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18 Ottobre 2021
Serie B

Il gradevole interloquire con Francesco Ghirelli …

Qui di seguito il testo della e-mail trasmessami nel pomeriggio, di oggi, da Francesco Ghirelli. Mi ha fatto piacere, enorme piacere, che anche l’ormai ex direttore generale della Lega Pro abbia voluto interloquire con il sottoscritto, esprimendo condivisione in riferimento alle mie espressioni sulla attuale, delicata situazione del calcio italiano. Un parere importante ed autorevole il suo, che fortifica la mia idea di quanto sia indispensabile dotare, quanto prima possibile, l’ azienda calcio nazionale di una struttura forte di nuove energie, con risorse capaci di risollevare l’ ambiente dallo stato di decadimento attuale. Conoscevo la sua presa di posizione in Lega Pro, che ho apprezzato. Nel merito la sua puntualizzazione non fa altro che portare acqua ad una linea di pensiero che deve essere solo condivisa, obbligatoriamente, per il bene del calcio in terza serie e non solo. Per semplice amore di verità, preciso che, il mio riferimento a “denaro e potere” non era assolutamente riferito ai contenuti della sua intervista, che peraltro ho condiviso nei contenuti. Le mie considerazioni di erano altra natura, ma…tempo al tempo.

Caro Vittorio, ho letto con interesse il tuo articolo/Editoriale odierno “Orfani di un calcio che non c’è più ……Ghirelli punta il dito su Macalli: cosa bolle in pentola?”. L’analisi che tu svolgi sull’attuale situazione del calcio italiano è da me condivisa. Ritengo, anzi, che se non vi è al più presto una reazione, anzitutto etica, e poi anche organizzativa il nostro calcio e’ destinato a scomparire del tutto, travolgendo quello che per decenni e’ stato uno dei pilastri della società italiana. Il rischio concreto e’ che così come avvenuto con la Fiat e con molte altre grandi aziende, anche l’azienda del calcio scompaia dal nostro paese. Sin qui la mia adesione alla tua analisi e l’auspicio che si trovino le energie per reagire. Energie che debbono essere innanzitutto morali, e che in un momento di crisi quale è questo devono avere il contributo di idee capaci di valorizzare le poche risorse disponibili. Idee che debbono essere rivoluzionarie, nel senso che debbono avere la forza e la capacità di pensare in modo diverso, di introdurre nuove prospettive, di aprire delle visioni capaci di capire di guardare il futuro. Non è più il tempo della acquiescenza supina.

Vi è, però , un punto del tuo articolo che mi vede in dissenso ed è quello riferito alla mia persona. Nella parte finale ti riferisci alla mia intervista rilasciata a La Repubblica e ne collochi il contenuto nell’ambito di una lotta di palazzo avente come oggetto “potere e denaro”. Certamente non sei al corrente della circostanza che i fatti di cui parlo nell’intervista sono stati portati da me all’attenzione, in modo assolutamente riservato, innanzitutto di Macalli e poi degli altri componenti del Consiglio Direttivo, sin dalla primavera del 2014.

La mia iniziativa, perciò , nel momento in cui si svolgeva nell’ambito della stessa Lega Pro ed aveva come primo e privilegiato interlocutore Macalli, non poteva e non può essere interpretata come una lotta di potere. Era il tentativo di fare, nella mia posizione quanto necessario per ovviare quella situazione di degrado del mondo del calcio a cui anche tu fai riferimento . Il risultato della mia iniziativa ? Sono stato licenziato.

Ecco allora che, non potendo più agire all’interno e restando ferma la mia convinzione della necessità di un cambiamento non mi è restato che, per quel poco che può pesare, assumere delle posizioni pubbliche. L’interesse e’ quello di dare un contributo ad un rinnovamento della Lega Pro che è un presupposto essenziale per la rinascita del nostro calcio.

Saluti cari Francesco Ghirelli

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