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18 Ottobre 2021
Blog Mi Ronza in mente

Dammi il cinque #10

ROGER FEDERER – Nell’olimpo dello sport, non solo del tennis, c’era già da tempo. Gli mancava solo un trofeo da conquistare per rendere la sua carriera praticamente perfetta: la Coppa Davis. Ed eccola lì l’insalatiera che prende la strada di Berna grazie al Re e al suo aiutante Wawrinka, senza il quale la vittoria sarebbe stata impossibile considerando il livello degli altri. Ha avuto problemi con la schiena nel weekend ma evidentemente il cervello ha avuto il sopravvento. Ci sarebbe, in realtà, l’oro olimpico nel singolare a mancare nella bacheca: Rio non è lontana…

LEWIS HAMILTON – La noia della Formula Uno di quest’anno non toglie i meriti al pilota britannico che dopo il ritiro in Belgio non ha sbagliato più niente, vincendo 6 degli ultimi 7 gran premi e mettendosi alle spalle il compagno di squadra e sempre meno amico Rosberg. Il suo secondo titolo mondiale in carriera è figlio della superiorità imbarazzante della sua Mercedes e della sua bravura nel farla rendere al massimo quando contava.

Hamilton_Spain_2014_F1Weekends

PAUL POGBA – Ogni tanto bisogna andare a rivedere la carta d’identità che recita: anno di nascita 1993. Bisogna farlo per rendersi conto di quanti margini di miglioramento abbia. A 21 anni è ormai un tuttocampista completo, forte fisicamente, agile e potente, sta diventando anche più freddo sottoporta. Chiedere su questo informazioni alla Lazio.

MARSHON BROOKS – Nel derby con Varese che passerà alla storia per la camicia strappata di Pozzecco dopo l’espulsione, la guardia arrivata quest’estate e che finora aveva fatto storcere – giustamente – qualche naso ne ha fatti 37. Con il 50% dal campo. Se è vero che ci saranno bisogno di altre prestazioni convincenti, è anche vero che Brooks ha dimostrato che quando Milano lo ha preso cercando un tiratore non ha sbagliato affatto.

ANTONIO DI NATALE – Duecento gol in Serie A. Oltre questa cifra erano in 6, adesso sono in 7 con l’arrivo di questo infinito bomber che vede Baggio (205) sempre più vicino e fa un razionale pensiero a Meazza ed Altafini (216). Una carriera esemplare coronata da questo traguardo.

Dario Ronzulli

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