Il Foggia fa un “salto” ad Andria, allo stadio Degli Ulivi, dove però non riceverà ramoscelli in segno di pace

Il Foggia fa un “salto” ad Andria, allo stadio Degli Ulivi, dove però non riceverà ramoscelli in segno di pace

Si chiama trasferta. E il calendario lo conferma. Ma è appena a un tiro di schioppo, quello da seguire annusando l’odore acre del fucile scarico. Si va ad Andria, 68 km in linea d’aria. Si va ad Andria, chissà se a rivedere Scamarcio, che fu non solo notato allo Zaccheria, il 29 agosto, nella 1ª delle 4 partite a porte chiuse del Foggia, un purgatorio da scontare nell’”inferno” della Lega Pro. Da cui i rossoneri vogliono fuggire, ma a cui perversamente rimangono ancorati da vent’anni.

Si va ad Andria, il giorno 22: Natale è alle porte, l’ecumenismo lasciamolo però alle congregazioni religiose. Sarà battaglia, un’altra… Per capire meglio, chiedere informazioni a chi ad Andria è stato per la Coppa Italia di Lega Pro, lo scorso 9 novembre, di mercoledì: 4-3 ai rigori per i ragazzi di Stroppa e un clima non proprio rilassato. Si va ad Andria per giocare allo stadio Degli Ulivi… le nobili piante i cui ramoscelli rappresentano da sempre nell’iconografia biblica il simbolo della pace. Dunque, tregua in vista? Non direi proprio, perché in questo caso l’ambiente acceso dalle micce di fine estate in Capitanata si sposa perfettamente con i numeri guerriglieri della Fidelis versione casalinga. Altro che trattato di non belligeranza…

Snocciolate seccamente, le cifre fanno paura: una sola sconfitta in 10 partite (con il Monopoli), appena 4 reti subite per quella che è al momento la miglior difesa interna del girone C (la 2ª – in compagnia del Lumezzane – di Lega Pro alle spalle della Reggiana), 7 incontri su 10 nei quali Poluzzi ha mantenuto la rete inviolata e soprattutto 1-0 al Matera, 2-1 alla Juve Stabia, 2-0 al Cosenza e 0-0 con il Lecce. Match nel quale i biancazzurri avrebbero meritato il successo pieno, malgrado assenze pesanti, e confronto in cui il tecnico Favarin ha così disposto i suoi uomini:

Poluzzi
Curcio
Rada
Aya
Tito
Berardino
Piccinni
Onescu
Tartaglia
Volpicelli
Cruz

Fattore “Degli Ulivi” dunque nel mirino di “Attenti a quei due”, che rilancia ancora sulle statistiche, ricordando che la Fidelis è attualmente la squadra con la serie positiva più lunga del torneo (11 giornate, in cui ha conquistato 19 punti contro i 17 del Foggia), la 2ª in assoluto in Lega Pro: solo l’Alessandria, ancora imbattuta dopo 19 turni nel girone A, ha fatto meglio.

favarin
Giancarlo Favarin ha allenato il Venezia nella passata stagione

E se alla guida dei piemontesi c’è il grossetano Piero Braglia, al timone dei federiciani c’è un altro toscano doc, il pisano Giancarlo Favarin (sei promozioni sinora nel suo palmarés), che nella sua città natale ha allenato appena due mesi nella passata stagione prima di cedere la panchina a Gattuso il 20 agosto 2015. Quando lasciò la Torre Pendente auspicò per i suoi giocatori “una stagione ricca di soddisfazioni”: un augurio che si poi rivelato – purtroppo! – puntualmente profetico con i nerazzurri promossi in B a scapito del Foggia.

Favarin ha portato l’Andria in Lega Pro nel 2014/15 prima di emigrare verso casa, ma in quella squadra non poteva contare sulla coppia Ramzi Aya – Ionut Rada, il 2° elemento “rischio” che analizziamo nel nostro blog. Ramzi è romano con doppio passaporto, italiano e tunisino, ma è cresciuto nelle giovanili della Fiorentina.

Difensore “alla Burdisso”, che predilige “(…) badare al sodo” (secondo una sua definizione), l’attuale capitano della Fidelis rimase 4 mesi fermo a Reggio Emilia per problemi con il presidente Barilli nel 2° semestre del 2013 e la scorsa estate è stato a un passo (anzi l’accordo era già fatto) dal Gubbio, prima di decidere di ritornare nella città dei tre campanili dove l’anno passato aveva condotto i suoi verso il primato di miglior retroguardia d’Italia (10 gol alla 2ª di ritorno, un bunker inaccessibile più della Juve).

IonutRada
Il rumeno Rada ha difeso i colori del Bari nel 2015/16

Un gol per lui (quello vincente contro il Matera) in questo campionato, così come una rete l’ha realizzata (con un punizione pennellata, figlia degli insegnamenti del suo maestro Georgescu) anche il compagno di reparto Rada (in rete contro la Roma in Champions nel 2010 con il Cluj), approdato ad Andria ad agosto 2016. Un tipo tosto il rumeno, che crede nel lavoro e nell’anzianità: “La responsabilità è di tutti ma chi ha più esperienza deve essere sempre in prima fila quando qualcosa non va”.

Un ragazzo che per la sua fisicità era stato cercato anche dal Foggia in estate. Alla fine si è ritrovato alla Fidelis (con cui giocano gli ex satanelli Tito, Mancino e Curcio, oltre a Matera nativo di San Severo), che per la 1ª di ritorno aspetta proprio il Foggia nel suo stadio, dove gli avversari non vengono certo accolti con ramoscelli d’ulivo, anzi Degli Ulivi…

Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".