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18 Ottobre 2021
Serie B

Lega Pro…tagonisti: tornare ad innamorarsi del calcio

“Era la prima volta che lo vedevo. Aveva l’aspetto di un divo: capelli lunghi, la fascia, un’ombra di barba, il completo Fila, con la maglietta a righe. Adoravo quel look. Per lui ero solo un picchiatello, non mi capiva, ma mi rispettava. Nel ’79 a New Orleans eravamo 5-5 al terzo set, io cominciai a dare di matto, Bjorn fece segno di accostarmi alla rete. Mi passò un braccio intorno alle spalle e mi disse: va tutto bene, rilassati, è una bellissima partita. Mi fece sentire speciale. Quando mi sono trovato in difficoltà ho anche pensato di affidarmi al suo allenatore, Lennart Bergelin, ma poi non l’ho fatto, per paura di dare un dispiacere a Bjorn”.

John McEnroe

Nell’ascoltare le parole di Antonio Conte sulla situazione del calcio italiano siamo stati colti da un senso di sgomento: il tecnico ex Juventus non ha avuto peli sulla lingua e il suo j’accuse è stato una ventata di realtà su un sistema che ancora è lontano dal trovare la soluzione al problema principale: la mancanza di talenti. Conte ha parlato di “mancanza di fame” e ci son tornate alla mente le parole di Stefano Morrone, centrocampista del Pisa che nella sua intervista concessa a TuttoLegaPro.com (leggi qui) ha colto un aspetto importante del problema: “Se uno è bravo e ha voglia di sognare, io ci dormo nello spogliatoio”.

Sono anni che leggiamo di ricette salvifiche per il calcio italiano e la sensazione che da Germania 2006 ad oggi si sia vivacchiato senza fare passi avanti (mentre gli altri corrono il triplo, non solo in campo), non diventa più uno stato d’animo, ma una certezza. Chiudiamo questa nostra riflessione – dando spazio ai “Lega Pro…tagonisti” di TLP – utilizzando le stesse parole del titolo di questa settimana: “Tornare ad innamorarsi del calcio”.

> Giorgio Corona (Messina):

Non serve fare gol per essere un protagonista in campo. Certi movimenti e certe giocate sono belli come e più di un gol. A quarant’anni suonati se ancora oggi tutti lo chiamano “Re” Giorgio Corona, c’è un motivo. La sua esperienza la mette in campo ogniqualvolta che Gianluca Grassadonia lo chiama in causa. Capita – ed è avvenuto – che finisca in panchina, ma il suo contributo, da leader fuori dal campo, c’è lo stesso. Il suo futuro sembra già segnato: da una panchina dove impartire lezioni di calcio. Intanto, finché è in mezzo agli altri a correre e a sgobbare, ce lo godiamo tutti.

Nella gara di sabato contro l’Aversa Normanna la sua presenza ha fatto nascere il vantaggio del Messina. Non che lui abbia offerto l’assist per Damonte: determinante è stata la costruzione per il gol del compagno. Sull’angolo da sinistra la palla è indirizzata al centro dell’area di rigore. Lì in mezzo, in un traffico di uomini dove vige la legge del più forte, ci sono Esposito, Cardinale – difensori della Normanna – Damonte e lo stesso Corona. Quest’ultimo gioca per un istante a basket, utilizzando lo schema del “pick and roll”, in gergo tecnico è il blocco del lungo per favorire la penetrazione del possessore della palla a canestro. Il blocco a Esposito è letale: Damonte ha il tempo di aggirare la marcatura del numero tre ospite e insaccare alle spalle di Forte.

Quando si parla di tornare ad educare le persone al bello del calcio – mettendo da parte le polemiche sterili -, bisogna partire da questi piccoli trucchetti che il “Re”, riesce ancora a dispensare.

THE SHOWTIME

Tiziano Mucciante (Matera):

Dopo l’episodio che ha visto protagonista in positivo Ciro De Franco con Ettore Mendicino nella partita tra Matera e Salernitana, con il giocatore dei lucani che subito si è prodigato per salvare l’avversario che era stramazzato al suolo, questa settimana è la volta di Tiziano Mucciante, altro esempio positivo, ma per motivi diversi: il 2-0 con cui il Matera ha battuto il Savoia settimana scorsa porta la sua firma.

Quest’anno in Lega Pro i difensori stanno salendo agli onori della cronaca per la loro prolificità in zona gol. Per Tiziano Mucciante già andare a rete è un’impresa, riuscire a fare due gol in una partita è una prima volta di quelle da ricordare. Difensore di spessore, ha sposato il progetto Matera mettendo sul campo la sua esperienza e tutta la squadra se ne sta giovando. Un dato curioso risalta nelle sue marcature: quando segna Tiziano Mucciante, il Matera vince sempre. E’ già avvenuto nel 3-1 interno alla Lupa Roma e nell’1-2 del “Ceravolo” di Catanzaro.

fonte: tuttolegapro

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