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26 Ottobre 2021
Serie B

Il fronte anti-Macalli: dalla Lega Pro comunicati ufficiali all’insegna di errori e strafalcioni…

Filtrano altri retroscena in merito ai motivi che avrebbero indotto diversi club di Lega Pro a sfiduciare il presidente Mario Macalli. Alcuni argomenti decisamente curiosi e singolari come svelato dal giornalista Francesco Saverio Intorcia su Repubblica:

“Nel sottobosco del nostro calcio c’è un piccolo mondo fatto di guerra di poltrone, accuse di congiure, lettere sgrammaticate che ammazzano l’italiano. Per fotografare lo stato di salute del pallone, basta dare un’occhiata a ciò che succede in Lega Pro, la vecchia e gloriosa Serie C, dove oggi si celebra l’assemblea per l’approvazione del bilancio, preludio a una rivoluzione oppure a un altro tentativo sfiatato e fallito di ribaltone. Il 10 dicembre, a cinque giorni dal voto, il presidente Mario Macalli ha inviato una lettera ai presidenti dei club retrocessi in D – che votano il bilancio – prospettando un’anticipazione finanziaria pari a metà della mutualità che la B non ha ancora versato. Per gli oppositori, sarebbe una chiara e discutibile mossa elettorale per blindare consensi. La missita ha un incipit da matita blu, che stona con una lega professionistica: “Caro presidente, stò (sic) provveendo in questi giorni ad erogare alle società una anticipazione finanziaria…”. Dev’essere la tensione di questi giorni a tradire le macchine da scrivere negli uffici di Lega: l’11 dicembre ai club è giunta un’altra lettera pasticciata, stavolta a firma del nuovo dg Renato Cipollini: “Si ricorda che per accedere alle fonti di finanziamento (…) è necessario che tutte le Società inviano (…)”. In piena lotta intestina, che soffoca ortografia e congiuntivi, s’apre l’assemblea di Firenze. Un partito di ribelli vuole spodestare Macalli, presidente dal gennaio ’97, ma anche numero 2 della Figc e sostenitore di Carlo Tavecchio, per la cui elezione ad agosto, i voti della Lega Pro sono stati decisivi. L’avversario è ancora Gabriele Gravina, consigliere federale, ex presidente del Castel di Sangro dei miracoli. E’ accusato di aver tramato nell’ombra, incontrando i presidente dei clb in questi giorni: “Falso, confrontarmi con le società era un mio dovere e ho avvisato Macalli e il Direttivo”. Il suo è un chiaro progetto politico, per cambiare la guida della Lega. Due anni fa, alle elezioni, fu battuto da Mavalli 42 a 26. Ora guida una fronda che minaccia di bocciare il bilancio e sfiduciare l’attuale governance. Quanti sono i club ribelli? Non più di 15, secondo il fronte Macalli. Addirittura 43 per il fronte Gravina. Sul bilancio votano 69 società, l’organico della stagione conclusa (ora ridotto a 60). L’aritmetica è complessa. L’italiano di più.

fonte: tuttolegapro

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