Appunti mondiali

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Pensieri sparsi dopo il Mondiale andato in archivio:

– ha vinto sicuramente la squadra più forte, più completa, più bella da vedere, più contemporanea. La Germania ha completato un percorso nato dopo il disastro dell’Europeo del 2004 e che aveva portato comunque sempre posizioni tra le prime 4 in tutti i tornei. Mancava l’alloro ed è arrivato anche quello. La lezione di sport, e volendo anche di vita, più grande che hanno dato i tedeschi non è stato vincere, ma creare le condizioni per far sì che il successo potesse arrivare: era solo questione di tempo. E per condizioni intendo il partire dal basso: questo gruppo è fatto di giocatori che a livello di Nazionali giovanili ha vinto letteralmente tutto. Vogliamo copiare l’ormai famoso “modello” tedesco? Partiamo da questo: le nostre Under fanno quasi costantemente, tranne rarissime eccezioni, acqua. Chiediamoci perché e lavoriamo su questo. Ma sull’Italia il discorso è più lungo e complesso: mi riprometto di trattarlo a breve.

– beninteso: la Germania non ha vinto perché non ha giocatori tatuati. Si è sentita e letta anche questa. A parte che non è vero, ma faccio davvero fatica a capire il nesso tra le due cose. Uno che il Mondiale l’ha giocato e vinto da protagonista è Marco Materazzi, strapieno di scritte sul corpo. Quindi?

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– altra fesseria enorme: Messi non vale Maradona. Ci voleva questo mondiale per capirlo? Mi spiego. La Pulce è un Campionissimo, con la C maiuscola: ha vinto tanto e da protagonista, certamente con un eccellente cast al suo fianco nel Barça ma con punte di talento immenso. Affermare che sia sopravvalutato o enfatizzato dai media significa non avere mai visto una partita di calcio. Non ha vinto con la sua Nazionale come hanno fatto tanti grandissimi del passato, da Cruijff a Baggio, ma questo non sminuisce il suo valore. E anche se avesse vinto ieri il paragone con Diego non avrebbe retto comunque. Perché sono giocatori di epoche diverse e soprattutto perché Maradona non era umano: era un alieno sceso sul nostro pianeta per giocare a calcio. Nessuno è e sarà mai paragonabile a lui.

– Messi non è comunque il miglior giocatore di questa Coppa del Mondo. Il premio che gli è stato dato toglie spazio a chi invece ha giocato, a mio giudizio, un torneo complessivamente migliore: uno su tutti James Rodriguez, che si è consacrato a livello mondiale. Se poi prendiamo l’idea che il premio debba essere assegnato ad un giocatore della squadra campione, la mia preferenza va ex aequo a Thomas Muller e Toni Kroos: il primo è la dimostrazione evidente che, senza avere particolari doti naturali, il duro lavoro e la disciplina permette di stare ai più alti livelli planetari: ha un innato senso del gol e della leadership silenziosa ed è destinato a superare il suo compagno Miro Klose come miglior marcatore di tutti i tempi; Kroos, dal canto suo, è stato il miglior tuttocampista di questo torneo: non c’è una cosa che non abbia saputo fare e anche quando ha commesso errori, come l’assist ad Higuain, ha poi superato brillantemente l’empasse. Giocatori totali.

– direi che ormai è assodato che il concetto di “squadra materasso” sia sempre meno utilizzabile in una rassegna iridata. Qualunque nazionale nel mondo ha almeno un paio di giocatori che giocano in campionati europei di medio-alto livello e taluni in questi tornei fanno anche la differenza. La Costa Rica, per citare un esempio, poteva contare su Campbell (Olympiacos), Ruiz (PSV), Navas (Levante), Borges (AIK), Gamboa (Rosenborg). Lo stesso Iran, che pure non ha brillato, ne aveva 7 su 23 impegnati all’estero. Semmai a fare la differenza in negativo è l’armonia e la coesione tecnica del gruppo, come è accaduto ad esempio per il Camerun.

– il Brasile è esploso fragorosamente nel momento più importante. Ha fatto una partita di alto livello – contro la Colombia – e per il resto ha arrancato tra colpi di classe dei singoli e colpi di fortuna. Scolari ha sbagliato tanto, dai convocati al modulo agli 11 titolari, ma come sempre in questi casi non può esserci un solo colpevole. Prendiamo Fred centravanti: scarso e poco utile alla squadra. Il ct ha sbagliato a schierarlo e siamo d’accordo: ma quale prima punta realmente più forte è stata lasciata a casa? Ecco il problema: il Brasile è in un periodo storico in cui, salvo Neymar e Thiago Silva, non ha elementi di classe degni della sua storia.

Dario Ronzulli

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