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17 Ottobre 2021
Blog Cuore Rossonero

Il FOGGIA, “E’ bèlle è nnà abbàlle!”

DI PEPPINO BALDASSARRE – “E’ bèlle è nnà abbàlle!”. Evidentemente non siamo quella grande squadra della quale avevamo avuto il sentore di essere. Ci eravamo illusi tutti, per questo la delusione è ancora maggiore. Attenzione però, per delusione si intende solo panchina corta. Guai a lamentarci dei 10 punti di vantaggio sulle retrocedende, guai a storcere il muso visto che in Italia in tutte le serie professionistiche nessuno ha perso meno di noi in campionato, guai a non applaudire quelle maglie sudate e rossonere solo davanti, perchè col Matera il FOGGIA ha fatto il massimo di ciò che poteva fare, ovvero limitare i danni. Invero, una rete era stata realizzata ed annullata per un fuori gioco millimetrico. Il centimetro di Turone a Torino sembra un’autentica esagerazione rispetto ai millimetri di Iemmello.

Dobbiamo, però, affermare che il FOGGIA merita la posizione che occupa in classifica. Al di fuori della zona retrocessione, tant’è che in questo momento Cosenza e Barletta non fanno la corsa sul FOGGIA ma lontano sempre di più dai luoghi dei sognatori dove, alla lunga, il Lecce potrebbe essere promosso con Salernitana di Lotito, Benevento di Brini (non esiste gioco ma solo episodi favorevoli con Eusepi e Marotta) e Juve Stabia del fattore C (è vero che fortuna audaces juvat, sed est modus in rebus) a tentare di accompagnarlo. Questo è l’attuale responso del torneo. A proposito di Juve Stabia, Spezzaferri, presidente dell’Aversa, ha avuto da ridire su alcuni comportamenti stabiesi, proprio lui che possiede una delle due ricette più segrete e secretate al mondo: una è la composizione degli aromi naturali di quella bibita gassata prodotta da più di un secolo ad Atlanta e poi ovunque nel mondo, l’altra che riguarda l’Aversa è come farsi ripescare per due anni di seguito.

Tornando a noi, Potenza dice che nessuno gioca come noi, è vero. Ma anche in serie A nessuno giocava come il Chievo di Del Neri, il Lanerossi Vicenza di G.B. Fabbri o il Perugia di Castagner ma gli scudetti li vincevano gli altri. Il FOGGIA non è attrezzato per sognare a meno che non riesca a recuperare 3 punti ogni 2 mesi sulle battistrada. Intanto, finchè non si raggiunge salvezza matematica non si può lottare su due fronti. Persino la Seconda Guerra Mondiale è stata persa da chi voleva lottare contemporaneamente su più fronti. A parte l’obiettività nuda e cruda, il dispiacere aumenta a dismisura infatti, pur se nel calcio manca controprova, la Juve Stabia avrebbe mai pareggiato con Gigliotti e Potenza in campo? Coletti del Matera avrebbe mai potuto essere il padrone della partita se avesse dovuto vedersela con Quinto e Gerbo? Il Matera stesso, se non ci fossero stati Gigliotti e Potenza, avrebbe potuto vincere? Le ipotesi non sono tesi ma il FOGGIA incompleto è davvero ben poca cosa. In attacco occorrerebbero tre palloni, uno a testa per Sarno, Iemmello e Cavallaro. A centrocampo due assenze ed il terzo uomo spostato di ruolo trasfigurano la squadra. La società si lamenta dei mancati incassi, si lamenta non di mille voci mancanti a gridare FORZA FOGGIA ma di mille tagliandi invenduti. Di Micale diremo solo che è risalito a -1,24 di media reti subite a partita. La difesa, invece, per fortuna tiene. A prescindere da Agostinone che sta disputando un grande campionato, Bencivenga e Loiacono sono due atleti che hanno vinto già dei campionati mentre neanche in serie B oggi ci sono squadre dotate di una coppia di centrali come Potenza e Gigliotti, insuperabili nell’uno contro uno. Narciso, poi, è quel portiere che fa lievitare la classifica con parate che equivalgono a reti segnate. Peccato, perchè giocando sempre con i titolari, qualche punto in più ci poteva stare.

Il ciclo, già orribile di per sé, continua a Caserta. Campilongo opterà per il 4-3-3 in luogo del gregucciano 4-2-3-1 ma non possiamo attaccarci alla “felinia”. Senza Gerbo ed Agnelli è dura, senza pure Quinto è quasi impossibile. Delle due l’una: o si ridisegna il centrocampo con D’Allocco centrale coadiuvato da Sicurella e Sainz-Maza, quest’ultimo è andato meglio di Sicurella col Matera oppure Grea in difesa, per usufruire delle prestazioni di un indomito lottatore come Agostinone a centrocampo, in quel caso fuori uno tra Sicurella o Sainz-Maza magari da usare come primo cambio in luogo di uno spremuto Sarno al quale si chiederà di arretrare tra le linee fino a scoppiare. Diversamente non si può fare, certo è un peccato affrontare l’avversario meno forte del mese orribile così rimaneggiati. Un pareggio al “Pinto” sarebbe oro colato magari barattato volentieri con una scialba prestazione, magari rubacchiato.

“E’ bèlle è nnà abbàlle” dicevamo in apertura…invece qualche giro di valzer c’è stato nelle cariche societarie. Noi preferiamo scrivere di calcio giocato, siamo “pallonisti” non economisti.

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