Momenti di… “DORIA”

Momenti di… “DORIA”

Nella quiete della mia casa e della mia famiglia sto cercando di metabolizzare tutto quello che è successo in questi giorni vissuti intensamente e che mi hanno lasciato sensazioni incredibili. Erano anni che non partecipavo ad eventi di questo tipo. Vi racconto la storia della nascita del libro sperando di non apparire noioso e che vorrei condividere con chi ama realmente il mio C4PIT4NO.

Ho conosciuto Domenico Carella leggendo i suoi primi due libri nonostante il mio scetticismo perchè molte volte si rischia di essere banali ma non è stato questo il caso. Ho comprato il primo con titubanza, al secondo non ci ho pensato neanche un attimo e gli ho fatto i complimenti. La cosa è terminata lì fino a quando Gianni Pirazzini si è iscritto ad un noto social network. Ho chiesto la sua amicizia e me l’ha concessa perchè lui, come i suoi compagni, è sempre stato uno che ama e rispetta la gente. L’avevo conosciuto quando ero ragazzo parlandogli fuori dallo Zaccheria ed è sempre stato disponibile. Il reciproco rispetto e la nostra grande amicizia è cresciuta giorno dopo giorno interloquendo spesso.

In ottobre ho cominciato a lavorare per mettere in atto un’idea che, in quel momento, aveva l’approvazione anche du un altro ragazzo di Udine (caso strano due persone che vivono a molti km di distanza!!!). Magari io ci ho creduto di più e, senza assillarlo, l’ho spinto quantomeno a pensare di scrivere questo libro e, secondo me, Domenico era l’elemento giusto nonostante il suo timore. Mi sono accorto, giorno dopo giorn,o che ero riuscito a fare breccia nella testa e nei sentimenti di Gianni. A questo punto è entrato in gioco Domenico ed è partita la sfida, sì la sfida perchè la sua titubanza era ancora forte.

Ho incontrato Gianni il giorno di Natale a Foggia e nei vari giorni successivi parlando poco della scrittura del libro ma limitandoci a nostre confidenze. Nei giorni successivi ho incontrato per un caffè Domenico, proprio l’ultimo giorno dell’anno, che mi ringraziava perchè mai pensava che potesse accadere una cosa del genere. Ma, anche in questo caso, la scaramanzia era d’obbligo. Coincidenza ha voluto che, in quel momento, mi chiamasse Gianni per salutarmi vista la mia imminente partenza. Da perfetta squadra abbiamo stretto un patto: non far trapelare nulla per non rischiare di far saltare tutto (e sinceramente in questo credo di saperci fare).

Sono ripartito il 1° gennaio e da quel giorno con Gianni è cresciuto un legame indissolubile grazie alla frequenza giornaliera delle nostre telefonate, un appuntamento fisso salvo alcuni impedimenti per causa di forza maggiore. Ho visto e sentito nascere il libro insieme a loro perchè mi sentivo indistintamente sia con uno che con l’altro pur non entrando mai nel merito. Non mi crederete ma il loro timore di non farcela era tanto ma ho cercato di spronarli con il mio motto: “COMUNQUE ANDRA’ SARA’ SEMPRE UN SUCCESSO”, fino a che si è arrivati al giorno fatidico in cui Domenico mi ha detto che il lavoro era concluso, si doveva scegliere il materiale fotografico e soprattutto il titolo. Mi chiama Gianni e mi chiede che titolo avrei dato al libro. Ricordo che Domenico mi propose “Il Diavolo veste 4″, a me piaceva “UNA VITA DA CAPITANO”. Quest’ultimo è subito piaciuto a Gianni ed è stato condiviso da Domenico. Dopo gli ultimi ritocchi, Domenico mi manda in anteprima la copertina del libro che, per me, era perfetta così com’era. Gianni mi informa che stanno cercando la Sala della Provincia per la presentazione e riuscì ad ottenerla anche con la collaborazione dell’onorevole Stallone. Da quel giorno si mette in moto la macchina organizzativa di Gianni e Domenico e mi annuncia che la presentazione sarà il 14 aprile alle ore 18,00 e che io non potevo mancare. Io ero già sicuro di esserci, dovevo solo organizzarmi bene con il mio lavoro. Avrei fatto il possibile per esserci ma non doveva saper nulla Gianni e nessun componente della sua famiglia.

I giorni passavano e l’attesa era forte ed avevo mentito a Gianni dicendogli che, purtroppo, non avrei partecipato. Avevo dei problemi organizzativi sul lavoro ma alla fine ce l’ho fatta anche con il valido supporto di mia moglie Michela e mia figlia Valentina che mi hanno incoraggiato prenotando la partenza da Milano il giorno 12/04/2014. Arrivo a Foggia alle 22:30 ed alla stazione c’era Domenico ad attendermi. Non è da tutti lasciare gli amici e venire a prendere uno qualunque in stazione, lui lo ha fatto e questa cosa non è passata inosservata. Mi ha accompagnato a casa e ci siamo incontrati la domenica delle Palme per un caffè ed erano presenti altri due amici: Simona e Francesco. Ho capito subito che Domenico incominciava ad essere in tensione e ho trovato una valida spalla in Francesco per continuare a passare inosservato agli occhi di Gianni.

La notte tra domenica e lunedì avrò dormito un paio d’ore perchè non far capire a Gianni che ero a Foggia è stato difficile. Mi sono sentito con lui la mattina ed il pomeriggio, un’ora prima della presentazione e cercavo di immaginarmi come sarebbe stato per lui vedermi. Il resto è noto perchè c’è il filmato che ne parla.

In quell’occasione abbiamo dimostrato di essere un bel gruppo così come lo erano i compagni di squadra presenti alla manifestazione. GRAZIE DI CUORE ALLA MIA FAMIGLIA CHE MI HA DATO LA SPINTA PER ESSERE PRESENTE, A GIANNI E DOMENICO VALIDI COMPAGNI DI VIAGGIO, A TUTTI I COMPAGNI DI SQUADRA, ALLA FAMIGLIA PIRAZZINI / CATALANO ED A TUTTI COLORO CHE ERANO PRESENTI PER AVER CONDIVISO CON ME UNA DELLE PAGINE PIU’ BELLE DELLA MIA VITA!!!!!…

Francesco Doria

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