Oltramari piange indossando la maglia del Foggia

Oltramari piange indossando la maglia del Foggia

 

DI DOMENICO CARELLA – Amici del blog ‘domenicalmente’ preparatevi, perché sto per raccontarvi una storia a cui è difficile credere per chi, come noi, è abituato a vivere un calcio senza valori legato esclusivamente al dio denaro. Ho visto con i miei occhi un grande ex calciatore del Foggia ha versato qualche lacrima nel indossare nuovamente la maglia rossonera. Per poco più di 24 ore ho avuto il piacere di ospitare il grande Roberto Oltramari, ala destra del primo Foggia in serie a.

Esattamente 50 anni dopo quella storia promozione Roberto è tornato nella città che lo aveva ospitato per 6 anni, innalzandolo a ruolo di eroe e di paladino di una squadra diventata simbolo della provincia e della regione. Incredibile macchina perfetta, dolce mezzo di svago e riscatto sociale per un territorio da sempre avaro di soddisfazioni e ricchezze. Roberto ha fatto un tuffo nel passato per salutare i vecchi amici e rivedere i posti che per cinquanta lunghi anni ha custodito nel suo album dei ricordi.

Il primo incontro è stato con l’ex compagno Gianni Pirazzini, riabbracciato in un bar assieme a un gruppo ristretto di tifosi storici del Foggia. Due ore in completa armonia con tante risate e ricordi tirati fuori uno dopo l’altro. Poi la tappa doverosa dalla signora Nocera. Lui e Vittorio sono stati amici per la pelle. Vivevano nella stessa casa e uno avrebbe fatto qualsiasi cosa per l’altro. Come quando, per un leggero malore (rivelatosi poi un falso allarme), Vittorio si svegliò alle 3.00 di notte per portare Roberto in ospedale.

Oltramari

Fu proprio Oltramari ed una buona dose di fatalità a far incontrare per la prima volta Nocera con Anna la sua futura moglie, durante una delle solite passeggiate pomeridiane (quelle che noi chiameremmo struscio) dal pronao della villa alla vecchia Standa (oggi Benetton store). Quando i due si incontrano dopo 50 anni mi sembra di assistere alla scena di un film. Rimangono fermi per un attimo infinito l’uno davanti all’altro poi allargano le braccia e si fondono in un abbraccio carico di singhiozzi ed emozioni. Ho quasi vergogna di essere lì in quel momento e mi faccio da parte per qualche minuto, prima di iniziare a sentire, aneddoto dopo aneddoto, tutti i ricordi di un Foggia capace di far grande la città.

L’ultima tappa, quella prima del volo per Bergamo, è quella del ritorno allo Zaccheria. Lo stadio è trasformato rispetto a quello con i tavoloni di legno e tubi innocenti a cui Roberto era abituato, ma quando sulla soglia degli spogliatoi riceve la chiamata della figlia, lui non fatica a rispondere: «sto entrando nello stadio dove giocavo io!». Quando gli viene porta la maglia rossonera ha quasi un sussulto. In un attivo tira via la camicia e la indossa, tirando un lungo respiro, quasi a dire… “si, ora sto bene”. La accarezza sul suo ventre con gli occhi chiusi, quasi a voler sentire le emozioni che promana, fino a sussurrare un «sono emozionato» con gli occhi gonfi di lacrime. E quando mi ricapiterà più di vedere un grande campione piangere lacrime di gioia per la maglia del Foggia? Non so se potrà sembrare retorica o se potrà essere scambiata per eccesso di sensibilità, ma quello che ho visto ha lasciato un segno dentro me. Per fortuna avevo nella mia borsa la telecamera e posso trasferirvi, oggi, una piccola parte di quelle emozioni.

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Biografia Autore

Domenico Carella

Direttore di Foggiasport24.com - Giornalista del Corriere del Mezzogiorno (dorso del Corriere della Sera) e conduttore della trasmissione social "4 Amici al bar", in onda tutti i lunedì su youtube e i maggiori social network. Autore dei libri "Diavolo di un satanello", "E il diavolo ci mise la coda", "GI4NNI PIR4ZZINI, una vita da capitano" e "Foggia - Inter 3-2, 31 gennaio 1965, l'impresa degli eroi di Pugliese".