sue oramai 38 primavere ha ancora voglia di sputare sangue sul terreno di gioco, come ai tempi “epici” in cui i tifosi del Cesena gli dedicarono un club e soprattutto un coro (l’ultimo prima di decidere di inneggiare solo ai colori sociali) che recitava così: “Gioca come Zidane e mena come Bruce Lee, è Manolo Pestrin, è Manolo Pestrin”.

Pestrin
Nel ’97 Pestrin debuttò in B con il Castel di Sangro. Nell’estate 2016 è approdato alla Paganese

Romano di nascita, Manolo ha esordito in «A» con il Messina nel 2007 ed è approdato in estate alla Paganese dopo aver lasciato la Salernitana (con cui era stato promosso in «B» nel 2014/15): si giocava proprio un Salernitana-Paganese, il 22 novembre 2014, quando le cronache raccontarono di un colpo dello “scorpione” che Manolo improvvisò per bloccare un’azione degli azzurrostellati. Una “stregoneria” rimasta storica per il derby, una performance anomala per uno che ha costruito la sua carriera sulla fatica e l’applicazione.

Le stesse che stanno spingendo il Foggia verso un “sogno lungo vent’anni”, secondo la definizione data dal collega Roberto Zarriello, ospite della 1ª puntata del blog “Foggiasport24 on the road”, e che noi facciamo nostra in attesa di tornare a viaggiare sui «B»…inari della realtà!

Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".

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