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20 Aprile 2021
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Il Menti non mente. Occhio Foggia: la Juve Stabia corre come un Liviero e tesse la tela di un “ragno”

[dropcap color=”#” bgcolor=”#” sradius=”0″]S[/dropcap]i dice che i numeri non mentono. Noi aggiungiamo: quelli del Menti non sanno… mentire. Stadio Romeo Menti, via Cosenza 283, Castellammare di Stabia: il “giardino” della Juve Stabia. Non vi affannate a trovarlo con questo nome all’ufficio del catasto del comune: lì è registrato ancora come “Stadio San Marco”. Che dire: a volte l’anagrafe è imprecisa. Il sottoscritto lo sa, perché a 11 anni si è accorto di chiamarsi Gianpaolo e non Giampaolo, come l’ortodossia grammaticale pretendeva. Ma questa è un’altra storia, che non interessa a nessuno se non alla lingua tagliente di “Guido al campionato”.

A Castellammare, il Menti è il Menti dal 1984, intitolato al mitico Romeo, uno degli eroi del Grande Torino, perito a Superga. Divide il privilegio dell’intestazione con gli impianti di Vicenza e Montichiari, ha in esclusiva – però – la passione del popolo gialloblù, che lo ha eletto sacrario inviolabile l’anno della promozione in B con Piero Braglia. In questa stagione è stato sinora un fortino inespugnabile, con 4 vittorie su 4: 4-0 al Melfi, 2-1 al Messina, 2-0 al Siracusa e 3-0 alla Vibonese.

Bilancio: 11 reti fatte e una sola subita. Quella di Pozzebon, il “biondo” di un recente blog dedicato al Messina, obiettivo concreto di mercato della Juve Stabia in estate. Nei tornei professionistici italiani, soltanto la Roma è stata capace – al momento – di calare il poker casalingo. “Attenti a quei due” ha così individuato il suo primo obiettivo: radar puntati infatti sullo stadio Menti, dove un Foggia privo di Guarna (che ha fatto strike con il pallone dell’arbitro!), Vacca e Sarno difenderà l’imbattibilità con la Juve Stabia, giustiziata dal piattone di Bangu nel match con la Reggina.

Un derby per Gaetano Fontana, catanzarese doc, uno che quando militava nei “giovanissimi” giallorossi si faceva accompagnare al Ceravolo dalla mamma per tifare Palanca. Questa con i gialloblù è un’esperienza quasi catartica per lui, reduce da una lunga squalifica (3 anni e 6 mesi poi ridotta di 15 mesi) per i fatti di Salernitana-Nocerina (novembre 2013), quando i molossi rimasero in 6 dopo appena 22 minuti a causa di infortuni teatralmente architettati per non incorrere nell’ira dei propri ultras, impossibilitati ad assistere al derby per ragioni di ordine pubblico.

Fontana è considerato il valore aggiunto di questa Juve Stabia: +8 rispetto alla passata stagione quando prima Ciullo e poi Zavettieri conquistarono appena 8 punti (contro i 16 attuali) nei primi 8 turni. Al Granillo, però, tanto possesso palla ma poca incisività per un 4-3-3 così strutturato:

Russo
Liviero
Atanasov
Morero
Cancellotti
Mastalli
Capodaglio
Izzillo
Lisi
Ripa
Kanouté

Chi sono costoro? Qualche flash ci aiuterà a capire. Russo è stato a Matera il vice di Bifulco (quello dell’assist con il volto a Mazzeo), Cancellotti – invece – è da tre stagioni il padrone della fascia destra delle vespe. Assieme a Di Lorenzo il miglior esterno del torneo, considerando fuori concorso – per manifesta superiorità – Angelo de Almeida. Tommaso ha il cognome, Cancellotti, di un tennista di qualche tempo fa, un “pallettaro” da terra rossa che si sarebbe trovato in difficoltà sull’erba sintetica del Menti. Dove invece la palla corre veloce, come un levriero anzi un… Liviero.

E sì perché la corsia di sinistra della Stabia è solcata da Matteo Liviero, una Supercoppa con la Juve nel 2015, che stava per lasciare il calcio ad appena 19 anni. Nel 2012, infatti, in uno scontro di gioco durante Perugia (era in Umbria in prestito) – Pisa, rischiò di perdere un rene. Fu operato d’urgenza e il giovane di Castelfranco Veneto riprese la sua strada. Nella quale ha già incrociato il Foggia, l’anno scorso in maglia Lecce, così come è accaduto al centrale gaucho Morero che ha affrontato i satanelli con l’Alessandria nei quarti playoff.

ripa
Francesco Ripa, 39 reti con il Sorrento tra il 2005 e il 2007

Da Capodaglio (“cerebro” ex Casertana) a Izzillo (battesimo con doppietta nel 4-0 al Melfi), da Lisi (già tre gol all’attivo) a Mastalli (14 minuti con il Milan prima di una parentesi al Lugano), la cintola alta delle vespe è ben attrezzata.

Idem per l’attacco, con Del Sante (4 reti nelle prime 5 partite ufficiali), Kanouté e Ripa, tre gol alla Vibonese nell’ultima al Menti. Per Francesco, una tripletta giunta dopo un doppio stop forzato che ne aveva compromesso la stagione passata. Lo chiamano “spider”, ragno, che tesse la sua rete di gol; oppure “spider”, come la storica decappottabile, pronta ora a “ribaltare” anche il Foggia. Con l’aiuto del levriero, anzi del Liviero… il ragazzo che non ha mai smesso di correre!

 

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